Quando la sveglia suonò alle 6:30 precise la spensi prontamente, cosa che avveniva molto di rado, in genere passavano almeno due minuti buoni prima che mi rendessi conto di quel terribile suono assillante.
Quel giorno però era diverso: ero al mio ultimo anno ed era il mio ultimo primo giorno di scuola, per cui dalle 6:00 fissavo il soffitto di camera mia; non che fossi particolarmente nervosa, ormai ne avevo vissuti molti di primi giorni di scuola, solo che quello era l'ultimo.
Scostai le lenzuola, mi alzai e andai nel mio bagno personale, avere un bagno tutto per sé è un grande vantaggio: niente pressioni e niente attese strazianti.
Osservai i vestiti che io e la mia migliore amica Lisa avevamo accuratamente scelto il giorno precedente; è molto importante il proprio abbigliamento del primo giorno di scuola, come sei vestito determina se tu sia una persona "in" oppure "out". Essere una persona "in" ti dà il diritto ad essere protetto, puoi avere i posti in fondo all'aula, ti assicura un parcheggio sempre libero e altre agevolazioni, essere "out" beh... sinceramente non sapevo cosa volesse dire esserlo dato che per tutta la mia vita, fortunatamente, ero sempre stata una ragazza "in", non che avessi chissà che qualità ma ho gli ingredienti giusti: carina, vestita bene, molto benestante e con una bella macchina; in più la più bella della scuola: Jessica M. è mia cugina di secondo grado, per cui stando nelle sue grazie era quasi automatico essere "in".
Mi guardai un'ultima volta allo specchio e mi sentii davvero soddisfatta, il mio look composto da: leggings neri, una maglietta lunga firmata e un velo di trucco era perfetto; non mi consideravo una bella ragazza ma carina poiché di certo non rientravo nei miei canoni di bellezza, i miei lunghi capelli lisci come seta e scuri come l'ebano non mi piacevano ovviamente, li avrei preferiti mossi e più chiari, però apprezzavo i miei occhi verdi screziati d'oro, anche se li volevo azzurri come mio padre, e la leggera spruzzata di lentiggini unita ad una pelle chiara potevo anche non prenderli da mia nonna.
Afferrai la mia borsa di Louis Vuitton, non una semplice borsa qualunque ma una borsa di marca, elemento essenziale se vuoi essere davvero "in", e mi avviai giù.
In genere i ragazzi della mia età hanno mamme dolci che preparano loro un'appetitosa colazione a base di toast, succo d'arancia, cereali e pancake, perlomeno questo è quello che ho visto nei film, mia mamma al massimo mi avrebbe fatto trovare un frullato di verdure. Non che Caroline non tenesse al fatto che i suoi figli mangiassero, solo che odiava cucinare e soprattutto voleva sempre mantenersi in linea.
Al piano di sotto trovai mia madre che era già uscita per la sua corsetta mattutina insieme alla mia cagnolina Pepper che mi corse incontro scodinzolando e leccandomi le caviglie, mi abbassai per salutarla e alzai lo sguardo su mia madre, indossava un'aderente tuta blu notte che metteva in risalto le sue forme perfette e pur essendo stata fuori era impeccabile con il suo trucco e i capelli biondi tirati indietro in una coda perfetta; in mano aveva due bottigliette con dentro un liquido dal colore blu intenso, chissà quanto colorante ci sia per ottenere quel colore pensai.
<<Buongiorno tesoro>> mi salutò.
<<Buongiorno>> risposi rialzandomi, le diedi un bacio sulla guancia e mi affrettai ad uscire.
<< Come mai esci così presto??>> Mi bloccai poco prima di afferrare la maniglia. Odiavo le domande la mattina, dovevo avere davanti il mio cappuccino fumante prima che qualcuno potesse chiedermi anche un semplice "come stai"
<< Mi incontro con le ragazze prima che inizino le lezioni >>
Il ritrovo mattutino per la colazione era un rito che si era protratto per tutti i precedenti anni scolastici e che avremmo continuato anche quest' ultimo.
<< Prima di andare prendi una di queste>> mi porse la bottiglia con lo strano liquido blu, vedendo la mia faccia accigliata mi spiegò subito:
<< Ci sono dentro tantissime vitamine e sali minerali, fanno molto bene soprattutto con questo caldo>>
Afferrai la bottiglia e la misi in borsa, mormorai un grazie e uscii in tutta fretta prima che potesse chiedermi altro o fare commenti sul mio modo di vestire "poco consono" come diceva lei.
In effetti aveva ragione, per essere settembre faceva ancora molto caldo.
Uscendo di casa guardai tutta orgogliosa la mia macchina che avevo accuratamente pulito il giorno prima, brillava alla luce del sole. Amavo la mia bella macchinina bianca perla.
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Ritornati
FantasyE' la storia di Isabelle Cartwright, una normale ragazza di 18 anni alle prese con amicizie, innamoramenti e scuola. La sua vita viene completamente sconvolta da un incidente in cui perdono la vita lei e la sua migliore amica. Ma Isabelle è davvero...
