Tutto è cominciato all'elementari.
Avevo sentito parlare di lui, insomma, per capirci, piaceva a qualche bambina che conoscevo.
Era un bambino sereno, sorridente, ma non molto aperto.
Inoltre non sembrava interessato ad avere la "fidanzatina" a cui tutti bramavano.
Veniva preso in giro per questo.
Queste sono le uniche cose che so del suo passato, e non perché me ne abbia parlato, solo per sentito dire.
Alle medie, però, scoprì che saremmo dovuti stare insieme e da lì iniziò quell'infinito inferno che ad oggi ancora sopporto.
All'inizio non mi piaceva nessun ragazzo, perché io sono una ragazza a cui piace l'atteggiamento, capirne i meccanismi, capire come ragiona una persona prima che mi piaccia.
Con lui non sono mai riuscita a capirlo, ed è solo l'inizio.
Ricordo che appena vidi l'elenco non fui tanto contenta di vedere quel nome e cognome, perché sapevo già le conseguenze, galline che ci avrebbero provato in continuazione ed io che me le dovevo sorbire in quanto compagna di classe.
Dal principio, non ero interessata a lui, non l'avevo neanche considerato un ragazzo frequentabile, dal momento che tutti credevano fosse gay, bah, purtroppo ho avuto molte dimostrazioni del fatto che tutti si sbagliassero in pieno.
Già verso la fine dell'anno iniziavo a pensare, passare al mio fantastico mondo, aveva atteggiamenti che mi sembravano diversi, mi lanciava sguardi fugaci.
Ogni volta che mi guardava io pensavo al fatto che mi avesse guardata per le seguenti 2 ore.
In seconda media si avvicinava più a me, ma sospettavo che fosse più per la mia migliore amica, infatti a me definiva sempre "amica", e una persona che ti piace, non la definisci amica.
Legammo di più, facevamo gli stupidi insieme, ma il nostro rapporto non uscì mai dalle quattro mura della scuola.
In terza media presi le distanze, ci eravamo organizzati l'anno prima per fare l'open day insieme delle superiori, ma ovviamente non lo facemmo e non ci organizzammo mai, ero più distante e lui sembrava averlo notato.
Ha sempre avuto questa capacità di dire le cose nascondendole, in modo che tu avessi sempre due opzioni, tecnica che utilizzo anche io.
La cosa che mi infastidì di più è che faceva tanto lo studioso, ma poi non studiava nulla, lui era uscito con 10 e lode ed io con 9, nonostante entrambi fossimo entrati con 9.
In primo superiore ci ritrovammo nella stessa classe, di nuovo, e le cose si fecero più tese, dato che lui conosceva solo me ed io solo lui, lui però aveva amici in altre classi e appena trovava un'occasione per andar via dal banco che condividevamo, non per nostra scelta, ma per un fatto casuale, allora lo faceva e mi lasciava sola.
Ebbi il tempo per adattarmi, così, e conobbi Marta, una ragazza che mi colpì da subito per il suo sorriso, sincero.
Pietro, così si chiamava lo stronzo che mi ritrovo ovunque come prezzemolo, invece, era un ragazzo che con gli anni si era chiuso sempre di più, e più provavo a conoscerlo più mi feriva, così non volevo più provarci.
Nonostante tutto, tutte le false speranze che con gli anni mi avevano riempito il cervello, lui con uno sguardo sincero, ma fugace, mi spogliava di tutte quelle preoccupazioni, per poi guardare qualcun'altra e farmi tornare peggio di prima.
Era un dilemma quello di capirlo, ed era il mio passatempo preferito, nel mio tempo libero pensavo a cosa lui potesse pensare, e quello che mi venivano in mente erano solo bionde, more, occhi chiari, lentiggini, fisici perfetti, molto più belle di me, con il quale ci provava senza sentimento, probabilmente lo faceva in buona fede, dato che pensava solo ai pochi amici che aveva, ad il suo sport, e basta.
La cosa che mi aveva sempre destabilizzata era il suo cambiare umore e comportamento di tanto in tanto nei miei confronti, a volte era quasi una persona decente, quindi ero contenta e gli scrivevo e mi rispondeva malissimo, freddamente.
A volte, mi scriveva lui e io facevo la stronza di sempre per vendetta, così in chat sembrava tutto carino e mi cercava, con scuse schifose, e dal vivo non mi filava, non mi rivolgeva neppure uno sguardo.
E con il suo cambiamento seguivano pure le persone che mi mandavano ancora più in confusione, qualcuno ci vedeva bene insieme, diceva che era palese che ci piacessimo, qualcun'altro mi metteva in guardia, non mi dovevo far prendere troppo perché mi avrebbe trattata come al solito e probabilmente mi stavo illudendo.
Non lo capivo, mai, quando mi sembrava di essere vicina, mi allontanava, e non lo faceva sembrare un allontanamento, sembravo io pazza, ma qualcosa c'era lo vedevo, ne ero sicura, ma cosa?
