C'è un tempaccio.
La protezione civile ha comunicato l'allerta meteo.
L'aria è umida, il cielo è coperto, l'orizzonte impercettibile e c'è quell'odore di terra bagnata che tanto mi piaceva da bambino.
Spero tu stia bene, spero tu sia serena.
Io oggi lo sono.
Bella giornata tutto sommato, seppur piena di cose da fare.
La cosa più interessante è stato il ritorno a casa. Ho avuto la fortuna di condividere il viaggio con un'anziana signora di circa 70 anni. Una di quelle vecchiette dalla faccia simpatica che ispirano fiducia. Matilde si chiamava ed era di ritorno a casa anche lei, dopo una giornata dai nipotini.
È salita sul treno pochi minuti prima che partisse. Vedendola spostai la mia tracolla dal sedile e le chiesi se volesse sedersi. Lei, annuendo, mi ringraziò per poi sistemare le sue cose.
Come è giusto che sia abbiamo iniziato a dialogare amichevolmente. Mi ha parlato dei suoi nipoti, di suo figlio e di suo marito che da qualche anno non c'è più. Poi mi ha chiesto se avessi io delle persone care: una fidanzata; dei nipoti; dei genitori; dei fratelli.
"Ho una sorella che lavora lontano, i miei genitori li sento poco purtroppo e, infine, ho un cane".
La signora Matilde mi guardò con un aria di insoddisfazione, come se avesse percepito il fatto che volessi scappare subito da quell'argomento.
Non insistette, lasciò le domande a me. Poi iniziò a mostrarmi le foto dei suoi nipotini ed i disegni che gli avevano regalato. Così sono passati i sessanta minuti di viaggio in treno. È stata una sorta di riposo anticipato. Solitamente durante il viaggio rileggo e correggo gli appunti presi durante la giornata. Oggi li ho passati a parlare di tutto e di niente con una signora simpatica di nome Matilde. Niente discorsi complicati di lavoro o cose di questo genere. Quasi mi è dispiaciuto doverla salutare. Arrivato alla mia fermata le ho augurato un buon viaggio.
Lei ha ricambiato il saluto sorridendomi con gli occhi.
Spero le abbia fatto piacere sul serio scambiare due chiacchiere con me.
Così me ne sono andato per sempre dalla vita di Matilde.
Sono spuntato fuori dal nulla, probabilmente solo ed esclusivamente per una serie di coincidenze temporali impossibili da calcolare. Me ne sono andato, lasciandola senza compagno di viaggio, nemmeno un'ora dopo.
Chissà come sarebbe avere Matilde come compagna ad ogni viaggio.
Probabilmente le giornate inizierebbero bene e terminerebbero meglio, ma è così che va. Le vite degli uomini si mischiano, entrano in intimo contatto ogni giorno. Sui mezzi pubblici potrebbero nascere amori, amicizie, idee geniali.
Invece no.
Ognuno sta al suo posto, in silenzio, magari con le cuffie. Si possono scambiare due chiacchiere riguardo l'orario, al ritardo del treno, magari al fatto che le carrozze sono sporche ma niente di più. Gli uomini hanno paura di conoscersi e di legarsi, non sia mai si ritrovano davanti la persona che potrebbe cambiargli per sempre la vita.
Meglio starsene ognuno per conto suo.
Ti lascio alle tue cose.
Stasera berrò una birra con un amico che non vedo da un po. Magari mi chiederà come va con le ragazze. Risponderò che finché quelle giuste le incontro sul treno non c'è pericolo di incappare in guai seri.
Non capirà la battuta e mi chiederà cosa diavolo significhi.
Gli dirò di lasciar stare ed ordinerò altre due birre.
Con affetto, dal mare aperto più profondo.
Ulisse
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Lettere dal mare
General Fictionlettere dal mare è un piccolo progetto nato dalla squisita necessità dell'autore di scrivere tutto quello che non può dire a nessuno. Questa raccolta di lettere sono un piccolo viaggio introspettivo o forse tanti piccoli pezzi di chissà la vita di c...
