C'era una volta, già perché così cominciano tutte le storie più belle... ma questa purtroppo è tutto fuorché bella e a lieto fine. Mi presento sono la piccola G, si piccola non per la mia età, ma perché in fondo il mio animo da bambina non si è mai spento dentro di me, solo che adesso fa fatica a riemergere perché si trova al buio e soffocato da ansie e paure.
Ho deciso di chiamarmi G, che è la mia iniziale, così tutte le lettrici che avranno la mia stessa iniziale potranno identificarsi nella mia storia. Un mio grande difetto è che oltre ad essere bella, intelligente sono troppo buona ed altruista, e di questo purtroppo se ne approfittano in molti. Era una notte torbida e buia quando quella sera incontrai D. D era il classico ragazzo perfetto, bello, lavoratore, affettuoso, ma in realtà era solo apparenza non sapevo ancora a cosa stavo andando incontro...
Se ripenso a come è iniziata la nostra storia ho solo ricordi belli perché mi conquisto lentamente con messaggi dolci e piatti raffinati. Piano piano conoscendolo ho iniziato a vedere i suoi difetti, tra cui violenza a parole, e problemi di alcolismo. Incominciai ad uscire con il suo gruppo. Inizialmente nessun problema, ma successivamente iniziò il trauma peggiore della mia vita, un tunnel che mi ci sarebbero voluti 6 mesi per uscirne e vederne la luce. Ho sempre avuto la sindrome da crocerossina e tutte le volte che vedevo D bere non riconoscevo più la persona di cui mi ero innamorata, si trasformava come una sorta di dottor Jeckyl e mr Hyde, il mostro che viveva dentro di lui veniva fuori e diventava violento soprattutto inizialmente a parole. Tornavo a casa e piangevo come se il problema fosse io, e stava a me curarlo invece non era così. Un giorno decise di portarmi a Forte dei Marmi a farmi conoscere sua mamma, dicendole parole dolci nei miei confronti, ma in realtà era solo un modo per tenermi legata. Io tutte le volte dicevo: " Cavolo ti ha presentata alla famiglia vorrà dire che ci tiene", ma poi tornavamo alla vita normale... io da studentessa universitaria dal lunedì al venerdì ho scuola e quindi non potevo vederlo. Da lì iniziarono i problemi, divenni la ragazza sbagliata ai suoi occhi, dovevo smettere di studiare e venire via di casa, per andare a vivere da lui e fare la perfetta donna di casa. Io mi misi ad urlare, ad alzare la voce, farmi sentire, perché io lotto come tutte le donne per il mio futuro e per i nostri diritti. Il mio sogno è studiare e farmi una posizione, ma lui non lo capiva. Così il giorno del nostro primo mese decise di tradirmi in un night club. Ricordo ancora la sera che me lo disse: ero in macchina, erano le 18, dissi ai miei che sarei tornata per le 20, ma per errore dimenticai il cellulare dentro la macchina ed entrai nel bar a bere ed ubriacarmi. Si cari lettori avete capito bene, avevo dimenticato che stavo in macchina... iniziai ad avere un attacco di panico perché vidi 40 chiamate fra mio padre e mia madre, guardai l'orologio ed erano le 21:30. Cavolo ed ora chi aveva il coraggio di chiamare i miei... presi un sospiro e chiamai M, una mia carissima compagna di corso. M quella sera mi ha salvato letteralmente la vita, perché se M non avesse risposto mi sarei messa alla guida e probabilmente non sarei qui a scrivere per voi. M mi disse: " G, o chiami la tua famiglia, o prendo la macchina e ti vengo a prendere, ma qualsiasi cosa succeda non guidare" alla fine chiamai i miei. Erano arrabbiatissimi e molto preoccupati sopratutto. Mio padre non so per quale motivo non mi dette uno schiaffo ma mi disse" te adesso stai 30 giorni chiusa in casa, fai casa scuola e ti seguirò sempre io". Da lì inizio il buio, ma ad oggi posso dire grazie a mio padre che mi ha salvato la vita
Domani scriverò il prossimo capitolo.
Buonanotte cari lettori e lettrici
Piccola G
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Piccola G
Short StoryPiccola G, parla di una bambina che ha perso la sua spensieratezza di ragazza di 22 anni per colpa di un amore tossico, un giorno incontrando una ragazza maggiore di lei, le farà capire come fare a rialzarsi e camminare da sola a testa alta
