Emma freme dalla voglia di riabbracciare suo fratello: nonostante gli anni di differenza c'è enorme affetto tra di loro.
Giorgio accompagna la Ferrari in giro per il mondo da qualche anno ormai e sua sorella lo attende fuori dallo stabilimento ogni volta, per poterlo stringere tra le sue braccia.
Mentre cerca di ingannare l'attesa, la chiama il suo fidanzato Tommaso.
"Si può sapere dove sei?" Chiede con tono scocciato.
"Sono a Maranello, è tornato Gio e lo sto aspettando per portarlo a casa".
"Quante volte ti ho detto che devi dirmi dove vai perché altrimenti mi preoccupo? E poi lo sai che non mi piace che vai da sola là, potrebbero esserci un sacco di tifosi o di altri uomini che possono farti del male".
"Tommy, nessuno mi farebbe del male. In sede sanno tutti chi sono e se invece qualcuno dovesse scambiarmi per una tifosa... beh non avrebbe tutti i torti".
"Non voglio che ti credano una pazza. Comunque immagino che se tu stia aspettando tuo fratello, vuol dire che questa sera non ci vedremo. Bene, allora neanche domani"
"Scusa Tommy, ma sai che non vedo spesso Gio e vorrei passare del tempo con lui. Domani posso prendere il treno mezz'ora prima, così andiamo in università insieme" risponde la ragazza con tono amareggiato.
"No no, ormai ho di meglio da fare" ribatte il ragazzo, chiudendo la telefonata senza lasciarle il tempo di salutarsi.
Alcune persone vestite di rosso iniziano ad uscire dal cancello. Gli occhi di Emma si spalancano e scrutano ogni volto, per poter identificare quello di Giorgio.
Non appena riconosce il suo ciuffo castano e il suo braccio tatuato, corre verso di lui allargando le braccia: finalmente sono di nuovo riuniti.
"Piccola peste" esclama il ragazzo.
"Ciao anche a te" ribatte con sarcasmo la ragazza ma un'espressione amareggiata.
"Cosa c'è?" Domanda preoccupato il ragazzo.
"Oh niente, avevo quasi perso la speranza di vederti. Piuttosto, come è andata a Barcellona?"
"Molto bene, i test hanno dato grandi risultati e soddisfazioni. Abbiamo fiducia per la stagione."
I ragazzi si dirigono verso la macchina, ma la giovane donna non lascia il suo posto al volante.
Guidare per le campagne modenesi la rilassa e non vuole far stancare ulteriormente il fratello.
"Mamma e papà sono a casa?" Chiede Giorgio mentre una canzone di Sanremo passa alla radio.
"No, viaggio per lavoro. Francia questa volta. Però ho detto alla nonna che saremmo passati, ha preparato la cena."
"Menomale! Avevo paura di dover mangiare qualcosa di semi commestibile"
"Sei il solito eh..."
"Dai Emma, lo sai che scherzo. Non mi hai ancora detto come stai!"
"Bene Gio. La magistrale mi piace davvero molto, sono contenta di aver trovato il mio percorso e ora che mi manca poco alla fine inizio a sognare il mondo del lavoro".
"Ora dici così, ma poi vedrai" scherza il maggiore.
"Va be, ma non mi distruggere i sogni! Lasciami credere che tutto andrà per il meglio!".
"Ma certo che sarà così, ma non pensare che sia facile. Lo sai e vedi a quanto rinuncio per poter essere soddisfatto della mia carriera, ma a quale costo?"
"Lo so Gio, però il nonno sarà fiero di te..."
Emma parcheggia l'auto e la conversazione non continua, la cena dalla nonna è più importante.
La serata passa in allegria, tra racconti e aggiornamenti sulle vite, ma quando la signora Clelia chiede alla giovane del fidanzato, il suo volto si fa scuro.
"Eh nonna sai, oggi c'è rimasto male che non ci siamo visti e so che non ha tutti torti, ma tra i turni al bar e lo studio ero un po' presa".
"Tesoro... sai che questo ragazzo non mi piace più di tanto. È vero, ti fa sentire bene delle volte, ma non può irritarsi perché tu pensi alle tue cose e ultimamente lo sta facendo spesso."
"In che senso?" Interviene il fratello.
"Ma no Gio, niente".
"No no cara, ora racconto io.
Devi sapere Giorgio che tua sorella l'altra sera è rimasta a piedi perché lui si era stancato di sentirla lamentarsi del lavoro e del fatto che aveva paura di non essere pronta per l'esame" controbatte la nonna.
"Spero che la nonna stia scherzando Emma. Se lo vedo gliene dico due".
"No Giorgio, non è necessario. Sono stata pesante io e non gli ho lasciato spazio di parlare. È colpa mia. Poi il giorno dopo mi ha aspettata con un cornetto in mano, ha capito di aver esagerato".
"Emma non farmi preoccupare mentre sto via, lo sai."
"Sì Gio, lo so... non ti preoccupare. Sto bene".
I ragazzi rientrano a casa e poco prima di andare a letto Giorgio fa una domanda alla sorella:
"Emma ti dispiace se domani dopo il turno vengono qui un paio di colleghi? Sai, una pizza e la partita"
"Ma va figurati, se Bea non ha impegni io esco, altrimenti ti tocca sopportarmi".
"Niente Tommaso?"
"No..."
"Mi dici cosa combina?"
"Nulla Gio, tutto ok. Buona notte".
Spazio autrice
Ehi ehi ehiii, ciao raga sono tornata!
Mi voglio cimentare con una nuova storia, migliorando magari ciò che non è funzionato bene nella prima storia.
Spero di ricevere lo stesso supporto e affetto 🥰
Questa volta è dedicata a Carlos, spero vi piaccia.
Presenterò i personaggi piano piano, mi piace entrare nel vivo della storia e scoprire i dettagli lentamente.
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Sei Tu
FanfictionEmma ha sempre vissuto in un paesino non lontano dalla Casa della Ferrari. A Emma piace sognare di poter essere lì un giorno e di vivere la passione al 100%, ma tiene i piedi per terra. Però a Maranello la conoscono tutti perché è la dolce sorella d...
