*driin driin driin*
Altra sveglia altro giorno, o dovrei dire medesimo, da quando mi sono messa in testa di portare a compimento questo progetto mi sto alienando giorno dopo giorno dalla vita, non avrei mai detto che fare ciò che ho sempre desiderato sarebbe stato così soffocante, capisco che la programmazione non sia semplice e solo la passione non aiuta a raggiungere risultati, ma mai avrei pensato avrei faticato così tanto. . . e inoltre perché lo sto facendo? Perché ho sempre detto sarei diventata una grande produttrice, perché ho sempre voluto realizzare questo progetto sin da bambina per la mia fantasia? Quanto sono stata ingenua, forse mi sarei dovuta affidare ad altri, forse così non sarei ridotta così. Pazienza, ormai ci sono dentro e devo arrivare al finale, quindi basta col grattarsi la pancia e procediamo ad alzarci perlomeno dal letto, anche se è così comodo che potrei addormentarmici di nuovo; quanto è bello dormire. Sistemai il letto, la stanza, mi preparai la colazione, mi vestii, classico inizio di giornata, eh già, questa è la mia vita da parecchio tempo ormai, nulla di speciale, solo monotonia, a volte mi domando se potessi scriverci un libro sopra, ma sono certa che tutti si annoierebbero già dopo le prime righe.
"Cacchio sono già le 10, meglio faccia in fretta ad andare al supermercato se non voglio rimanere bloccata in coda, ma poi si può sapere perché già si riempie di mattina? Poi è da un sacco di tempo che è tutti i giorni così, che ci sono tipo i saldi? Dopotutto la seconda cosa che tutti adorano è mangiare, quindi non mi sorprenderebbe"
Feci colazione di fretta senza dar neanche il tempo al mio stomaco di digerire con calma e uscii di casa, dovevo per prima cosa andare a comprare il pranzo, poi andare alle poste e controllare se mi è arrivato ciò che aspettavo, e maledizione ai corrieri che non possono portarmi i pacchi a casa, odio dover andare tutti i giorni a controllare per vedere se sono arrivati, ci sono talmente abituata che ho persino memorizzato la velocità con cui andare in modo da beccare sempre i semafori verdi e non dovermi mai fermare per nulla, che dovrebbe essere strano in quanto non dovrebbero avere un momento preciso calcolabile, però magari è anche un po' di fortuna. Arrivata al supermercato vidi la mia paura reallizarsi
"Oddio è già pieno il parcheggio. . . non voglio perdere di nuovo troppo tempo dentro che palleeee"
Stare a sbraitare in macchina non avrebbe risolto nulla, prima sarei scesa a comprare tutta prima avrei fatto tutto il resto e prima sarei tornata a casa
"Odio uscire di casa, che odio la vita"
Comprato tutto l'indispensabile, e non parlo solo dei numerosi pacchi di patatine ovviamente, ci sono anche altri pasti importanti. . . forse, ma comunque, preso tutto mi diressi alla cassa e ovviamente vi era già una fila chilometrica. Passò mezz'ora prima che finalmente arrivai alla cassa, evitando lo sguardo del cassiere tutto sorridente, seriamente come fa ad essere così felice? Non è stancante fare tutto il giorno la stessa cosa come fosse una macchina? Beh chi sono io per biasimarlo, non sono in una situazione tanto migliore della sua, ma quello sguardo, non so mi fa sentire strana, sembra un sorriso forzato. Ero ormai immersa nei pensieri quando una voce mi riportò alla realtà
Cassiere: <<Signorina contanti o carta?>>
"Eh cosa, volevo dire, contanti, scusi pensavo ad altro"
Cassiere: <<Non si preoccupi, 42 euro>>
"Ecco a lei"
Uscita dal supermercato andai subito alle poste, era quasi mezzogiorno e a breve avrebbero chiuso, ma fortunatamente arrivai in tempo. Essendo tardi non c'era nessuno dentro, quindi potei chiedere senza aspettare
"Scusate sto aspettando dei pacchi, vorrei sapere se sono arrivati, ecco a voi i documenti"
Non erano arrivati. . . avevo fatto un altro viaggio a vuoto, stanca più di prima decisi di tornare a casa e mettermi a cucinare, per poi continuare il mio lavoro
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Forgotten Fragments
General FictionUna semplice storia riguardante una ragazza normale
