Appeso ad un albero

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Erano le due di notte, un'ora isolita per uscire di casa ed andare nel bosco, ma ancora più insolito il fatto che non ne sarebbe uscito totalmente.
Si sedette sulle radici di quell'albero vecchio ed enorme, dove di solito passava le sue giornate in compagnia del suo ipod e del suo libro giornaliero. Questa volta era sprovvisto di entrambi gli oggetti, era solo lui, con un pantaloncino e una maglietta neri troppo leggeri per quella fredda notte. Stava aspettando l'arrivo di una persona, "Tra due ore nel tuo posto. S-" era l'unica cosa che sapeva. Non conosceva "S" ne tanto meno sapeva come facesse "S" a conoscere il suo posto. I minuti passavano e non c'era traccia di nessuno, nessun rumore, neanche degli animali che abitavano la foresta. Quella solitudine gli ricordò quanto in realtà fosse veramente solo, senza amici, senza nessuno con cui parlare o condividere i momenti belli, se non fosse per Davide.

Davide era un ragazzo della stessa età di Leo, avevano le stesse passioni, gli stessi sogni, passavano i giorni a contare le cose in comune. L'unica cosa che rendeva quel rapporto solo apparentemente felice, era la distanza che separava i due. Leo era un ragazzo di una cittadina della Campania, Davide era un ragazzo di Roma. Si conoscevano da un anno e non si erano mai incontrati, però sapevano tutto l'uno dell'altro.

Un rametto spezzato ruppe il silenzio di quella notte apparentemente calma, Leo si mise sull'attenti, ma qualcosa lo trattenne. Senza neanche accorgersi di cosa stesse succedendo, una corda si strinse intorno al suo collo, facendolo sbattere contro il tronco duro dell'albero. Non poteva farci nulla, si divincolò, cercò di alzarsi ma era troppo tardi. Prima di svenire pensò all'unica persona a cui teneva, poi, dopo pochi minuti, morì.
Il suo corpo venne trascinato per terra, la corda che lo aveva strangolato, divenne un cappio. La figura di un uomo, robusto, vestito di nero, prese il corpo dell'adolescente morto, e lo appese all'albero. Quando fu a poco più di dieci centimetri dalla terra, sospeso in aria, l'uomo che aveva commesso quel crimine, organizzò una scena del crimine perfetta, facendo passare quell'omicidio per un suicidio. Uno sgabello per terra, una lettera di addio nella tasca del ragazzo e niente impronte intorno che facessero intuire che quello in realtà fosse un omicidio. L'uomo scomparve, il corpo del ragazzo era senza vita sospeso in aria e, intanto, il sole sorgeva.

L'anima di una persona, la cui vita era stata tolta ingiustamente, non può riposare in eterno tranquillamente, l'omicidio doveva essere risolto, il fantasma di Leo doveva guardare in faccia il suo uccisore, altrimenti sarebbe stato tormentato in eterno. Un fascio di luce uscì dal suo corpo, il suo spettro potè vedere se stesso senza vita. Il giovane, spaventato, lanciò un urlo di terrore che venne sentito in tutta la foresta. Ormai non poteva farci niente, era morto. Poteva soltanto tentare di scoprire il volto del suo uccisore, altrimenti sarebbe stato condannato ad un esistenza tormentata.

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⏰ Last updated: Dec 09, 2021 ⏰

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