|~ In un'universo alternativo ambientato nel medioevo, Il mondo da sempre era caratterizzato dalla convivenza su esso di due popoli, quello dei Grifoni, è quello dei Draghi, ma come ogni alleanza, finirono per dichiararsi guerra a vicenda per la con...
"Principe!Principe si sbrighi! Suo padre ha richiesto la sua presenza già 10 minuti fa!" Che rottura di scatole. Sgranchii le mie immense Ali e mi tirai su dal letto sbadigliando sonoramente. "Arrivò Arrivo!" Urlai dall'altro lato della porta, mi alzai, ma ancora prima che potessi fare un solo passo, 4 camerieri fecero irruzione nella mia stanza, cominciando a a vestirmi e pulirmi come un bambolotto, e si...questa è la mia vita. Il mio Nome è Keigo Takami, ma per i miei occhi tutti mi chiamano Principe Hawks, ovvero falco,si, sono il figlio del re dei Grifoni,e no non è per niente una bella cosa...insomma non mi lamento delle comodità e tutto...però non ho mai un po' di intimità per me! Non posso mai uscire,incontrare qualcuno, fare quello che voglio insomma, senza avere almeno una decina di guardie al mio seguito. Finirono di vestirmi e lavarmi, mi sistemai meglio allo specchio e scesi seguito dalle mie guardie e camerieri. Arrivato nella sala del trono mi buttai sul mio trono, alla sinistra di mio padre, aspettando il suo arrivo.
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"Ciao Padre! Giornata storta?"chiesi beffandomi del suo volto corrucciato. "Quando imparerai ad essere in orario?" Mi chiese mettendosi davanti a me. "Credo mai!" Risposi sorridendo. "Almeno ricomponiti un minimo ti pare modo di sedere?" Almeno su questo decisi di accontentarlo mi sedetti bene e ascoltai ciò che aveva da dirmi. "Hawks, figlio mio sai bene che giorno è domani vero?" Mi chiese alzando un sopracciglio. Girai gli occhi... "Il mio compleanno...che tu ogni anno trasformi nell'evento più acclamato del regno.." Odio il mio compleanno,si mi piace sfoggiare il mio fascino e il mio benestare sociale in faccia gli altri ricconi stronzi...ma per un anno, vorrei chiedere a mio padre un desiderio che ardevo esaudire da anni. Lo interruppi mentre mi elencava le decorazioni che voleva aggiungere alla mia festa. "Padre" cadde il silenzio. "Dimmi? Non ti piacciono i calici in cristallo?" "No padre non è quello, avrei una richiesta da farti" L'uomo mi guardò per poi sedersi su una sedia davanti ai troni ascoltandomi. Presi un grande respiro e lo guardai negli occhi seriamente. "Padre,ormai ho 20 anni, sono adulto, e come regalo da parte vostra quest'anno non voglio una carrozza ornata di diamanti...o i cavalli di razza più pura della contea, o una statua con il mio volto..." L'uomo mi guardò storto, essendo che ogni anno riteneva che quei regali fossero il desiderio di ogni uomo su quella terra. "E cosa vorresti sentiamo?" Chiese incrociando le braccia. Mi tremarono le labbra per qualche istante, "Uscire" L'uomo alzò un sopracciglio e tutte le guardie nella sala mi guardarono ad occhi sgranati per poi guardare di nuovo il loro sovrano che rimase silenzioso. "Vorrei...Uscire padre, senza una scorta dietro...scendere nel paese, passeggiare nella foresta, incontrare delle per-" un pugno sbatte contro il tavolo e mi ammutolii...mi sa che non era entusiasti della mia scelta... Si alzò e inizio ad alta voce. "Dannazione Hawks! Uscire da solo?! Nel incontrare persone?! ANDARE NELLE FORESTE?! MA CHE TI VIENE IN TESTA!" Fini urlandomi contro,stetti in silenzio a capo chino... "Sai quanto è pericoloso fuori questo palazzo?!?sai quanti pericoli ci sono là fuori!?"-" "No! Non lo so! Perché tu mi nascondi sempre tutto come fossi un bambino!" Gli sbraitai contro. "Parli sempre di pericoli! Di non mettere mai piede nelle foreste, di non parlare con gli stranieri! Ma non mi dici mai il motivo! Cosa c'è di tanto spaventoso là fuori!" L'uomo rimase in silenzio guardandomi grigio in volto. "E perché ho queste ali sulla schiena...che nemmeno mi permettono di volare!" Buttai fuori tutto quello che avevo dentro da ormai tanto, troppo tempo. L'uomo rimase in silenzio per vari minuti, poi si alzò di scatto. "Seguimi" disse uscendo dalla stanza, titubante lo seguii a passo svelto, seguiti a testuggine dalle nostre guardie...camminammo nei lunghi corridoi fino alla biblioteca del castello... "Qui c'è tutta la storia del nostro regno..." disse, guardai le immense librerie piene di libri in perfette condizioni, alcuni antichissimi, altri recenti, si avvicinò ad uno scrigno, lo aprii con una chiave che teneva al collo...mi ero sempre chiesto a cosa servisse...all'interno di essi vi tirò fuori un libro, e lo poggio sul tavolo più vicino... Era coperto da una copertina di pelle, con sopra un grifone con una corona in testa, che era sdraiato serenamente a terra e guardava in alto, e sopra esso era raffigurato un gigantesco drago, anche esso con una corona. "Suppongo tu sappia che anni e anni fa queste terre erano abitate da Draghi." Chiese "Ne ho sentito parlare..voci di corridoio" risposi, sapevo che non eravamo l'unico popolo ad abitare queste terre magnifiche, ma non sapevo chi era il nostro vicino. "Bene siediti" mi disse, feci come richiesto, come un bimbo a cui stavano per raccontare una favola. "Moltissimi anni fa, queste terre erano abbiate dai leali e radiosi Grifoni, creature magiche simbolo del giorno e del sole, e esse convivevano con gli emblemi della notte e della luna, i Draghi.