capitolo 1: fottiti Milkovich

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Suona la sveglia, mi giro per spegnerla e noto che sono le 6:30. Mi alzo con malavoglia, mi pettino i capelli e faccio una coda.

Scendo di sotto per poi sedermi al tavolo buttando pesantemente la testa su di esso.

"Hai dormito bene?" Mi degnai di alzare la testa per poi squadrarlo dall'alto verso il basso.

"Secondo te Ian?!"

Ok, forse è meglio che mi presento. Mi chiamo Clary Gallagher ed ho 13 anni. Ho i capelli lunghi neri, e gli occhi marroncini/verdi, con un fisico nella norma, oltre per le coscie che per me sono un po' troppo grosse.

Appoggio ancora la testa sul tavolo finché qualcuno mi prende dalla coda e mi tira su la testa.

"Dai svegliati, oggi scordatelo che salti scuola!" La guardo abbastanza male.

"Fi ho dormito solo due ore..."

"Non posso farci niente."

"Ma scusa, vallo a dire a Lip e a Mandy che hanno scopato per tutta la notte!" Infondo avevo ragione io. Non è colpa mia se ho dormito solo due ore per via di quei due, non si stancano così facilmente ve lo assicuro.

Si avvicina Ian e mi prende dal polso e mi fa alzare.

"Cazzo! Fai piano Ian!"

"Oddio che sarà mai."

"Fottiti stronzo!"

Vado verso il divano e mi ci butto sopra. Sento scendere dalle scale Carl, Debbie e Liam, e cazzo se fanno casotto per essere mattina, mi chiedo quando smetteranno di parlare una buona volta. Cioè mi vabbene che sono iperattivi già di prima mattina però cazzo, ho sonno io.

Passano cinque minuti e sento un silenzio troppo sospetto però non ho voglia di aprire gli occhi per vedere che sta succedendo. Subito dopo sento qualcuno buttarsi addosso a me.

"CAZZO! PORCO DIO."Vedo Carl cadere dal divano mentre tutti stanno ridendo.

"MI SPIEGATE CHE CAZZO RIDETE!" Ma si può essere più scemi di così?

Dopo l'accaduto se così vogliamo chiamarlo, mi alzo con calma apro il frigo e mi prendo una birra.

"Io vado al lavoro, mi raccomando non fate cazzate a scuola. Soprattutto te Carl. E Clary, non puoi mancare ogni venerdì a scuola, quindi vedi di andarci!"

"Pff... vabbene..." Si si certo come se ci andrò a scuola, preferisco buttarmi da un ponte.

"A stasera."

"A stasera Fi." Diciamo tutti in coro.

Appena esce da quella porta corro in stanza. (Se quella si poteva chiamare corsa allora mi chiamo Cleopatra.)

Mi cambio in fretta e indosso dei pantaloni neri, una maglietta corta nera, un giacchetto anche lui nero e infine le converse bianche, ovviamente tutto rubato da un negozio a caso, sennò che Gallagher sarei?

Scendo di sotto e finisco la birra che avevo lasciato sul tavolo.

"Io vado, mi raccomando voi andate a scuola."

"Ma dove cazzo e che vai sempre?"

"Carl, nella vita devi imparare a farti i cazzi tuoi ok?" Gli dò un bacio in testa e esco e vado a casa di Shila che come tutti sapete ci voglio ORE per arrivarci.

Arrivata davanti alla sua porta (dopo giorni di viaggio) busso e mi apre propio lei.

"Hey Shila, metto le buste oppure posso lasciare quì fuori le scarpe?"

"Ehm... puoi pure lasciarle lì fuori." Ho sempre avuto un bel rapporto con lei, ogni venerdì vado ad aiutarla, faccio la spesa per lei, o faccio qualcosa che lei non può fare visto che lei non esce mai di casa. Faccio ciò che vuole e poi a fine giornata mi paga. Di solito le chiedo 20 dollari, mi bastano e non mi lamento affatto. Entro in casa e mi fa sedere al tavolo.

"Vuoi un caffè? Oppure un tè? Sennò dovrei avere anche-"

"Mi vabbene il tè, grazie. Come stai? E come sta Karen, non la vedo da tanto."

"Oh, io sto bene, Karen anche.."

Mentre beviamo il tè parliamo del più e del meno. Dopo mezz'ora Shila mi da i soldi e vado a fare la spesa al posto suo.

Sono circa le 16 e decido di tornare a casa.

"Shila, io adesso vado."

"Si, arrivo subito aspetta." La vedo arrivare con il borsellino in mano.

"Siccome non ti pago da un po' di dò 100 dollari." Oddio, non mi ricordavo più che non mi pagava da un po' però 100 dollari... sono tanti.

"No Shila, non posso accettarli sono troppi."

"No ma io insisto. Te li meriti dal tronde."

"Vabbene..." Mi porge i soldi e io li prendo.

Mi accompagna alla porta, metto le scarpe e ci salutiamo.

Appena chiude la porta stringo in mano i 100 dollari fiera di me. Appena arrivo al cancello di casa mia noto che Mickey mi sta venendo incontro guardando la mia mano, ovviamente capisco subito ciò che sta guardando e sono nella merda.

Si sa, non è un idea magnifica camminare per le strade del South Side con 100 dollari in mano, puoi anche fare tre metri ma non sarai mai al sicuro, perché te li rubano da un momento all'altro.

Mi fermo davanti al cancello.

"Non ci pensare Milkovich! Avrò fatto sei metri!"

"Sei te la stupida Gallagher!"

"Pff, senti chi parla. Vai dalle tue troie che l'unica cosa che sai fare nella vita è bere e scopare." Vedo che tira fuori la pistola, la carica e me la punta addosso.

Non è la prima volta che mi capita con lui, mi odia e io lo odio, perciò quando ci incontriamo per strada se lui inizia a rompermi io gli rispondo e va sempre a finire così. Non che ha mai sparato a me, però è un Milkovich quindi avrebbe le palle di farlo.

"Serio? Ti rendi conto che ogni volta va sempre a finire così e alla fine non spa-"

"Zitta troia e dammi i soldi, sennò vedi che ti capita!" Io col cazzo che cedo così facilmente, però sono appena 100 dollari... che servirebbero alla mia famiglia... fanculo. Controvoglia gli dò i soldi e entro in casa, ma prima di chiudere la porta mi giro e lo vedo ridere guardando i soldi.

"FOTTITI MILKOVICH!"

Spazio autrice:

È la mia prima storia che scrivo e cercherò di migliorare tutto pian piano. Spero però che vi piaccia. scusate per eventuali errori grammaticali e tutto il resto.❤

le tre del mattino - Mickey MilkovichStories to obsess over. Discover now