✞𝖈𝖍𝖆𝖕𝖙𝖊𝖗 𝖔𝖓𝖊✞

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derry

nuova città, nuovo inizio, è così che si dice no? beh spero proprio che questo detto probabilmente inventato da me, non sia una vera e propria fregatura.

nel corso degli anni ho sempre fatto fatica a relazionarmi con le persone e speravo che questa, fosse la volta buona per voltare pagina e mostrare anche una nuova versione di me stessa.

ero in auto con mia madre, c'erano solo le mie valigie dal momento che dovevo andare a stare da mia cugina greta.

mia madre credeva che avessi bisogno di una nuova opportunità per cercare la parte migliore di me che solo lei riusciva a vedere.

non vedevo mia cugina da quando ero piccola, ai tempi era una vera stronza e speravo fosse cambiata, magari lei 'ha dato una svolta alla sua vita, come direbbe mia madre.

ad ogni modo avrei dovuto frequentare la scuola lì nonostante mancassero pochi giorni, dovevo concludere l'anno al meglio e siccome 'derry' era una squallida e sconosciuta città del maine, avevano molti posti disponibili.

mia madre dopo avermi accompagnata a casa di mia cugina sarebbe tornata a seattle, ma se mi trovavo male ed ero sicura di voler tornare a casa...non avrei dovuto esitare a chiamare.

quando arrivammo a destinazione lei parcheggiò l'auto per salutare la sorella, andavano molto d'accordo.

presi le mie numerose valigie e mi fermai fuori dalla porta aspettando che qualcuno aprisse intanto che mia madre suonava il campanello.

«arrivo

urlò la donna per far sì che si sentisse, la voce riecheggiò in tutta la casa formando uno sguardo confuso e sorpreso sul mio volto.

mia zia aprì la porta e ci sorrise calorosamente, ci fece segno di entrare e così facemmo, ci abbracciò stringendoci forte a sé e chiamò entusiasta il marito.

«dove metto le valigie zia?»

chiesi non vedendo l'ora di togliere quel peso di torno, davano fastidio in quel momento, erano in mezzo al passaggio.

«ti faccio vedere»

disse, io alzai con un po' di forza le valigie e salì le scale stando attenta a non cadere.

quando aprì la porta della mia presunta camera che alla fine era quella degli ospiti, la ringraziai ed entrai, lei chiuse la porta per darmi i miei spazi intanto che osservavo la stanza.

era ben arredata e spaziosa, sicuramente ci stava tutto quello di cui avevo bisogno.

iniziai a svuotare le valigie e misi degli oggetti che mi ero portata dietro al proprio posto.

dopo un'oretta buona spesa a mettere via tutto accuratamente, scesi al piano di sotto dove trovai i miei parenti in cucina intenti a bere una tazza di caffè.

«greta è fuori ma tornerà tra qualche oretta, intanto se vuoi puoi farti un giro»

disse mia zia soffiando sulla tazzina che emanava del fumo, io annuì e uscì di casa.

bill denbroughWhere stories live. Discover now