Ultime ore

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Lo ricordo come se fosse ieri. La vita andava avanti, come sempre d'altronde. La gente correva per non arrivare in ritardo a lavoro, gli studenti ripassavano per non prendere qualche insufficienza e i vecchi guardavano il movimento della città pensando ai loro ricordi passati. Tutto era normale, quel giorno. Nessuno ne aveva idea, nessuno sapeva cosa sarebbe successo da lì a poche ore.

Una studentessa normale con una vita normale era su un bus diretto verso la sua scuola. Era felice, puramente felice. Quel giorno non aveva test, non aveva niente, forse era per quello che sentiva quell'emozione. Tutto era perfetto per lei.
Quando arrivò a scuola salutò le sue amiche e si diresse con loro in classe. Lì lo vide. Seduto al suo banco, mentre scarabocchiava qualcosa sul suo quaderno. Appena lo vide la pulsazione del suo cuore iniziò ad accellerare, quella sensazione era proprio strana. La rendeva felice vedere una persona così semplice fare qualcosa di per niente speciale. Era strano? Forse, ma a lei bastava provare emozioni positive.
Quella mattina si sentiva abbastanza coraggiosa, quindi quando si diresse verso il proprio banco che era vicino al suo, lo salutò. Lui non fu sorpreso, la guardò per qualche secondo e ricambiò il saluto con un gesto della mano, per poi spostare di nuovo la sua attenzione sul suo quaderno. Per lei quello era abbastanza, la gentilezza di quel ragazzo la faceva stare bene.
Dopo le lezioni lui sarebbe andato a lavorare in biblioteca, mentre lei passava sempre di lì, vista la sua passione per la letteratura. Avrebbe potuto passare ore in quell'edificio, le piaceva così tanto. Vedere lui poi la rendeva così felice.
Quel giorno sembrava andare tutto per il verso giusto. Lei aveva notato che il ragazzo aveva in mano un libro che aveva già letto, le era venuta una voglia matta di fargli un'introduzione e farglielo leggere. A lei era piaciuto molto, voleva che anche lui provasse il piacere di quella lettura.
Così, per la seconda volta della giornata gli rivolse la parola. Per iniziare lo salutò, per poi introdurgli tutta la storia e facendogli una recensione dal vivo. Le piaceva molto parlare delle cose che la appassionavano. Lui non oppose resistenza, la guardò per tutto il suo discorso, ascoltando ogni singola parola che uscisse da quella bocca. Alla fine del discorso della ragazza si convinse a prenderlo. Voleva condividere qualcosa con lei, anche solo le stesse emozioni provate leggendo lo stesso libro andava bene, voleva provarci.
I due lasciarono la biblioteca insieme. Era la prima volta che succedeva, nonostante tutti e due trascorressero praticamente tutto il loro tempo libero in quell'edificio.
Quello per loro era un giorno speciale, non sapevano che avrebbero dovuto condividerlo con tutto il mondo in modo però negativo. Tutto sembrava andare bene, il sole iniziava a tramontare, il cielo rosa e arancione ne era la prova. Lei avrebbe voluto immortalare quel momento, per non dimenticarlo mai.
Se ne stavano in silenzio, tutti e due cercavano parole giuste, parole che esprimessero il loro vero stato d'animo in quel momento. Una parola che lo esprimeva era "indescrivibile". Indescrivibile come la sensazione che avrebbero provato dopo.
Ignari, si diressero in un parco, tutti e due erano d'accordo anche senza averne parlato. Erano pronti, finalmente avrebbero ammesso i loro sentimenti. Finalmente poteva iniziare la loro storia, storia destinata a finire da lì a poche ore. Ma prima, qualcosa successe. Era troppo strano che stesse andando così bene. Il telefono di tutti e due vibrò. Era la prima volta che succedeva e anche l'ultima. Una notizia inaspettata, ma che in realtà era prevedibile dal giorno zero. Nessuno ci avrebbe creduto, se non fosse che interruppero la vita di ogni umano sulla Terra per quella comunicazione. Comunicazione che avrebbe distrutto la speranza di miliardi di persone con una sola frase. Nessuno era pronto.

«Interrompiamo tutte le trasmissioni per un comunicato importante. Mi dispiace veramente, mi dispiace, non avrei mai voluto dare questa notizia, se fossi per me vi lascerei nell'ignoranza. Ma visto che questo è il mio lavoro, non posso che raccontare la verità. Mi dispiace veramente. La vita sta per finire. Il mondo non sopporta più niente, gli scienziati l'hanno confermato, finirà tutto tra poche ore. Mi dispiace veramente, spero viviate queste ultime ore senza rimpianti, fatelo per favore. Grazie.»

Alla giornalista ad ogni parola che pronunciava cadevano lacrimoni da quegli occhi che avevano ormai accettato la fine. Nonostante questo la sua voce ferma confermava la sua professionalità, che purtroppo nessuno avrebbe apprezzato proprio per la notizia data. Il suo dispiacersi rimbombava nella testa della gente, che l'avrebbe ricordata solo per quell'annuncio.
Il mondo da lì a pochi minuti cadde in disperazione, attorno ai due giovani le persone iniziavano a piangere, mentre alcune decisero di ignorare il tutto e rinchiudersi in casa per sempre.
Gli unici che non si mossero erano loro due. Loro due che avevano ascoltato le parole della giornalista fino alla fine per davvero. Senza rimpianti. Quelle due parole se le ripetevano in testa per trovare effettivamente la cosa che avrebbero voluto fare prima della fine.
Quando si guardarono negli occhi tutti e due trovarono la risposta. L'unico rimpianto che avrebbero avuto era non dichiararsi alla persona amata, che nel loro caso era lì. Così, nel caos della città, tra urla e pianti, due giovani incuranti del mondo che li circondava fecero il loro primo passo per iniziare la propria storia.
Due piccole parole, ma con un significato non spiegabile a parole vennero pronunciate da entrambi, con una dolcezza che avrebbe fatto sciogliere chiunque.

«Ti amo.»

Sentendo quelle parole i due si avvicinarono ancora di più, fino a che le loro labbra non combaciarono perfettamente creando il bacio più dolce del mondo. Un bacio in mezzo alla distruzione, sicuro vedendolo dall'esterno tutti l'avrebbero descritto come un bellissimo disastro.
Sembrava interminabile. Nessuno si voleva staccare, nessuno voleva ritornare alla realtà. Dopo il distacco si guardarono negli occhi. Il ragazzo decise una cosa in quel momento, decise che avrebbe passato gli ultimi attimi con lei, qualunque cosa sarebbe successa.
Così, interrompendo il loro contatto visivo le prese la mano e la portò in un posto che non aveva mostrato a nessuno. Lei lo seguì, lei credeva in lui. Si fidava. Quando arrivarono non rimpianse per niente quella scelta.
Ormai la notte era arrivata, le stelle lì si vedevano perfettamente, la luna era piena. Tutto era così perfetto in quel caos. Era incredibile che due giovani si stessero godendo la vita quando era stata annunciata la fine del mondo. Li avrebbero chiamati pazzi, ma ormai la gente era troppo occupata a disperarsi per giudicare qualcuno. Si sdraiarono, si presero la mano, per non separarsi mai. Non lo avrebbero fatto mai. Questa era la loro silenziosa promessa.
Si addormentarono. In quei sogni entrambi vivevano ogni giornata insieme, dopo il loro fidanzamento era successo di tutto. Era arrivato il matrimonio, per poi creare una famiglia da amare più della propria vita. Infine, loro due, invecchiati e felici. Immaginando tutte le esperienze che da lì a settanta anni avrebbero potuto vivere assieme. Purtroppo tutto questo non era possibile. Ecco perché decisero di viverlo lì, in un sogno. Un effimero sogno che non sarebbe mai accaduto, neanche pregando per tutta la notte. Si svegliarono, per poi guardarsi ancora e appoggiare le proprie labbra su quelle dell'altro. Ormai il momento era arrivato. La fine era giunta. Si abbracciarono, un abbraccio che sarebbe diventato eterno. Le loro mani si aggrappavano l'uno all'altro come per paura di perdersi in qualche maniera.
Le ultime parole di entrambi furono le stesse che iniziarono la loro breve eterna storia.

«Ti amo.»

Due giovani pronti a morire, rassegnati alla fine, ma non del tutto. Al contrario degli altri loro ci erano riusciti. Erano riusciti a non avere nessun rimpianto.

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