Ombre, Sussurri e Morti

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Ero convinto di essermi lasciato alle spalle questo luogo maledetto, ma invece mi ritrovo al centro di una macchia verdastra, immerso fino al busto in un lago ghiacciato.

Esco dall'acqua torbida, infreddolito e confuso. Mi accascio ai piedi di un albero, mi stringo in un abbraccio, non so se per cercare calore o infondermi conforto.

Quando sono partito alla ricerca del Bosco, mi sentivo come se la mia pelle non potesse contenermi. Per un ricercatore, essere spedito a esplorare uno dei posti più misteriosi al mondo non può che essere un onore, un'occasione che solo uno stolto privo di senno rifiuterebbe.

Almeno è ciò che pensavo prima di mettere piede qui dentro, in questa selva sconfinata, pericolosa e oscura.

Sono partito circa due settimane fa da Boston, con la mente piena di progetti e il cuore che batteva come un treno a vapore. Avevo preparato uno zaino, lo avevo caricato sulle spalle, avevo indossato i miei guanti di pelle e appeso al collo la mia collana portafortuna.

La catenina regge un ciondolo a forma di bussola, ma è solo decorativo, non funziona davvero. Vorrei tanto che potesse aiutarmi a uscire.

Ero arrivato ai margini del bosco in macchina. Mi avevano accompagnato fin qui, e l'unica frase che mi è stata detta prima di ripartire a tutta velocità è stata: "Che tipo di bara preferisci? La più economica parte da 4000 dollari."

In quel momento avevo riso a crepapelle, credendo fosse una battuta innocente, ma ripensandoci ora, l'angoscia mi assale fino a farmi venire voglia di strapparmi i capelli. Potrei davvero perdere la vita in un bosco all'età di 26 anni? E non in un bosco qualsiasi, ma nel Bosco dei Desideri.

L'oggetto di studio dei più grandi Istituti di Ricerca, un luogo avvolto da misteri e leggende che affascinano e terrorizzano allo stesso tempo.

"Non è detto che nella bara entrerà il tuo corpo. In bocca al lupo!"

Questa frase mi aveva fatto esitare per un solo secondo, sufficiente a far vacillare la mia determinazione. Ma poi avevo scacciato ogni dubbio, afferrato la mia falce e mi ero addentrato tra le braccia intrecciate e avvizzite del bosco.

Ero così convinto di uscirne vittorioso, di portare nuovi campioni o fenomeni da analizzare, che non mi sono accorto del primo segnale di avvertimento. Appena entrato un fruscio improvviso alle mie spalle mi fece voltare di scatto, ma non c'era nulla. Solo il silenzio inquietante del bosco.

Credevo fosse il vento, ma non ne sono più così convinto.

Il Bosco dei Desideri non è un luogo comune. Gli alberi sembrano vivi, con rami che si attorcigliano e foglie che sussurrano al passare del vento. Ogni passo è una lotta contro la vegetazione che cerca di trattenermi, come se volesse inghiottirmi nel suo ventre terroso.

È difficile persino orientarsi, perché la luce del sole filtra a malapena tra le fitte fronde, creando un'atmosfera surreale. Ogni tanto, mi è sembrato di intravedere ombre che si muovono ai margini della mia visione, ma ogni volta che cerco di focalizzarle, spariscono come se non fossero mai esistite.

Poi l'ho visto. Avevo incontrato un piccolo fiore bianco coperto da impercettibili punti neri, diverso da qualsiasi altro avessi mai visto prima. Sembrava quasi brillare di luce propria, la sua aura era pura attrazione. Mi ero avvicinato con cautela, affascinato dalla sua bellezza e dal potenziale scientifico che rappresentava.

Ma appena avevo allungato la mano per raccoglierlo, il terreno sotto di me aveva ceduto. Ero precipitato in una fossa nascosta, coperta di edera e radici. Ho lottato per risalire, ma le pareti erano troppo ripide e scivolose. Il panico aveva iniziato a farsi strada nel mio cuore, mentre la consapevolezza della mia scomoda posizione si è fatta sempre più chiara.

Nessun Bosco Donde viven las historias. Descúbrelo ahora