Lavinia guardava dalla finestra con sguardo vacuo. Fuori dalla finestra stava piovendo. Le gocce picchiettavano sul vetro in maniera monotona. Sospirò. Era seduta sul suo letto, sapendo che quella sarebbe stata l'ultima volta. Tutta colpa della ludopatia di suo padre, morto suicida per la vergogna. Era riuscito a farla davvero grossa: giocarsi la casa. La madre era morta in un incidente stradale. Lavinia si chiedeva come facesse sua madre a perdonarlo sempre.
Lavinia era da sola, coi suoi ricordi. Aveva le lacrime agli occhi. Cominciò a piangere stringendo la felpa. La promessa era chiara: se suo padre avesse venduto la casa, avrebbe sciolto i debiti. E così fu. Ma Lavinia non aveva comunque abbastanza soldi per ricomprarsela. Quella casa era frutto dei sacrifici dei suoi genitori e dei suoi nonni.
Lavinia era una bambina felice e spensierata con un'infanzia modesta ma felice. Aveva sempre avuto dei poteri strani. Una volta all'asilo toccò una pianta e il fiore sbocciò magicamente. Aveva sempre dato colpa al caso, ma sua madre le raccontava delle storie. Le raccontava di un mondo parallelo in cui gli umani non potevano entrare. Era una terra come quella che si conosce, ma popolata da creature di ogni provenienza. La cosa bella è che molti umani che non sanno di essere discendenti di creature magiche o addirittura creature magiche vengono dal mondo umano, perché se è vero che gli umani non possono entrare, le creature possono uscire a patto che prendano l'aspetto di creature umane.
Per Lavinia quelle erano solo favole della buonanotte. Siccome che sua madre era stata una ragazza madre, ella portava il suo cognome, Goodwill. Sua madre si chiamava Cerere. Infatti, quello che si era giocato la casa non era il suo vero padre. Un giorno, quando Lavinia fu abbastanza grande da capire, le disse la verità: era una strega e tutto quello che le raccontava era vero. Lavinia rimase scioccata, poi collegò i puntini e sicuramente era una strega anche lei.
- Dopo i vent'anni – le disse la madre – i tuoi poteri diventeranno più forti –
- Lo so, mamma – rispose
- Ti lascio questi doni, ma li dovrai aprire solo allora, ok? –
- Sì mamma –
Le due si abbracciarono.
Lavinia scrutava la sua stanza in silenzio con gli occhi ancora lucidi dal suo pianto. Sul tavolo c'erano delle buste. Cosa contenessero non si sapeva. Sua madre le aveva fatto promettere di non aprirle fino al suo ventesimo compleanno. Secondo lei a vent'anni tutti i poteri che si hanno vengono fuori. Lavinia aveva molta curiosità, ma il suo compleanno sarebbe stato a breve. Aveva da poco finito le scuole e campava di lavoretti. Sarebbe dovuta andare a vivere dal fratello di sua madre, Edwin Goodwill. Era pieno di soldi, infatti aveva aiutato e non poco la famiglia, eppure Lavinia vedendolo poco non aveva molto legato con lui dopo l'infanzia, ma comunque li voleva molto bene.
Pensava alle sue amiche. Quando le avrebbe riviste? Le avrebbe sentite per cellulare o per e-mail e comunque, sarebbe andata a trovarle.
Ad un tratto, qualcosa la fece distogliere dai suoi pensieri. Sentii la porta aprirsi. Sentii delle voci stridule. Erano sicuramente i nuovi proprietari di casa.
Lavinia si legò i suoi capelli biondi in una coda di cavallo spettinata. Indossava dei pantaloni neri e una felpa bianca col disegno di un panda. Ai piedi aveva delle scarpe bianche. Scese le scale e incontrò i proprietari di casa. Un signore basso e grasso con la stempiatura e un completo giacca blu con un papillon del medesimo colore e una signora alta e snella coi capelli cotonati e un vestito verde fluo con dei fiori bianchi abbinati (si fa per dire) a dei decolté rossi.
- Buongiorno – salutò Lavinia un po' seccata anche se si sforzava di essere gentile.
- Non sei ancora andata via, nanerottola? – tuonò la signora con una voce stridula.
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PARALLEL WORLD
FantasyLavinia Goodwill è figlia di Cerere Goodwill, una delle streghe più potenti e un umano. a causa del suo patrigno (anch'egli umano) perde tutto e va a vivere dallo zio in un mondo parallelo abitato da creature magiche, dove regna la pace, minacciata...
