Avete presente quando di sera, quando siete nel letto, non riuscite a addormentarvi e pensate a come sarebbe la vostra vita in un futuro? Io sì. Sono Catherine e immagino come sarebbe la mia vita quando avrò 37 anni. Magari vivrei in una semplice casa moderna in centro città, lavorerei come insegnante e avrei una fantastica famiglia: un marito e due figli, un maschio e una femmina. Ed è con questo pensiero che mi addormento.
Un'altra giornata è iniziata. Mi giro nel letto per osservare l'orologio appeso al muro. Segnale 7.15: sono nuovamente in ritardo. Con poca voglia abbasso le coperte e l'aria fredda della stanza mi provoca un brivido alla schiena. Poso i piedi sul freddo pavimento e mi guardo velocemente attorno. C'è un po' di disordine nella stanza e il forte profumo di cannella che caratterizza la nostra casa mi invade le narici. Infilo velocemente le pantofole e scendo di corsa le scale che collegano la stanza di me e mio marito con la luminosa cucina. Preparo un veloce caffè, entro poi nella camera dei miei figli. Sistemo i loro vestiti che sono sparsi per tutta la stanza ed è osservando i loro volti sereni che abbandono la camera. Salgo in auto e controllo di aver preso tutto ciò che mi occorre, metto così in moto la mia Audi regalata da mia sorella. Il tragitto da casa a scuola non è molto lungo e per questo non accendo nemmeno la musica.
Parcheggio l'auto nel vialetto e con energia entro nella scuola. Chiudo gli occhi e inspiro profondamente. Finalmente sono di nuovo qui, nel luogo dove sono cresciuta. Un gruppo di alunni, gridando, mi corre incontro chiedendomi se avessi corretto le verifiche. Con calma ma fermezza riporto l'ordine e, senza rispondere alla loro domanda, cammino a passo svelto in classe. Al mio ingresso due alunni sul fondo dell'aula si rincorrono lanciandosi materiale scolastico; subito ricordo quando io ero al loro posto: che bei tempi. Mi affretto a cal marli e a iniziare la verifica di chimica. Il tempo passa e in assoluto silenzio e con ordine gli studenti riportano la verifica alla cattedra. Un lontano suono penetra nelle mie orecchie. Mi giro per osservare il vecchio orologio. Segna le 9.00. saluto i miei studenti e controllo l'agenda per capire in che classe dovrò andare ma noto di aver due ore libere. Così mi reco in sala professori e approfitto di questo tempo per iniziare a correggere le verifiche appena svolte. Il tempo vola e quando rialzo lo sguardo per guardare l'orario, capisco di essere in ritardo di 5 minuti. Ragruppo i fogli sparsi sul tavolo e, di corsa, entro nella 3° SP e, con una lezione interattiva, spiego il Sistema Solare. Dopo questa lezione, che ha coinvolto molto la classe, esco da scuola e prendo la macchina per andare a casa di mia sorella.
Abita abbastanza lontano da qui ma ci vediamo spesso. Suono il campanello e mi risponde una delle due stupende ragazze che abitano in questa casa. Appena entro il pappagallo di nome Ghost mi accoglie alzando la cresta gialla. Saluto le mie nipoti e abbraccio mia sorella. Ricordo quando giocavamo o passavamo ore a chiacchierare e a scherzare. Come vola il tempo! Beviamo un caffè e parliamo un po' ma presto vengono le 14.00; così, salutando mia sorella e le mie nipoti, torno a casa per aspettare i miei figli.
Alle 15.00, puntuale come sempre, arriva il maggiore dei miei figli, salutandomi con un cenno del capo. Appena finisce di mangiare corre a prepararsi per uscire con i suoi amici. Mi saluta frettolosamente ed esce di casa prendendo la sua amata moto nera. Mi siedo sul divano concedendomi un'oretta di relax prima di preparare le lezioni per domani. Sto per addormentarmi ma vengo interrotta da una strana sensazione: mi sento fissata. Apro lentamente gli occhi e vedo una chiazza arancione muoversi vicino a me. Ci vuole un po' prima che metta a fuoco l'immagine. È Teodoro, il nostro piccolo gattino. Il suono del campanello mi fa volare verso la porta d'ingresso dove vedo mia figlia, la minore, tutta sorridente che mi saluta con la mano. Mi affretto per andare a aprirle. È sempre stata una ragazza sorridente ma oggi il suo sorriso era ancora più smagliante. Mi affrettai a chiederle il motivo e mi rispose che era stata presa per le nazionali di pallavolo. Sono felicissima!
Mia figlia mangia un semplice panino con del prosciutto e esce di corsa di casa per partecipare agli allenamenti. Non ho fatto in tempo a chiederle nemmeno dove si svolgessero le nazionali. Con un po' più di allegria, saluti in camera pronta per preparare le lezioni e per correggere le verifiche. Passano due ore circa e il sonno inizia a farsi sentire. Gli alunni sono stati abbastanza bravi e ho dato solo due insufficienze. Sono soddisfatta del lavoro che hanno fatto.
Sono le 18.30, è ora di preparare da mangiare. Mi lego i lunghi capelli e mi metto al lavoro. Oggi ho deciso di preparare il riso con le seppie che tutti adorano. Mentre preparo la cena arrivano anche i miei figli e mio marito che mi salutano sorridenti. Arrivano in fretta le 20.00 e tutti si siedono al tavolo affamati curiosi di sapere ciò che ho cucinato. Appena sollevo il coperchio della pentola un profumo di pesce si espande per tutta la stanza e mi guardano tutti stupiti. Era tanto che non cucinavo il riso con le seppie ed erano tutti contenti di mangiarlo.
Ora che la cena è finita, io e mio marito siamo seduti sul divano a guardare un film. Stiamo guardando un classico Disney. La stanchezza prende il sopravvento e mi addormento sul divano.
Sono delle urla che mi risvegliano e quando apro gli occhi riconosco subito la mia cameretta e mia madre che, urlando, mi dice che sto facendo tardi a scuola. Mi alzo dal letto con poca voglia e mi guardo a lungo allo specchio. Non ho rughe e nemmeno capelli corti. Capisco così che era tutto un sogno. Il sogno più bello della mia vita.
DU LIEST GERADE
Brevi Racconti
KurzgeschichtenScrivo delle brevi storielle che possono essere spunto per libri/temi. Ricordo però di non copiare i testi per i diritti d'autore.
