Capitolo 1: Gli invitati

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Amavo avere tanti soldi. Li amavo fino alla follia. Fino a quel giorno.
Era sera, e mi venne l'idea del secolo. Ero sul mio letto da quattro soldi che avevo comprato dal negozio di arredamento vicino casa( in realtà per me valeva quattro soldi ma valeva all'incirca €500.000) quando mi venne l'idea: andare a vivere con i miei compagni di classe delle medie. Era un'idea fantastica.
Adoravo i miei vecchi compagni di classe e rivederli tutti in una villa milionaria era un'idea spettacolare.
Così alle 23:30 decisi di mandare a tutti un messaggio sul vecchissimo gruppo che ormai ,aveva le ragnatele per quanto era vecchio.
Provai a scrivere, ma avevo la luminosità del telefono bassissima. Alcuni mi prendono per vampiro ma odio la luminosità alta del telefono.
Scrissi: " Ehi ragazzi che cosa ne pensate di venire un mese in una delle mie ville per stare tutti assieme come i vecchi tempi? ".
Aspettavo almeno una risposta. L'orologio a pendolo faceva passare i secondi come secoli. Ricordo ancora quell' orribile ticchettio che entrava nella mia testa sempre più forte.
Decisi quasi di staccarlo dalla parete. Click clock.continuava.Click clock.
L'ansia saliva. Click clock. Guardavo il telefono con poche speranze. Click clock. Avevo paura. Click clock..
Una notifica.
"Ok"...
Era una delle due Asia. Non pensavo che qualcuno a quest'ora, di martedì sera, fosse sveglio. Ma poi mi sono ricordato chi era Asia: una notturna che si aggirava per la notte nei gruppi antichi e nei vecchi messaggi.
Decisi di spegnere il telefono e di lasciar perdere. Ci penserò domani mattina.

Mi sono appena svegliato. Alexa suonava velocissima.
" Alexa stop " dissi con voce rauca. Ma la sveglia continuava a suonare." Alexa stop!"
Si era finalmente fermata.
Non ne potevo più.
C'erano più di 150 messaggi. Tutti del vecchio gruppo delle medie.
Tutti avevano detto di sì, Ok, va bene, Ci vediamo... Ma nessuno sapeva a che cosa andava incontro.
Decidemmo di incontrarci sabato alla villa dei miei ex nonni.
Era un antico Podere che si trovava vicino al mare ma allo stesso tempo sopra una montagna.
Gli invitati erano: Asia una ragazza intelligente che non si faceva prendere in giro da nessuno.
Poi c'era l'altra Asia, che ti faceva ridere con la sua ironia. Poi c'era Elisa che ti faceva ammazzare dalle risate. Poi c'è Beatrice che era l'accompagnatrice d'eccezione: diceva di sì a tutto quello che volevi fare, tranne se aveva sonno.
Poi c'è la Rebecca la mia cuginetta di diciassettesimo grado. Poi c'era il gruppetto di Lorenzo, Nicolas, Ousmane e Samuele che erano sempre quelli che creavano casini. Poi c'era Elena che si innamorava di persone trovate a caso con cui si conosceva da due giorni, e a risolvere i suoi problemi c'era Noemi la sua migliore amica che la aiutava nei suoi piccoli problemi sentimentali.
Poi c'è Leonardo un amico tanto fedele e tanto aesthetic.
Infine c'erano Gaia con cui ridevo e scherzavo, e parlavo di vecchie fiamme,  Alessandro con cui parlavamo di problemi scolastici e macchine e poi c'era Martina che mi accompagnava quando tornavo a casa a piedi.
Non ce n'era nemmeno uno che disse di no tranne Emy, di cui purtroppo non avevo più il numero.
Così presi la mia Devil (una macchina bellissima degli anni 70) e corsi fino alla ex Villa. Era gigantesca. Non me la ricordavo così grande. Iniziai a preparare tutto: gli snack, la TV e i letti dove dormire. La casa era così grande che c'era una stanza per tutti, ed eravamo Sedici!
Preparai un buffet gigantesco con tutto e di più, dalla pizza ai nachos.
Non vedevo l'ora che gli invitati arrivassero. Misi un po' di musica atmosferica. Amavo il jazz alla follia! Era una musica tranquilla che creava un'atmosfera gioiosa ma allo stesso tempo cupa...la adoravo!
Din don. Il campanello aveva appena suonato (diciamo in modo non proprio squillante e funzionante).
Era Beatrice (oserei dire forse un po' in ritardo ma lei era la prima quindi diciamo che hanno fatto ritardo generale).
" Ciao da quanto tempo! " mi aveva abbracciato.
Trattenevo le lacrime.
"Ciao!"
Chiusi la porta dietro di me.
Din don. Il campanello aveva suonato di nuovo. Ma adesso chi è? Erano Asia e Elisa, arrivate insieme.
Elisa smadonnava:" ma perché questo posto è in culo alla luna?!"
E l'altra stava per vomitare:" Elisa guidi di merda!"
"Ciao!" Le salutava Beatrice.
" Ciao!" Risposero in coro.
"Potete per favore chiudere la porta?" Gli avevo chiesto gentilmente.
Elisa stava per chiuderla, fino a quando...Dindon. Noemi e Elena si erano presentate con un ciambellone mezzo mangiato.
" scusa questa qua se l'è mangiato durante il tragitto" diceva Noemi indicando Elena.
Din don. Din don. Din don. Din don.
Erano Lorenzo, Ousman, Samuele e Nicolas.
" Ué bro " mi avevano salutato.
"Ué" avevo ricambiato sorridendo.
Si era presentato anche Leonardo.
" Ah è vero siamo venuti anche con lui" aveva detto Elena.
" Ciao!" Mi aveva salutato
In quel gromaglio di gente non avevo visto Gaia, così gli mandai un saluto svelto.
Erano arrivati anche Martina e Alessandro ma in quella confusione Non riuscì a salutarli.
Invitai tutti a sedersi sul divano, vicino al tavolo da caffè. Avevo preparato dei caldi thè e cappuccini con tanta schiuma.
" Allora, come state? " avevo osato chiedere.
Mi risposero in pochi, ma non riesco a ricordare bene chi.
Una volta finiti tutti i cappuccini e i biscotti (che si era finita Elena), feci fare il tour della Villa a tutta la ex classe.
I maschi stavano sopra e le femmine stavano sotto.
I maschi sono letteralmente quattro o cinque, mentre le femmine saranno almeno in quindici.
Non ho mai capito perché in quella diamine di Villa, ci fossero meno stanze sopra che nel piano di sotto. Gli spiegai che io il giorno dopo dovevo andare a scuola a lavorare e avevo detto di controllare il gatto e di non rendere la villa un porcile(anche se con poche speranze).
" Quale gatto? "Mi aveva chiesto qualcuno. "Quello lì sopra!" avevo indicato sopra la sua torre tiragraffi, il mio bellissimo siamese. "lei è James! E lui è Oscar!" Indicai il mio Golden Retriever giocherellone, "Ma c'è anche lui!" Indicai il maggiordomo Giacomo che salutò timido il mucchio di gente vicino al tavolo.

Sentivo usare un phon, probabilmente una femmina si stava asciugando i capelli. Era arrivata l'ora di andarmi a fare una bella doccia.
Vidi Lorenzo sul divano" Bro, controlli tu che non fanno gli stupidi?" Gli avevo chiesto "Come vuole lei Sergente! "
Mi diressi verso il bagno.
La ragazza si stava ancora asciugando i capelli.
Riempii con l'acqua calda la vasca e quando fu abbastanza piena, mi immersii.
Adoro questo momento: sono solo io, l'acqua e il suono del phon.
Stlink! É saltata la luce. "Porca puttana!" Sento urlare la ragazza col phon.

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