Quando aprii la porta il mio sguardo cadde sul pavimento ed ebbi quasi un infarto. Madison era a terra con il viso ricoperto di sangue. Corsi verso di lei, inginocchiandomi vicino al suo corpo.
"Maddy! Oh, Dio, cos'è successo?!" Provai a scuoterla un po', sperando che si riprendesse, ma non successe niente.
Mi guardai intorno, cercando di capire cosa potesse essere successo, ma niente sembrava cadere all'occhio.
"Madison, riesci a sentirmi?" Dissi e dopo un paio di minuti i suoi occhi iniziarono ad aprirsi.
"H-Harry." Si guardò intorno freneticamente, rendendosi conto di dove si trovava.
"Ehi, va tutto bene, calmati." Lei scosse la testa, scansionando la stanza.
"No, no, no!" Urlò e provò ad alzarsi.
"No, Madison, devi stare qui, sei ferita." Ma lei continuò a tentare di combattere contro di me.
Mi afferrò il viso prima di parlare.
"Lei è al piano di sopra. L'ho vista." Il sangue smise di confluirmi sul corpo.
"... È pazza!" Alzai gli occhi verso le scale rendendomi conto che la porta di sopra era aperta. Mi alzai, avvicinandomi verso le scale.
"Harry, non lo fare." Mi disse Maddy.
Mi rivolsi verso di lei e dissi: "resta qui."
Salii lentamente le scale, facendo attenzione a non fare molto rumore. Non sapevo perché Madison fosse salita, che cosa stava pensando di fare? Cosa stava pensando Anna invece?
La porta scricchiolò quando l'aprii e cercai di ignorare quel suono inquietante, per fortuna era ancora giorno fuori, almeno la cosa si faceva un po' meno terrificante. Scrutai la stanza, tenendo gli occhi ben aperti per eventuali segni di Anna. Onestamente ero incazzato, perché aveva fatto una cosa del genere? So che fosse delirante e tutto il resto, ma Madison non era l'unica persona che aveva provato ad uccidere.
"È morta?" Disse una voce. Mi girai e vidi Anna in piedi, girata verso la finestra.
"Quindi era questo il tuo piano? Ucciderla mentre non ero in casa?" Alzai la voce, stringendo i pugni. Non avevo paura di lei anche se aveva fatto del male a Madison.
"È stata lei a venire qui." Sibilò Anna. Non ci credevo, in realtà era stata lei a venire al piano di sotto. Speravo che Madison stesse mentendo, non volevo che fosse vero.
"Che cosa ti ha fatto?" Le chiesi sapendo che non le aveva fatto niente.
"È venuta qui. Questa è la mia stanza." Parlò. Ancora non mi capacitavo che ero in piedi in una stanza a litigare con un fantasma. Se qualcuno mi avesse visto avrebbe pensato che fossi un pazzo.
"Beh, anche io adesso sono nella tua stanza." Sostenni e feci un passo verso di lei. Anna mi fissò, i capelli neri svolazzarono attorno al suo viso quando una folata di vento investì la stanza.
"Tu sei diverso." Sussurrò. I suoi occhi incontrarono i miei per un istante, prima che spostasse lo sguardo. "Devi andare, tra poco ci sarà un'altra tempesta." Il sole cominciò a lasciar andare i suoi raggi, segno che la tempesta stava effettivamente arrivando. Ero scioccato, cosa voleva dire?
Proprio mentre glielo stavo per chiedere, lei mi guardò. "Addio, Harry."
Anna cominciò a sparire lentamente. Rimasi immobile, sbalordito.
"Cosa..."
"Harry, stai attento!" Sentii Madison urlare dal piano di sotto e mi diressi verso le scale, mi ero quasi dimenticato di lei, per un secondo.
"Eccoti." Cercò di alzarsi ma le dissi di stare ferma, altrimenti si sarebbe fatta solo più male.
"Che cosa ti ha fatto esattamente?"
"Mi ha tirato addosso qualcosa." Sibilò al ricordo. Proprio nello stile di Anna...
"Allora perché ti ho trovata in fondo alle scale?"
"Quella puttana deve avermi spinto." Si girò tirando su col naso e si alzò. L'aiutai prima che inciampasse e cadesse. "Giuro, se mi ritrovo con una cicatrice, la denuncio." Biascicò osservandosi il taglio abbastanza grande sulla fronte. Se solo sapesse che in realtà Anna era un fantasma.
"Comunque, chi era quella ragazza? E perché diavolo stava in casa tua? Oh mio Dio, vai a letto con lei, non è vero?!" Ecco, la vecchia Madison era tornata. Si trasformava in una stronza totale, sembrando una psicopatica.
"Madison, è complicato, non devi preoccupartene." Cercai di convincerla.
"Allora vai a letto con lei? Non mentirmi, Harry." Mi guardò male da alcuni metri di distanza. Potevo vedere già la mia morte incombere nei suoi occhi, e quando dico che stava tramando la mia morte, vuol dire che stava veramente tramando la mia morte.
"Madison, non vado a letto con lei." Le presi la faccia tra le mie mani.
"Allora chi diavolo è lei? Huh?" Tolse via le mie mani, e per un secondo non mi sembrò la stessa persona. Non avevamo mai litigato, certo, con altre persone era diversa la cosa, ma non con me.
"Penso che forse dovresti andartene." Sussurrai, trattenendomi dall'urlare.
"Che cos'hai detto?" Nella casa regnò il silenzio mentre lei continuava a fissarmi. Potevo immaginarmi le corna spuntare da sopra la sua testa e un forcone tra le sue mani. Risi tra me e me.
"Mi hai sentito..." La mia voce si affievolì, stavo male, ma lei non aveva il diritto di giudicarmi quando non sapeva un bel niente.
"Va' al diavolo."
La tempesta cominciò impetuosa. Madison raccolse i suoi effetti personali, e se ne andò nel bel mezzo del temporale.
Mi sentivo usato, mi usava per superare la rottura col suo ex, e adesso che lei non c'era, dovevo assolutamente mettere a posto la situazione con Anna.
E di sicuro, sarebbe stato molto interessante.
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Prossimo capitolo con ANNA's POV. Mi raccomando, votate e commentate. E se avete qualche richiesta, non esitate a contattarmi? Passereste a leggere la mia nuova traduzione? È nel mio profilo.
A e chi mi farebbe (se volete) una copertina per questa storia? Tipo DARK o cosa simili. :)
BẠN ĐANG ĐỌC
The Sexton House
FanfictionUn giovane ragazzo, Harry Styles, decide di trasferirsi nella casa dei "Sexton" in fondo alla via Maple Grove, dove si dice abiti il fantasma di Anna Sexton, figlia del giovane proprietario che morì colpita da un fulmine in soffitta più di cento a...
