Ciao Mattia, da quanto tempo non ci sentiamo....
Ho tenuto la tua lettera tra le mani ore ed ore prima di trovare la forza e il coraggio di aprirla.
Dopo tutti questi mesi, dalla fine del nostro rapporto, speravo di averti dimenticato, di aver relegato la nostra relazione in un cassetto e di averne gettato via la chiave, ma una piccola vocina nel mio cuore mi ha spinta a leggerla.
Ti confesso che vedere la tua scrittura, a me così familiare, mi ha fatto sorridere. Ciò che ho provato è difficile da descrivere, fatico a trovare le parole adatte. Mia mamma mi ha chiesto se mi fosse accaduto qualcosa perché i miei occhi erano diversi dal solito ... in effetti, penso di aver letto questa lettera con gli stessi occhi pieni di emozione con cui ti ho acconsentito di entrare nella mia vita.
Riconosco il grandissimo sforzo che hai compiuto per scrivere a mano, con carta e penna, come accadeva tanto tempo fa, quando mi confidavi i tuoi sentimenti aprendo te stesso come non avevi mai fatto con nessuno.
Scusa se ti faccio notare gli errori ortografici, come puoi notare non sono cambiata, ma sai che al vedere e sentire storpiare la nostra lingua mi prende una certa forma di orticaria...
Questa tua lettera mi ha fatto molto riflettere.
Sapere che nonostante tutto, sono stata importante per te mi ha fatto piacere.
In positivo o in negativo tutti lasciamo un segno nel cuore delle persone che abbiamo amato e anche se cerchiamo di cancellarlo, sotto sotto questa impronta permane, quasi si trattasse di una firma siglata con inchiostro indelebile.
E' da tanto tempo che cerco un qualsiasi pretesto per odiarti, una qualsiasi cosa per dire "mi fa schifo", ma non ci riesco, e questo mi lascia perplessa.
Dopo aver letto la tua missiva sono semplicemente giunta alla conclusione che non è vero che non mi hai mai amata, semplicemente il tuo era un amore diverso dal mio, meno "totalizzante", probabilmente meno intenso e per questo con il passare del tempo nel tuo cuore si è affievolito per poi svanire.
Anche se siamo così giovani ora ricordo positivamente il tempo trascorso insieme: abbiamo condiviso molto, ridendo, scherzando, piangendo.
Sorrido quando penso ai momenti in cui litigavamo perché entrambi volevamo testardamente avere ragione e finivamo per non parlarci più fino a quando uno di noi non ammetteva di avere torto: d'altronde non siamo che un ariete e un cancro!
Molte volte i miei amici mi chiedono se mi sono mai pentita del nostro rapporto, se rinnego di aver lasciato che tu fossi il mio primo amore, ma la risposta è sempre la stessa: ero innamorata ed eri il ragazzo giusto.
Sarei una ipocrita ad affermare il contrario, perché ora che sono più serena, riesco a discernere che in quel momento eri la persona adatta a me, con la quale volevo camminare e che mi faceva battere il cuore e sentire le farfalle nello stomaco.
Abbiamo capito che non siamo destinati a stare insieme, che le nostre strade come rette incidenti si sono incontrate in un punto e poi hanno continuato nella propria direzione ... A volte mi piaceva pensare che fossimo una coppia di giovani androgini sferici separati da un dio supremo per aver peccato di superbia e destinati a vagare all'infinito per ritrovare la propria metà, come recitava Platone.
Ad oggi non desidero più recriminare sul che cosa siamo stati l'uno per l'altra, sulla sofferenza che ho provato al tuo distacco e non posso tantomeno sapere che cosa ci riserverà il futuro, ma ora posso dirti grazie, grazie per aver fatto parte della mia vita ed avermi aiutata a crescere.
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Forse era solo un amore diverso
Short StoryTi confesso che vedere la tua scrittura, a me così familiare, mi ha fatto sorridere. Ciò che ho provato è difficile da descrivere, fatico a trovare le parole adatte.
