Capitolo I

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Non vedo l'ora che finisca la lezione pensò Brianna,cercando di ascoltare la lezione di chimica del professor Cooper. Non era un cattivo professore, era bravo a spiegare,ma c'era qualcosa nella sua persona che non invogliava gli studenti ad ascoltarlo. Aveva una voce bassa e rauca, parlava in modo lento e senza espressione,ecco perché le sue lezioni non erano delle più interessanti; inoltre, a Brianna la chimica non piaceva proprio. Non riusciva a capire tutte quelle strane definizioni che il professore costringeva a farle ripetere all'infinito. Preferiva molto di più le materie come letteratura e storia, le studiava perché l'appssionavano,non perché guidata dal senso del dovere.

Brianna non ce la fece, prese carta e penna e cominciò a scrivere con la sua dolce e raffinata calligrafia, ma non scrisse affatto gli appunti che le sarebbero serviti per il compito destinato alla settimana prossima; ma bensì, cominciò a vagare con la sua fantasia, si era già estraniata dal resto mondo, esistevano solo lei,il foglio e la penna. Lo faceva sempre, adorava scrivere, la scaricava, la rilassava, la divertiva, adorava imprimere l'inchiostro nero sul lucente bianco della carta, adorava sentire il rumore del pennino scorrere guidato dalle sue mani, adorava tutto ciò. La scrittura era il suo unico amico,non ne aveva altri, faceva fatica a relazionarsi con gli altri infatti non usciva mai.

Tutte le sue preoccupazioni stavano già vagando verso terre lontane,peccato che questa utopia venne interrotta da un straniero indesiderato.

"Singnorina Collins!" urlò abbastanza spazientito il vecchio Cooper.
"Sta ascoltando la lezione?" continuò.
Cavolo,ora che mi invento? Pensò Brianna presa dal panico di essere scoperta.
"Certo,ero attentissima,perché me lo chiede?" Rispose Brianna con una voce davvero insicura rispetto al suo solito,se ne accorse troppo tardi,così sperò di essere credibile abbastanza.
"Bene,visto che era così tanto attenta alla mia lezione,può ripetere cosa ho appena detto?" Disse il professore abbastanza irritato dalla sfacciatezza della ragazza che stava palesemente non ascoltando le parole di Cooper,ma che ha avuto comunque il coraggio di replicare.
"uhm...beh... lei... lei..." Balbettò la ragazza cercando di prendere tempo per pensare a qualcosa da dire,anche se ormai era alle strette come un topo in gabbia.
"Lei stava parlando di come son fatte le molecole chi-"
"Le molecole chimiche le abbiamo finite di studiare circa un mese fa Signorina Collins." Sentenziò il professore interrompendo bruscamente la povera Brianna che stava solamente cercando di farsi i fatti propri.
Ma la ragazza non trovò il coraggio di ribattere una seconda volta e così Cooper continuò "Visto che le mie lezioni non sembrano interessarti, puoi anche rimanere fuori dall'aula per il resto della mia ora, Collins."
Brianna notò gli appiccicosi e invadenti occhi dei suoi compagni di classe che la fissavano con disapprovazione per aver appena interrotto la lezione. Capì che in quella situazione era di troppo,ed era meglio uscire e non creare altri problemi,così si alzò timidamente e prima di uscire dalla porta sussurrò uno "Scusi" che però sentì solo lei. Chiuse la porta e aspettò pazientemente il suono della campanella.

La giornata scolastica passò in fretta, e Brianna era abbastanza infastidita dell'accaduto dell'ora di chimica, probabilmente si sarebbe dovuta scusare con il professore in un modo più consono e garbato, ma non era quello il momento, aveva bisogno di scaricarsi un pochino e quindi non le andava di tornare subito a casa,così montò in sella sulla sua bicicletta,un po' piccola per la sua taglia, ma le andava bene comunque, aveva un profondo legame affettivo con quella bicicletta,così si era ripromessa che finché non si fosse rotta non l'avrebbe cambiata. Si allontanò abbastanza dalla cittadina in cui viveva e si ritrovò su un vasto promontorio di colline che ai suoi grandi occhi cremisi sembrava infinito. Continuò a pedalare lasciandosi condizionare dal flebile soffio del vento che soffiava nel verso opposto in cui lei si stava dirigendo, anche se ormai era solo una macchietta che si muoveva su un immenso piano senza meta. Si fermò dopo un lasso di tempo indeterminato sia per riprendere fiato che per ammirare il bellissimo panorama che le si piazzava davanti, finché non si accorse di qualcosa. Anche se ormai il sole stava cominciando a calare, notò un edificio che sembrava ottocentesco, ai suoi occhi, anche se non riusciva a vederne tutti i dettagli dato che era abbastanza distante da dove si trovava lei, era davvero affascinante. Quel periodo le piaceva molto, era innamorata della corrente culturale che prevaleva in quel periodo: il Romanticismo. Aveva molte conoscenze su questo argomento, amava il modo di esprimersi che avevano gli uomini acculturati di quell'epoca, le poesie che scrivevano, le opere liriche che componevano, tutto. Tutto di quel periodo era arte per tutte le sue sfere sensoriali. Così, la curiosità prese la meglio su di lei e decise di avvicinarsi a quell'antica costruzione da cui tanto era attratta,pedalò alla velocità della luce e in un battito di ciglia si ritrovò davanti all edificio. C'era un insegna rovinata,riuscì a leggere "BIBLIOTECA", non era tutto ciò che c'era scritto,però era troppo malandato per riuscire a decifrare i caratteri incomprensibili scolpiti su quella lastra rovinata e spaccata di marmo bianco. Brianna intuì che quella biblioteca era ormai abbandonata da secoli. Ma rimase comunque ad ammirare l'edificio in tutta la sua autenticità, il portone alto e spigoloso di metallo, le finestre di vetro opache, era una visione affascinante tanto quanto sinistra. Brianna, era quasi convinta che il portone fosse chiuso, bloccato. Ma provò comunque ad aprirlo. Era molto pesante, ma, per sua sorpresa, era aperto. Mentre lo spalancava, il portone produceva dei suoni al quanto inquietanti che fecero venire i brividi a Brianna, cigolii fin troppo acuti per una ragazza che adorava essere inondata dal suo mare preferito, il silenzio, ma li sopportò, perché ormai la curiosità di sapere come era organizzata la biblioteca al suo interno, le aveva fatto perdere la testa. Entrò, ma prima di voltarsi chiuse con attenzione e premura il portone assicurandosi che non rimanesse chiusa dentro.

Si voltò e non credette ai suoi occhi: un'immensa biblioteca a due piani riempita da centinaia e centinaia di antichi libri messi rigorosamente in fila. Un' odore particolare circondò le narici di Brianna, odore di carta, quell'odore che faceva impazzire la giovane avventuriera, ma anche odore di vecchio, odore di ammuffito. Però Brianna non ci fece così tanto caso, era troppo occupata ad ammirare quello che ormai per lei era il paradiso. Fece un giro tra i vecchi e scricchiolanti scaffali, osservò le copertine impolverate dei libri, le fece un po' ribrezzo vedere tutto quel lerciume, ma un libro catturò la sua attenzione e non ci pensò due volte a prenderlo. Era un libro al cui tatto risultava ruvido, anche la carta era particolare; così Brianna cercò di riunire le sue poche conoscenze sulla stampa e arrivò alla conclusione che quello era un libro pregiato, che avevano speso bei soldi per produrlo. Non riuscì a leggere il titolo, così diede direttamente un'occhiata al suo interno. Era una raccolta di poesie di autori più o meno popolari di quel tempo, finché non arrivò a dei fogli staccati, che non facevano parte del libro. Lo capì perché erano nettamente differenti in tutti i punti, la qualità della carta era completamente differente e anche la scrittura cambiava, quella del libro era ovviamente una scrittura fatta di caratteri stampati, mentre quella dei fogli era scritta a mano, da una calligrafia precisa e ordinata, fatta da dell'inchiostro blu e da un pennino probabilmente di piccola misura. Erano poesie, o forse lettere. Brianna decise di leggerne qualcuna, così prese un foglio e cominciò "Ophelia Brooker - Infelicità" Disse a tono basso. Probabilmente era il nome dell'autrice. Un nanosecondo dopo aver pronunciato quelle parole davanti a gli occhi di Brianna si piazzò un volto che non riuscì a vedere con chiarezza,perché il momento dopo si era già dissolto.
"Me lo sarò immaginato" Cercò di convincersi Brianna. Continuò a leggere la poesia, era davvero bella, ma triste, parlava di quanto la vita per le donne fosse priva di significato, perché non potevano avere speranze di successo o di felicità. L'autrice probabilmente doveva avere una mente davvero perseguitata per scrivere certe cose, però Brianna ammise tra sé e sé che era davvero un bel componimento, rimase male del fatto che una stesura così profonda e di spessore non avesse avuto il successo che meritava. Tutto d'un tratto sentì un libro cadere. Brianna si sentì come se il suo cuore avesse saltato un battito.
Sarà entrato qualcuno? No, no, impossibile. Io ho fatto un rumore assurdo per aprire il portone, lo avrei dovuto sentire. Pensò preoccupata. Prese coraggio e si voltò. Ma nessun libro era fuori posto. Chiuse gli occhi per riprendersi dallo scherzo che il suo cervello le aveva fatto, quando li riaprì una figura macabra le si piazzò non tanto lontano. Era una ragazza, magra, piccola. Doveva avere la sua età. Ma era strana. Era pallida, come se avesse perso colore, così come i suoi vestiti. Erano troppo vecchi come modelli, aveva un corpetto rosa antico circondato da un corsetto grigio che sembrava fosse stretto a morte, un'ampia gonna rosa antico con un pizzo bianco sporco. Il suo volto, era delicato, aveva dei tratti leggiadri, degni di una principessa, ma i suoi occhi erano spenti, tristi, senza vita. I suoi capelli neri pece erano medio corti, i boccoli le cadevano sulle spalle. A Brianna cadde l'occhio su un dettaglio al dir poco terrificante. Il suo collo. Il collo della figura era circondato da un profondo segno viola come se fosse stato stretto in modo troppo violento e potente. Anche se doveva avere la sua età quella ragazza sembrava uscita direttamente dai documentari sul 1800.

Brianna era terrorizzata. Talmente tanto che rimase a bocca aperta,con gli occhi spalancati e con gli arti tremanti. Non riuscì nemmeno ad urlare.

"C-chi sei?" Chiese ansiosamente Brianna.

"Mi chiamavo Ophelia, Ophelia Brooker." Disse la ragazza con voce sottile e tremolante, come se stesse facendo uno sforzo immane per riuscire a formulare queste parole.

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Fine capitolo 1

Ophelia Where stories live. Discover now