Nick non ti sopporto

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Il vento batteva forte ed era una delle solite giornate di scuola, in classe a sentire la lezione della professoressa London. E improvvisamente per via di un tocco alla porta fu interrotta la lezione da un ragazzo incredibilmente alto, bello, magnifico. (Ma la magnificenza porta con sè dei difetti.) Si poté notare già che era un'idiota come gli altri figli di papà, sgarbato dal modo altezzoso in cui ci squadrava. La professoressa London così sgraziata iniziò a presentarlo. Con quegli occhi da pesce palla che si ritrovava,  e quelle mani appuntite che toccavano il bracio al ragazzo. Per agguantarlo nella sua presa e avere tante opportunità per sè e la sua carriera scolastica.
<<Ragazzi, lui è il vostro nuovo compagno di classe si chiama Nick Jonas. Viene da una scuola abbastanza vicina alla High School...>>
Mentre la professoressa London lo stava presentando, lui prestò nonché attenzione nella mia direzione con un sorriso malizioso e sfuggente. Con un occhiolino che accennò alla mia ipotesi corretta. Cercai di ignorare il suo sguardo fisso impugnato al mio(cosa diamine voleva?). Però mentre cercavo di ignorarlo, mi dimenticai di prestare attenzione alla London. La London già da tempo decisa a prendermi di mira e deridermi ogni quanto più poteva. Era difficile che non mi richiamasse almeno una volta a settimana, o al giorno. Finalmente la London con il suo ultimo gesto scocciato finì di presentarlo.
<<Ora ragazzi siate gentili e dategli un caloroso benvenuto.>>
Stavo per fatti miei a pensare ai tanti dubbi della vita e ovviamente...
<<Signorina Taylor vedo che è molto più impegnata a pensare che prestare attenzione a quello che ho detto sul suo nuovo compagno di classe.>> disse stiracchiandosi come un segno di "vedi non mi dimenticherò mai di te, ti rovinerò la giornata ogni volta che potrò."
<<Ehm non esattamente, stavo solo pensando che Nick dovrebbe fare un giro della scuola.>>
<<Che bell'idea signorina Taylor, però ha già visitato la scuola. E ora smettila di essere indisponente e segui>> conseguì alle solite risate dei miei idioti compagni.
*Uno a zero per lei*. Mai possibile che doveva avere un odio così innato per me. Con quella capigliatura biancastra, poco sotto degli occhi piccoletti ma feroci, e una statura media. Seno grande, viso a palla. Combinazione di donna non avente niente di meglio da fare oltre alla scuola. E zitella.
<<Ah okay>> La odiavo molto, non per questi piccoli episodi imbarazzanti, ma per avermi fatto dubitare di me stessa. Mi infilzò di commenti dal primo anno, sul perché ero così ignara di quanto fossi incapace a scuola. E guarda un po' dov'ero arrivata, in quinta. E presto sarei andata all'università.
<<Bene ora va a sederti signorino Jonas. Vedi tu tanto sta finendo l'anno.>> deciso, con un passo cauto ma forte, venne verso di me con occhi puntati su di me, colmi di sfrontatezza. Si sedette giusto affianco al mio banco, per mia sfortuna. Se avrei obbiettato sarei diventata cibo per pesci, quindi mi limitai a girare il capo verso la finestra. E lui puntato con gli occhi ancora su di me. Li sentivo pungermi. Bruciarmi, bramavano di qualcosa. Non potevo oppormi con la London, neanche dire la mia, altrimenti mi avrebbe espulsa senza motivo. L'unica cosa che mi rimaneva da fare era ignorarlo. Certo ero ricca, ma non volevo sembrare la sfacciata che chiede al padre di far mandare via l'insegnante.
<<Ciao. Sono Nick, tu sei...?>> disse scrutandomi in maniera fredda, aspettando una risposta. Non lo risposi, e rimasi per le mie appoggiata al banco, con le mani tra i capelli mezzi aggrovigliati. Ma continuò, come se lo avessi risposto.
<<Da oggi sarò seduto qui. Sappi che sei già onorata della mia presenza, quindi non ringraziarmi.>> Che arrogante coi fiocchi. Poteva almeno non rivolgermi la parola come gli altri. Amavo la solitudine, stare per le mie senza troppi impegni
<<Oh ok! Non mi interessa.>>
Gli diedi la prima risposta che pensai. Non ero proprio in vena di sopportare questo nuovo idiota della high school per altri mesi.

Caspita la prima ragazza a rispondermi così! Finalmente parla la mia Erica.

<<Non essere narcisista.>> disse Nick ammiccando ad un occhiolino abbinato al suo sorriso sfacciatamente fastidioso e stupendo. Dannazione.
<<Ma ti senti quando parli?>>
<<Si e sono piuttosto affascinante. Beh, bella Taylor qual'è il suo nome?>>
Si vede che aveva proprio voglia di infastidirmi.
<<Non é affar tuo.>>
Nel continuo delle lezioni, mi infastidì senza darsi pace, ma fortunatamente arrivò l'ultima ora, quella di educazione fisica. Il prof entrò prima del previsto, e con la mano piena di cicatrici da box di quand'era giovane si grattò il suo pomo d'Adamo decidendo finalmente cosa avremmo fatto quella giornata.
<<Buongiorno  studenti, ho deciso che oggi i ragazzi andranno in palestra e le ragazze in giardino che le vedo stornate da voi delinquenti.>> disse il professor Müller ridendo forte con un sorriso da 32 denti sfavillante, con i suoi capelli all'indietro. Poteva essere il mio preferito ma era troppo maschilista. Lui guardava sempre il culo di Teresa Ghali,  e commentava ogni tanto come sia stato strano che le ragazze oggi prendano di stipendio quasi quanto gli uomini e tutto il resto di come si sia rovinata la politica grazie alle donne. Pensavo che era solo un divorziato che aveva conferito i suoi bene alla sua ex moglie che l'aveva tradito. E gli rimaneva una figlia ovviamente lontana da lui.

Sono Nick...Where stories live. Discover now