"Charlie?!"
Al sentirmi chiamare ripresi un attimo controllo dei miei pensieri, distolsi lo sguardo da Giorgio e mi girai verso la voce che attirò la mia attenzione. Vidi Filippo, seduto sulla sedia piegato verso di me con sguardo confuso, e Camilla, seduta sul suo banco, che stava guardando in fondo alla classe esattamente dove stavo fissando qualche secondo prima.
"Charlie allora?" Ripetè Filippo con un tono che aspettava una risposta. Fu allora che Camilla si rigirò verso di me con uno sguardo che la sapeva lunga: "Dai Charlie, devi andare avanti, non puoi stargli ancora sotto! Soprattutto dopo quello che ha fatto."
"Hai ragione... si è comportato davvero troppo male, non posso perdonarlo" risposi annuendo a Camilla, mentre lo sguardo mi sfuggi per un istante verso Giorgio.
Giorgio era stato tra le prime persone con cui legai quando iniziai il liceo, non ci volle molto a prendermi una cotta per lui. Era un bel ragazzo con i capelli neri, carnagione mediterranea e uno sguardo nocciola che non si riusciva mai a comprendere. Per un anno e mezzo andammo avanti a frecciatine e battute maliziose, senza mai realmente farsi avanti, quando alla festa di Natale di quell'anno mi presi coraggio e gli confessai che mi piaceva. Quella sera fu magnifica, mi baciò e ci divertimmo tutta la notte ballando e scherzando con tutti i nostri amici. Purtroppo poi lui non si fece vivo i giorni seguenti e tanto meno al ritorno dalle vacanze, dopo le quali mi iniziò ad ignorare totalmente. E fu così che riuscì a parlarmi solo settimana scorsa: si scusò, mi spiegò che non se la sentiva più e che aveva già tanti problemi a cui pensare. Non avevo preso bene tutta questa vicenda durante l'anno scolastico, a tal punto che dovetti concentrarmi totalmente sullo studio. Però almeno quando ricevetti quelle poche spiegazioni mi misi il cuore in pace e così tornai più o meno come prima.
"Comunque, stavate dicendo?!" Dissi, stavolta girandomi verso Filippo, forse per evitare lo sguardo spietato di Camilla. Appena poteva, giustamente, mi riprendeva per qualsiasi cosa quando c'era di mezzo Giorgio.
"Niente Charlie, ti stavamo chiedendo se venissi alla festa di fine anno?!" mi rispose Filippo con uno sguardo che rimaneva un po' confuso "Anche perché se l'anno prossimo andrai in un altra scuola, almeno ti rimarrà un bel ricordo di questi due anni qua!"
Non feci in tempo ad aprire bocca che iniziò a parlare Camilla: "Già, capisco sia una tradizione della tua famiglia di frequentare quel college non ho ben capito dove, però non capisco perché tu abbia accettato di andarci..."
La situazione era ben differente, ma a loro non potevo spiegarla, così mi limitai a sorridere e dissi: "Beh, dopo tutto quello che è successo quest'anno ho proprio bisogno di un cambiamento... comunque non preoccupatevi vi verrò a trovare quando tornerò, e certo che venerdì ci sarò alla festa!"
Camilla e Filippo mi sorrisero e quando fece il suo ingresso la professoressa di italiano si sedettero composti a prendere appunti.
Dopo quella conversazione, per tutta la giornata scolastica non fui molto concentrato, ma solo la sera a letto riuscii un attimo a mettere ordine ai miei pensieri. Era fin da piccolo che non vedevo l'ora che venissi ammesso al Collegio Aureo, la scuola di magia e stregoneria italiana. Mio fratello e mia sorella, di parecchi anni più grandi di me, completarono entrambi gli studi lì con ottimi risultati e successivamente con l'aiuto dei miei trovarono presto lavoro presso il ministero della magia.
Ormai era parecchi anni che vivevo praticamente da solo. I miei erano sempre stati molto occupati con il loro lavoro per il ministero presso la capitale, ma riuscirono a rimanere comunque molto presenti durante la nostra infanzia; solo dopo che i gemelli partirono per il collegio iniziarono ad essere più assenti. E così imparai a cavarmela da solo quando potevo, mentre quando non ci riuscivo per fortuna c'era Silvana. Silvana era una strega che lavorava da anni presso la mia famiglia come governante, era molto dolce e comprensiva, riusciva sempre a trovare le parole giuste. Fu proprio lei che mi consegnò la mia bacchetta a ben 11 anni, era in legno di salice, molto flessibile e abbastanza lunga, 13 pollici e mezzo, con un crine di unicorno come nucleo. Quando Silvana me la diede quasi non lessi neanche il bigliettino dei miei genitori: "Tanti auguri, utilizzala bene per esercitarti. Ti vogliamo bene!". La mia è una famiglia magica da molte generazioni e attaccata, o forse sarebbe meglio dire 'radicata', alle tradizioni: vollero che come tutti i maghi e le streghe in Italia iniziassi la mia formazione magica al sicuro dentro le mura domestiche sotto la supervisione di un adulto e che successivamente perfezionassi le arti magiche presso il Collegio Aureo con i migliori professori in Italia. Nonostante il forte atteggiamento conservatore verso le tradizioni, i miei genitori, come molti altri maghi italiani e streghe italiane, avevano una mentalità molto aperta e tollerante, al contrario di quanto sembra invece la società babbana italiana, e pretesero che vivessi integrato nella società babbana fino al momento giusto. Per fortuna, accettarono senza troppe difficoltà anche il mio coming out a inizio liceo, non seppero come reagire all'inizio, ma continuarono ad amarmi come ebbero sempre fatto.
Così passai gli ultimi 5 anni a Milano: a vivere la normale vita di un adolescente quando uscivo di casa, ma nel mentre iniziavo la mia vera istruzione insieme a Silvana nelle mura domestiche. Dopo aver preparato i due gemelli al Collegio Aureo, per Silvana fu una passeggiata insegnare le basi e le tecniche più semplici a me: di certo non avevo il carattere eruttante di mio fratello e tanto meno le reazioni drammatiche di mia sorella. Fu così che Silvana riuscì a fornirmi un istruzione di base solida e omogenea in un po' tutti i campi di magia, fece così un ottimo lavoro che potei anche studiare qualche incantesimo più avanzato. Silvana fu molto orgogliosa a vedermi praticare incantesimi curativi di media difficoltà e a svolgere compiti di trasfigurazione ai primi tentativi.
Ormai la scuola era finita e la festa di fine anno era stata un successo, riuscii a salutare tutti i miei compagni, in particolare Filippo e Camilla, mi sorrise addirittura Giorgio. E così si chiuse un capitolo della mia vita, mentre stava per iniziarne uno ancora più fantastico per il quale continuai a prepararmi tutta l'estate tra differenti acquisti e ulteriori letture.
KAMU SEDANG MEMBACA
Il Collegio Aureo
FantasiCharlie è un giovane mago italiano ed è appena stato ammesso al Collegio Aureo, la scuola di magia e stregoneria italiana. Come affronterà questo cambiamento nella sua vita? Quali antichi segreti magici scoprirà? Ma soprattutto farà nuove conoscenze...
