Introduzione

5.9K 84 5
                                        

Alice's pov

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Alice's pov.
-Ti prego, sbrigati, è tardi!
Insistere con mia madre serve a poco, per quanto io possa supplicarla lei continua a non darmi ascolto, e, nel frattempo, io mi beccherò un altro ritardo.
Sono da poco passate le 8:00, ho ancora un po' di tempo, ma il professor Diodato, l'insegnante di Scienze Umane, non aspetta più di 10 minuti prima di iniziare a fare l'appello.
Un'altra nota sul registro e mi daranno qualche sospensione, già mi hanno avvertita. E la mia media eccellente servirà a poco se in comportamento avrò meno della sufficienza sullo scrutinio.
Dopo qualche minuto la vedo finalmente uscire di casa, con i suoi tacchi alti ed un cappotto cammello che le scende lungo le gambe alte e snelle. Mia madre è il tipo di donna da "il diavolo veste prada" o "colazione da Tiffany", sempre ben vestita e mai con i capelli o il trucco in disordine. La differenza, però, è che noi non viviamo in un attico sulla quinta strada a New York, ma in un piccolo quartiere di Napoli, dove, quelle come noi, vengono definite snob, o meglio ancora "chiattille", figlie di papà.

Riusciamo ad arrivare all'ingresso di scuola prima del secondo suono della campanella e mi precipito di corsa in classe spalancando la porta.
-Vinacci, giusto in tempo! - Esclama il professore non appena mi vede.
-Scusi, prof.
Mi siedo al mio posto, accanto a Giulia, la mia migliore amica e caccio dallo zaino i libri di psicologia.
-Ancora tua mamma? - Giulia conosce perfettamente tutto ciò che riguarda la mia famiglia, in particolare mia madre che in fin dei conti è l'unica famiglia che mi rimane.
Mio padre è un alcolizzato che per anni abusava di me all'insaputa di mia madre. E quando lei ne è venuta a conoscenza, qualche anno fa, lo ha cacciato via di casa. Ma non si arrende.
Si presenta fuori casa di tanto in tanto e ci picchia, tenta di entrare, di fare del male a me principalmente.
Ed è per questo motivo che la mamma non mi lascia sola, perché ha paura, più di quanto ne abbia io, che quell'orco possa farmi ancora del male.
Non ne ho mai parlato a nessuno, mia madre lo ha saputo e non da me, e ancora oggi non riesco a dare voce alle sofferenze che nascondo dentro, motivo per cui non l'ho mai denunciato.
-Non me ne parlare!

-Allora, ragazzi. Ho organizzato un'esperienza più unica che rara per alcuni di voi. - inizia Diodato - Vi ho scelti in base alla media ma soprattutto al comportamento e alla disciplina che avete. I nomi che farò dovranno raggiungere la professoressa Bianchi in segreteria.
Che progetto potrà mai essere per includere anche l'insegnante di diritto?
-Esposito Arianna, Muro Andrea, Golia Roberto, De Rosa Matteo, Vinacci Alice e.. - stringo la mano di Giulia sperando che l'ultimo nome che pronuncerà sia il suo - Sabatino Miriam.
Guardo la mia migliore amica che, purtroppo, non è stata scelta e con lo sguardo cerco di farle capire che mi dispiace, anche se ancora non so di cosa si tratti.
Mi alzo e, assieme alla secchiona della classe, Miriam e agli altri tre ragazzi, ci avviamo in segreteria.
-Buongiorno, ragazzi. - la professoressa Bianchi ci accoglie e ci fa accomodare. - Allora, non so se il professore vi ha già accennato qualcosa ma proverò a spiegarvelo in semplici parole. Il progetto sarà ambientato nel carcere minorile di Nisida e consisterà nell'aiutare ragazzi e ragazze, ovviamente chi si presta volontario, a superare un esame per ottenere un titolo di studio. Voi dovrete, non solo aiutarli in questa missione, ma anche studiarli e scrivere una relazione su quest'esperienza che vi sarà poi valutata e vi darà crediti.
Guardo negli occhi i miei compagni ma in nessuno di loro vedo entusiasmo, al contrario di me, che invece mi sento letteralmente esterrefatta!
-Avete domande? - chiede poi la Bianchi.
-Quanto tempo abbiamo?
-Avete tre mesi di tempo, a gennaio si terranno gli esami. Quindi inizierete domani, sempre se i vostri genitori compileranno il modulo e vi daranno il consenso. A giorni alterni dovrete dormire anche lì per capire come funziona. Se questo esperimento andrà a buon fine potremmo creare un progetto a livello nazionale!
Sono entusiasta all'idea di partecipare a qualcosa di così diverso da ciò che caratterizza me e la mia vita monotona. Ed anche se non sarà facile, e so che non lo sarà, sono sicura che sarà l'esperienza più bella di sempre.
Non so neanche cosa mi aspetta, nè tantomeno se mia madre mi darà il permesso, ma l'idea di dover uscire dagli schemi per un po' mi eccita.

Dopo averci chiarito le idee su tutti i dettagli del progetto, la Bianchi ci autorizza a tornare in classe per continuare le lezioni.
Ma il tempo passa così in fretta che, dopo un po', arriva il suono della campanella.

Ciro's pov

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Ciro's pov.
-Cirù, a vulimme fà 'sta strunzata?
Lascio uscire il fumo della sigaretta attraverso la griglia del campo da calcio.
Punto e virgola ha lasciato i moduli da compilare al comandante e i miei ragazzi aspettano una mia risposta per scegliere se partecipare oppure no.
-Vai Edoà, metti la firma pure per me.
-Comandà, ma e femmine comme so'? - Totò ha un unico pensiero in testa, come tutti quanti loro.
Io, invece, ho accettato solo per perdere tempo. Che me ne faccio di un titolo di studio se quando uscirò prenderò il posto di mio padre a Forcella?
Ma i giorni da passare qui dentro sono tanti e sembrano non finire mai, e poi i permessi per uscire qualche giorno aumentano se facciamo finta di collaborare, e per quanto posso comandare qui, lì fuori devo ancora prendermi tutta la città.
-Totò piens a giucà, ca e femmine nun te guardano neanche!
Edoardo gli tira uno schiaffo dietro la nuca e scoppia a ridere.
-Pure dal comandante te fai sfottere?
-Tu 'statte zitto, ciat e provola!
Mentre i miei amici si prendono in giro a vicenda, alle loro spalle incrocio lo sguardo di Carmine, o' Piecuro e di Filippo, o' Chiattillo.
Ho gli occhi fissi su di loro e loro su di me.
-Questi due devono capire un po' chi comanda qua! - Faccio un altro tiro di sigaretta ma senza distogliere lo sguardo.
Edoardo si avvicina a me e inizia a guardarli pure lui, e fanno lo stesso pure o'Pirucchio e Totò finché, i due, si alzano e se ne vanno.
Edoardo è l'unico di cui mi fido ciecamente, pure gli altri due sono bravi ragazzi, mi sono sempre stati fedeli, non hanno mai tradito la mia fiducia, ma di Edoardo non ho mai dubitato, ha sempre messo me davanti a tutto, è come un fratello per me.
-Andiamo su, torniamo nelle celle! - La voce di Gennaro rimbomba in tutto il cortile.
L'ora d'aria è finita e con essa pure quest'altra giornata.
———————————————————————————
Salve a tutti, mi chiamo Federica ed è la prima volta per me che scrivo qualcosa su Wattpad.
Mi scuso in anticipo per alcuni errori di distrazione, revisionerò il testo e correggerò.
Vi anticipo che pubblicherò molto spesso, anche più volte in una settimana.
Vi auguro una buona lettura e...
Spero vi piaccia!
❤️

Nonostante tutto - Mare FuoriLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora