Una strada, un borgo, una torre; a tutti quel posto sembrava bellissimo, tranne a lei.


Il pelo lucido e gli occhi verdi, era davvero la principessa gatto più bella che esistesse, eppure era terribilmente infelice.
"Che senso ha avere tutto ciò ma essere terribilmente tristi e soli?".
Questa era la sua eterna domanda.

Il suo unico modo per distrarsi era il riso soffiato all'interno dei palloncini; quel suono che, per alcuni, può risultare fastidioso, per lei era l'unico modo per poter fuggire da quella realtà che la teneva ancorata alla vita di tutti i giorni.

Lei voleva essere come tutti gli altri, senza quelle maledette restrizioni reali che non le permettevano di essere se stessa.

La normalità.
Il suo sogno più grande.

Osservava fuori dall'immensa finestra della sua camera come gatti, cani, leoni, rinoceronti, vivessero le proprie vite con serenità, spensieratezza, senza dover pensare a nulla.

Quanto avrebbe voluto uscire da quella reggia, assaggiare un po' della vita comune ed assorbirla, fino a far diventare un gatto comune.
Voleva scendere in piazza, ballare sulle note della musica che si sentiva per le strade, divertirsi, avere degli amici.

Ma così non poteva essere.
Era intrappolata.
Era rinchiusa.
O era quello che credeva fino a quel giorno.
Quel giorno cambiò tutto.
Ma non è detto fosse un bel cambiamento.

Brividi lungo la spina dorsale.
I peli le si rizzarono e la coda scattò in alto.
I baffi iniziarono a vibrare di paura, percependo il pericolo in arrivo.

Ora, la voglia di scappare, era drasticamente aumentata.
Si sentiva in trappola, non aveva dove andare.

Guardò la finestra e prese la decisione definitiva: girò la manopola e sì lanciò fuori dalla finestra.

Iniziò a correre più veloce che poteva, passando tra le zampe delle giraffe cuoche facendo cadere loro tutti i biscotti con gocce di cioccolato appena sfornati, saltando sulle le colonne e facendo cadere ogni quadro che le cicogne, artiste di strada, stavano dipingendo.

Aveva una sola destinazione in mente: l'aeroporto.

Doveva raggiungerlo.
Veloce, veloce, veloce.
Più veloce.

Dove scappare da lui.
Da lui che era in tutte le sue fotografie.
Da lui che era in tutti i suoi incubi.

Non poteva più stare in quella reggia.

Correre, correre, correre.
Mai smettere.
Fino a che le zampe reggevano.
Correre, correre e ancora correre.
Non poteva fermarsi.
O forse sì?

Corse per chilometri, settimane, per allontanarsi il più possibile da quell'angoscia e quel peso interno, ma più si separava dal suo vero essere, più si sentiva in sintonia con esso... quasi accettando ciò che sempre diceva di voler smettere di essere.

La Principessa decide di continuare a vagare, lasciandosi andare e per cercare di cambiare vita, diventare un'altra persona; ma più cercava questo cambio radicale, più si sentiva di dover rimanere ciò che è sempre stata.

Per uscire da questa agonia decise di andare sull'orlo del Canyon, chiudere gli occhi, e lasciarsi andare nel nulla, ponendo così fine a tutti suoi problemi.


You've reached the end of published parts.

⏰ Last updated: Dec 03, 2022 ⏰

Add this story to your Library to get notified about new parts!

La Principessa del CanyonStories to obsess over. Discover now