Quando mi hanno buttata dentro il Suv l'ansia ha cominciato a mangiarmi viva, non riuscivo a smettere di pensare a cosa avrebbe potuto farmi Roman dopo quello che è successo, anche se un'idea continuava a passarmi per la mente. Nel tragitto per tornare nella casa in cui mi terranno prigioniera a vita continuavo ad agitarmi e cercare in tutti i modi un modo per scappare, ma, sfortunatamente, quei bastardi delle guardie mi tennero immobile e l'unica cosa che riuscivo a fare era muovere gli occhi.
Arrivati a casa di Roman lo vidi incamminarsi verso la macchina più incazzato che mai. Ero sicurissima che lo avevano giá avvisato di tutto e che questa volta mi avrebbe fatto molto male. Mi prese per un braccio e si incamminò trascinandomi verso la stanza in cui due giorni prima mi aveva drogata.
Avevo molta paura da non riuscire a combattere per liberarmi, non tanto per le droghe che mi avrebbe iniettato, ma per il fatto di sognare nuovamente Tom e rivedere cosa mi fece in passato.
Entrammo nella stanza e Roman chiuse la porta dietro di sé a chiave. Subito dopo mi buttò sul letto e mi legò polsi e caviglie alle sbarre di esso per poi incamminarsi verso il cassetto nel quale c'era la scatola con tutto il necessario per drogarmi.
"Sei stata molto cattiva" mi sputò contro con mezzo sorriso mentre preparava tutti gli oggetti sul letto. "Sai cosa succede alle persone cattive?" non era lui, la sua voce era un misto tra volermi uccidere e risparmiarmi "Ti prego Roman" lo supplicai con tutte le forze che avevo in corpo " Ti prego... questa volta risparmiami, fammi qualcos'altro, chiudimi in una stanza buia senza cibo e acqua per due intere settimane..." avrei fatto di tutto per non farmi iniettare di nuovo quella robaccia dentro il mio copro, non volevo rivedere Tom, non un'altra volta "...ma per favore, non iniettarmi la droga". Mi misi quasi a piangere, ma lottavo contro le mie stesse forze per non far uscire le lacrime che cominciavano a farsi strada nei miei occhi. "PENSI DAVVERO CHE MI INTERESSA QUELLO CHE VUOI TU?" Si butto contro di me fino a farmi mancare il respiro "Bhe, ti sbagli" mi disse dandomi una carezza sulla guancia. Iniziai ad agitarmi ma Roman mi mise una mano nelle mie parti più intime e mi immobilizzai subito "Ecco principessa...è esattamente così che devo stare, immobile" disse senza mai togliere lo sguardo dai miei occhi. Non riuscivo minimamente a muovermi e questa cosa aiutò molto Roman che in due secondi mi mise il laccetto intorno al braccio e la siringa dentro la mia pelle. Questa volta ne prese molta di più e mi addormentai subito.
Era notte, non ero come sempre a Tokyo ma stranamente ero a Praga. Sapevo di star sognando. Ricordavo tutto quello che mi aveva fatto Roman. Ero cosciente, non so come sia possibile ma lo ero. In lontananza vidi un uomo sui ventidue anni, non lo riconoscevo bene ma ero sicura di averlo giá visto. Aveva i lineamenti di Tom, anche l'aspetto, ma non poteva essere lui. Mi avvicinai un po' ed era proprio lui. Tom. Come poteva essere lui? Aveva la barba e si era fatto su un po' più di muscoli; non poteva essere lui, l'ultima volta che l'ho visto non aveva la barba. In teoria non si sognano cose non viste...giusto? Mentre ero avvolta dalle mie domande mi avvicinai un po' di più, ma lui non mi vide. Mi misi dietro un muro e ascoltai tutta la conversazione perchè non era da solo, no, c'erano anche i suoi amici, Bill, Gustav e Georg. Eravamo in una fabbrica abbandonata, messa malissimo, ma non avevo paura, in fondo ci finivo sempre dentro ai posti abbandonati quando stavo con Tom. Stavano parlando di un'evasione, non capivo di chi, non lo dissero. "Avete capito tutti il piano?" disse Tom, Bill e Gustav dissero di si, ma Georg, il solito, disse di no. "Porca puttana Georg, è la quinta volta che te lo ripeto perchè non capisci mai" gli sputò contro Tom, palesemente infastidito. "Questa è l'ultima volta che te lo ripeto, sia chiaro" gli disse " Si fratello, ma calmati non c'è bisogno di agitarsi, vedrai che riusciremo a farla scappare da Roman" Disse Georg. Rimasi a bocca aperta a quelle parole. Se all'inizio non ero sicura al cento per cento, ora lo ero. Stavo sognando. Tom è morto, stavo solo immaginando la mia evasione da questo posto, ma non mi avrebbero fatto scappare loro, Tom non c'è più. Poco dopo sentí delle voci. Erano loro " Allora, Gustav sta notte va nel pub e offre la cifra più alta p-". Mi svegliai di colpo.
Roman mi aveva appena tirato uno schiaffo. "Ma che cazzo" sbraitai. "Modera il linguaggio principessa" sorrise tirandomi un'altro schiaffo "Devi andarti a preparare che tra un'ora devi essere al pub, sbrigati" mi disse infastidito. Annuì e mi avviai verso il bagno. Mi misi un vestitino molto corto blu scuro, con dei tacchi e la borsa abbinati. Mi truccai per fare un piacere agli altri con una striscia di eyeliner, un po di mascara e un rossetto rosso brillante. Appena finito mi guardai allo specchio. Non ero io, ero diventata più magra, avevo gli occhi più chiusi del solito...sentii bussare. Era Angel. "Sì esco" Dissi infastidita.
Uscì dal bagno e andammo di nuovo al pub, quel posto di merda pieno di puttane. Arrivammo e davanti a me si fiondò subito Lucy incazzata "Ci hai fatto perdere un botto di solti te ne rendi conto?" mi urlò addosso "Lo so...mi dispiace, molto" dissi, non ero minimamente dispiaciuta, ma non potevo dirle che non mi interessava. Mi avrebbero fatto fuori all'istante. " Ti dispiace eh, ora seguimi senza lamentarti, c'è un cliente che aspetta e ha una bella cifra, se ti fai scappare questi soldi Roman ti uccide, ti metteremo delle guardie davanti alla porta in modo tale che non provi a scappare" mi disse mentre ci incamminavamo verso la porta. La aprii e mi chiuse dentro.
Accendei le luci e mi ritrovai davanti...Gustav? "Gustav? S-sei tu?" dissi con le lacrime agli occhi. "Tesoro, vieni qui." mi abbracciò all'istante. Dopo qualche secondo mi staccai e gli chiesi "Aspetta, ma che ci fai qui?" "Sono venuto a portarti fuori da questa gabbia" mi disse sorridendo. "In che senso a tirarmi fuori? Vuoi farmi scappare?" ero incredula, non poteva farmi scappare, era pieno di guardie "Si scapperemo oggi stesso, ti stanno aspettando gli altri, non vedono l'ora di rivederti. Soprattutto..." si mutii all'istante. Che gli era preso? "Soprattutto chi...Gustav?" "Soprattutto Bill, gli manchi molto, gli ricordi Tom, che..." "Gustav per favore parla" nessuna risposta. Perchè stava facendo così? C'era qualcosa che doveva dirmi ma non riusciva, ne ero certa. "Lascia stare Taylor, lo vedrai con i tuoi occhi." Vedere cosa? Ora si che mi stava spaventando. Non mi feci vedere impaurita e annuì soltanto.
Mi spiegò per bene il piano ma io è come se lo sapessi giá, non so, mi sembrava familiare. Non ci feci caso e poco dopo avermelo spiegato lo mettemmo in atto. Uscimmo dalla finestra e corremmo più che potevammo fino ad arrivare ad una fabbrica abbandonata. Io l'avevo giá vista questa. "Gustav, ma dove mi hai portata?" lui non rispose ma mi fece camminare ancora più avanti.
Poco dopo lo vidi. Esattamente come nel sogno. Aveva un po di barba e non aveva più le treccine, aveva i capelli sciolti. Non potevo anche credere che fosse lui. Mi misi quasi a piangere. Era morto, avevo visto tutti i giornali. Allora...come faceva ad essere qua.
Con gli occhi pieni di lacrime corsi verso di lui. Ma un mano mi orese il braccio e mi scaraventò a terra. Mi girai subito per vedere chi era...e vidi Roman. NO!! Come ha fatto a trovarmi. Eravamo scappati.
Iniziò subito a trascinarmi mentre gli altri hanno iniziato a sparare, ma senza successo.
Iniziai ad urlare "TOM, PER FAVORE TOM, AIUTAMI, TI PREGO" dopo queste parole...tutto buio.
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2 . A Beautiful Lie - Tom Kaulitz (ITA) by winternightz
عشوائيSul profilo di @Giada6337638 troverete quella in inglese. Continuo della storia A Beautiful Lie, sequel della viralissima storia My Living Nightmare - Tom Kaulitz L'autrice originale è winternightz ‼️‼️‼️ TRIGGER WARING ‼️‼️‼️ ALCUNE SCENE POTREBBER...
