1. Salvataggio

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Durante il corso dei secoli sono saltata di città in città. Ho vissuto per un certo periodo in Francia, poi sono stata in Germania. Ho passato molto tempo pure in Spagna, sono andata a vivere anche in Svizzera e perfino in alcune città dell'Italia. Tutto questo per stare dietro alla mia famiglia. New Orleans però resta sempre la mia città preferita, quella città che mi è sempre rimasta impressa nel cuore, quella città dove mi sento sempre a casa mia nonostante io non sia nata qui. La città dove mi sento libera di essere me stessa e dove mi sento pienamente a mio agio. Quello che mi piace di più di New Orleans è la sua vivacità con i suoi colori spiccanti e la musica jazz che si sente ovunque ti giri. Spesso sembra di stare in un altro mondo completamente diverso. La nostra magnifica città è meglio conosciuta per la sua musica, la vivace vita notturna e i numerosi festival, ma i turisti che vengono a visitarla non sanno che diverse specie di esseri sovrannaturali popolano questa magnifica cittadina e sono acquattati nell'ombra pronti a catturare la preda. Aah, New Orleans, tu sei come una sirena: tentatrice. Favolosa e ipnotica, ma tutta un'illusione. I turisti che arrivano non riescono quasi mai ad andarsene. Nonostante tutto ciò, però, in questa città vivono anche umani che con i licantropi, le streghe e i vampiri hanno stipulato un accordo per poter mantenere serenità fra le diverse specie, come una sorta di trattato di pace. Sotto sotto, con il passare del tempo, si accumula della dinamite pronta ad esplodere ad una sola minima scintilla, una vera e propria bomba ad orologeria. Dopotutto, però, questa è la nostra città e la accettiamo per com'è perché anche io e la mia famiglia facciamo parte del mondo soprannaturale, è la nostra natura, siamo parte integrante di questa città e contribuiamo ad alimentare le leggende folcloristiche che creano una nube di misticità e mistero che attira i turisti verso questa cittadina. Mi piace passeggiare per le vie della nostra città e vedere quanto è vivace, mi trasmette buon umore vedere le persone felici, sorridenti e che vivono in armonia nonostante tutti gli esseri pericolosi che vivono in mezzo a loro e che si acquattano nell'ombra come veri e propri predatori pronti ad attaccare la loro preda. Mi siedo su una panchina in legno e prendo un fiore dal giardino alle mie spalle, con gli occhi chiusi ne inalo il profumo magnifico e quando li riapro vedo una dolce bambina seduta al mio fianco.
«Ciao piccolina.» la saluto con un gesto della mano e lei ricambia con un sorriso dolcissimo, i suoi occhi cadono sul fiore che tengo in mano e sorride.
«Ti piace?» annuisce così energicamente che mi fa sorridere. Prendo il fiore e lo incastro fra i suoi capelli, lei sorride ancora più felice e corre via verso gli altri bambini che giocano nel parco. Mi sono sempre piaciuti i bambini, loro sono capaci di regalarti una felicità particolare con la loro innocenza, ma per quanto siano così innocenti non si può nascondere la verità ai loro occhi, sono capaci di vedere oltre ed è proprio per questo che per esempio riescono a vedere i fantasmi o cose del genere. Comincio di nuovo a passeggiare tranquillamente guardandomi intorno e godendo delle risate gioiose dei bambini che odo, però una voce lontana arriva alle mie orecchie, una voce che destabilizza la mia quiete e scaccia via anche il mio buon umore per quello che dice.
«Dicono che uno degli originali se ne sia andato!»
«Non se né andato, io sono uno dei ragazzi dei Mikaelson e so per certo che è scomparso senza lasciare traccia, infatti, c'è molto scompiglio nella casa degli originali, i fratelli in questo momento sono tutti in giro per la città a cercare un modo per capire dove sia finito»
In un secondo con la mia velocità sovrumana arrivo davanti ai due ragazzi che stanno parlando, dalla loro aura capisco all'istante che sono dei vampiri però non sono molto vecchi perché è chiara anzi quasi trasparente, sono dei vampiri novellini. Quando si accorgono di me si mettono subito sulla difensiva e io ricambio con un sorriso sinistro, i giovani vampiri sono sempre così impulsivi e irrispettosi, a causa della nuova forza che possiedono dopo la trasformazione si credono invulnerabili e tanto forti da affrontare qualsiasi cosa e chiunque si imbatta in loro, non ragionano e attaccano senza nemmeno pensarci. Alzo le mani leggermente e sorrido ancora avvicinandomi a loro di qualche passo, ma mi fermo quando loro mostrano il loro volto da vampiri, credono così di intimorirmi.
«Calmi, calmi, non c'è bisogno di ricorrere alla violenza volevo solo più informazioni sulla scomparsa dell'originale» dico tranquillamente.
«Non ne sappiamo niente» mi risponde il vampiro capelluto.
«E anche se lo sapessimo perché dovremmo dirlo a te?» continua l'altro.
«Niklaus Mikaelson non vuole che gli affari di famiglia vengano rivelati ad estranei»
«E sinceramente dolcezza abbiamo più paura di lui che del tuo bel visino da fata»
Quanto sono sbruffoni e sfrontati questi due, ridono spavaldi, si guardano e poi cominciano a girarmi intorno come degli avvoltoi che mi stanno facendo innervosire sinceramente, quello alle mie spalle tenta di aggredirmi, ma in un secondo mi giro verso di lui e con un gesto delle dita magicamente gli rompo le ossa delle gambe e lui cade a terra con un urlo assordante di dolore. Torno con lo sguardo sull'altro, faccio un piccolo ghigno cattivo e lo guardo negli occhi, fa un passo verso di me per assaltarmi, ma con un movimento repentino lo prendo per il collo e lo sbatto contro il muro alle sue spalle sollevandolo anche da terra.
«Voi giovani vampiri siete così stupidi!» tenta di liberarsi con le mani cercando di farmi mollare la presa però non ci riesce. «Sono tutti sforzi inutili, non puoi liberarti sono molto più forte di te, dovresti imparare a studiare il tuo avversario prima di sfidarlo e adesso mi dirai tutto ciò che sai sulla scomparsa dell'originale non è vero?»
Lui annuisce e io lo riporto con i piedi per terra, ma senza lasciarlo andare.
«Avanti vampirello, parla! Sono in attesa delle tue parole!» lo vedo esitare e comincio a stringere la mano intorno al suo collo però lui mi fa un cenno con la testa come per dirmi che parlerà e allora mollo un pochettino la presa continuando a guardarlo negli occhi per capire se eventualmente mi mente.
«Elijah Mikaelson è scomparso da due giorni, i fratelli stanno tentando di trovarlo, ma sembra tutto inutile, hanno una teoria però e pensano che sia stata una strega a catturare l'originale»
«Questo è tutto quello che sai?»
«Sì, non so nient'altro» lo lascio andare rompendogli il collo sbattendogli la testa contro il muro e poi comincio a correre verso casa mia, quando arrivo corro subito al mio armadio della magia e prendo: una pietra d'agata catalizzatrice legata ad un pendolo, cinque candele, petali di Ginestra, una cartina dello Stato in cui si vuole cercare e un oggetto appartenente alla persona che si desidera localizzare. Prendo un gessetto e disegno sul pavimento un pentacolo circoscritto in un cerchio Magico lo chiudo solo quando ho preso posto al suo interno. Metto in corrispondenza di ciascuna punta del pentacolo una candela accesa, mi siedo al centro di esso e poi brucio della Ginestra per purificare il cerchio e aiutarmi a schiarire la mente, in modo da predisporla a vedere quello che chiedo, dopodiché metto davanti a me la cartina della città, stringo nella mano l'oggetto di Elijah e comincio a pensare intensamente e a recitare l'incantesimo a bassa voce mentre faccio oscillare con l'altra mano il pendolo sulla mappa. In una situazione normale mi sarebbe bastata una mappa e del sangue ma ci sono altri tre originali in giro per la città e non avrebbe funzionato. Continuo a recitare l'incantesimo mentre il pendolo oscilla sulla cartina ma ad un certo punto sento come una resistenza che non mi permette di trovare chi cerco e allora mi concentro molto di più roteando gli occhi all'indietro e cominciando a pronunciare la formula ad alta voce e poi finalmente il pendolo viene attirato da un punto sulla mappa, nella mente vedo una cripta lugubre, apro gli occhi e guardo bene, il ciondolo d'agata è in piedi sul cimitero della città.
«Ti ho trovato!»
Mi alzo ed esco da casa, entro in macchina e comincio subito a correre verso il luogo dove ho trovato Elijah. Giro per i cunicoli del vasto cimitero e mi sembra quasi di girare costantemente in tondo. Comincio ad essere nervosa. Un urlo mi scappa dalla bocca per la troppa frustrazione e guardo il cielo che immenso sopra la mia testa sembra si stia prendendo gioco di me. Prendo il mio coltellino dalla tasca e mi faccio un taglio sulla mano, la chiudo a pugno aumentando la fuoriuscita del sangue e ne lancio qualche goccia sul cemento di fronte a me. Il mio sangue si trasforma in una scia di fiamme che comincia a strisciare sul cemento, mi condurrà da Elijah. La seguo e finalmente arrivo alla cripta che ho visto nella mia mente. Entro, attraverso un piccolo corridoio e arrivo ad una stanza dove trovo Elijah incatenato per i polsi alla parete rocciosa della camera sporco di sangue e privo di sensi.
«E tu chi sei?» la sua voce blocca i miei passi. Alzo gli occhi al cielo annoiata dalla sua intromissione e mi giro verso la donna dietro di me, non riconosco il suo viso, ma riconosco assolutamente la sua aura, è impossibile che io non la riconosca: Esther. Questa donna è davvero incredibile, durante i secoli è morta un centinaio di volte, ma in qualche modo riesce a tornare nel mondo dei vivi, la frase "riposa in pace" non è per niente adatta a lei perché anche nell'aldilà si scervella per tornare fra di noi e in questo modo non è mai riuscita a trovare la pace. Guardo per una frazione di secondo Elijah alle mie spalle, torno con gli occhi sui di lei e indico con un dito il ragazzo appeso per le braccia. Incateno i suoi occhi ai miei.
«Che cosa vuoi fargli?» la soggiogo. I vampiri normali possono soggiogare solo gli esseri umani, i vampiri originali possono soggiogare umani e vampiri, ma io, io che sono qualcosa di più posso soggiogare anche le streghe e con la magia a mia disposizione sono anche capace di controllare la mente dei licantropi.
«Voglio porre rimedio a ciò che ho creato, voglio mettere la sua anima in un corpo mortale per ristabilire l'ordine naturale che io stessa ho scombussolato!» sbatte le palpebre confusa per ciò che mi ha rivelato contro la sua volontà. Una risata amara scappa dalla mia bocca.
«Prima mandi a rotoli l'equilibrio della natura, fai il danno e trasformi i tuoi figli in dei vampiri e poi vuoi riparare al danno contro la loro volontà? Beh non posso lasciartelo fare, mi dispiace per te Esther.»
Quando sente che la chiamo con il suo vero nome corruccia la fronte e mi guarda con occhi inquisitori e anche stupiti, di sicuro non si aspettava che la chiamassi per nome.
«Ma tu chi sei?»
La prendo per il collo, la guardo intensamente negli occhi e poi mi avvicino un po' al suo orecchio.
«Qualcuno che hai dimenticato da molto tempo!»
Punto la mano verso la sua testa facendole scoppiare le vene del cervello, lei si porta le mani al capo urlando per il dolore, alza lo sguardo mentre geme dolorante e mi guarda con occhi spiritati, si inginocchia per terra contorcendosi a causa dello strazio, dagli occhi cominciano a scenderle lacrime di sangue e poi cade priva di sensi e quando il suo cuore smette di battere punto il ciondolo della mia collana su di lei e vi intrappolo la sua anima, almeno così siamo sicuri che non potrà fare ritorno dal mondo dei morti perché la sua anima è più che intrappolata, praticamente è chiusa per l'eternità nella mia collana. Guardo un'ultima volta il suo corpo steso per terra ed inerme, con un gesto della mano le do fuoco e poi mi giro e corro da Elijah, mi abbasso alla sua altezza e alzo il suo volto verso di me, è molto debole e pallido come un lenzuolo, mi alzo e tento di rompere le catene, ma invano così mi guardo intorno, ad un certo punto noto che legata sopra le catene c'è una bambola di pezza la prendo subito e la rompo, stacco le catene e lui cade a terra privo di sensi e troppo debole per reggersi in piedi.

EternitàLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora