Roman Vexley sente la macchina di suo padre fermarsi nel vialetto di casa, mentre lui continua a mangiare la sua colazione di latte e cereali, sua madre Veronica Vexley, si alza frettolosa dal tavolo e spia dalla finestra del salotto spostando leggermente la tende, sembra preoccupata, anche se cerca di nasconderlo, non vuole che la sua preoccupazione si ripercuota sulla famiglia.
Poco dopo, il padre, Jarvik Vexley entra in casa, visivamente stremato per la notte appena trascorsa, si toglie il cappotto ed il cappello della divisa da poliziotto, Veronica gli corre incontro e cerca di sostenerlo mentre lui si lascia cadere faticosamente sul divano, "Allora come è andata?" domanda delicatamente, cercando di essere il più dolce possibile, il volto di lui si rabbuia all'istante, cerca di trovare le parole giuste, la stanchezza lo sta distruggendo "Dopo un'intera notte fuori a cercarlo non abbiamo trovato neanche una traccia, sembra che sia sparito nel nulla" il suo viso sembra affranto e nel suo tono di voce c'è una leggera nota amara, odia sentirsi impotente, odia questa parte del suo lavoro.
"Non oso immaginare cosa stia provando la madre di quel povero bambino" dice lei con un filo di voce quasi come se si riferisse a suo figlio "è il quarto bambino nel giro di pochi mesi, la città ha un problema" esclama lui arrabbiato "La gente vuole delle risposte ed io non ne ho, non so che fare" continua sconsolato abbassando la testa, Veronica gli accarezza dolcemente i capelli "Non è colpa tua, tu stai facendo tutto il possibile..." cerca di consolarlo, di sorreggerlo, sapendo di questo suo momento di debolezza "E se non fosse abbastanza?" "é abbastanza per le tue capacità" sembra un rimprovero più che una consolazione, lui si è arruolato in polizia per poter aiutare la gente, ama la sua comunità e sapere di non poterli aiutare lo distrugge, odia sentirsi così.
Essere pagato per aiutare gli altri ma essere impotente davanti ai problemi della vita.
Roman osserva la scena senza capire cosa succede, si alza dal tavolo e si prepara per andare a scuola, si avvicina al padre, è da tanto che non lo vedeva così afflitto, gli occhi dei due si incontrano esplodendo in sentimenti non detti, uno troppo uomo per mostrare sentimenti troppo emotivi ed uno troppo piccolo per capire certe emozioni, il padre afferra il figlio per il braccio avvicinandolo bruscamente a se guardandolo direttamente negli occhi "Ti prego stai attento" dice stringendo i denti, suo padre è spaventato, teme di poter perdere suo figlio, il suo unico figlio, non potrebbe mai perdonarselo, vedere tutti questi bambini scoparsi gli fanno sempre più pensare all'amore che prova per suo figlio "Oggi pomeriggio dopo scuola voglio che resti a casa" il suo tono è severo ma dolce allo stesso tempo, non usa spesso il suo tono autoritario "Ma papà.." cerca di ribattere impacciato "Nessun ma, questo è un'obbligo, voglio sapere che sei al sicuro e questo è l'unico modo che ho per proteggerti, qui so che posso farlo" dice suo padre in maniera grave e severa, Roman sa che lo fa per il suo bene ma odia quando gli proibiscono di fare qualcosa, lo sguardo del padre di Roman resta fisso su di lui, lo scruta per sapere se effettivamente farà come gli è stato ordinato, non è un tipo severo ed odia le punizioni se non necessarie ma questa situazione lo sta spaventando.
"Amore ora rilassati, questa tensione ti rende aggressivo, così finirai per spaventarlo" si intromette Veronica per calmare la situazione, sente che la tensione è alle stelle, la madre appoggia le sue mani sulle spalle di Jarvik, lui d'istinto si rilassa facendo un grande respiro, Roman acconsente alle regole del padre "Ti prometto che starò qui" cerca di rassicurarlo, non vuole deludere suo padre soprattutto in una situazione simile, corre verso l'uscita di casa, ha perso fin troppo tempo ed ora è in ritardo.
Mentre esce sente suo padre continuare il discorso "Cerco solo di proteggerlo questa città non è più sicura..." riesce a sentire solo questo prima di chiudere la porta alle proprie spalle ed avviarsi lungo il giardino frontale di casa sua.
Non ama andare a scuola, anzi, lo odia ma ha comunque i suoi validi motivi per andarci, una valida compagnia è meglio di una noiosa giornata a casa.
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The Kelpie
Mystery / ThrillerMentre la vita di due giovani ragazzi di undici anni si intrecciano e creano legami indissolubili, delle strane sparizioni creano disagio e preoccupazioni ai cittadini
