Prologo

5.3K 73 13
                                        



Sono in corso gli ultimi minuti della partita
Francia-Croazia, finalista dei mondiali del 2018.

.

' Il pallone è nelle mani del portiere francese, che lo sta rinviando nella metà campo avversaria. Prende tutto il tempo a disposizione ma arriva in poco tempo il doppio fischio dell'arbitr.. SONO LE DICIANNOVE E CINQUANTATRÉ MINUTI, DEL QUINDICI LUGLIO DUEMILA E DICIOTTO.
LA FRANCIA, SI LAUREA, UFFICIALMENTE, PER LA SECONDA VOLTA NELLA SUA STORIA,
C A M P I O N E D E L M O N D O.
LA PARTITA È FINITA, LA PARTITA TERMINA QUA.'

«Wow» riesco solo a dire, imbambolata davanti al televisore, tra le urla dei tifosi in quella sala.
«Che partita ragazzi» esclamano mio fratello e mio cugino al mio fianco con le mani sulla testa.

Tutti e quattro eravamo con la mascella a terra davanti al televisore: sia io, che mio fratello, che mio cugino e che mia cugina.

La Francia, la nostra seconda nazionale preferita, aveva appena vinto i mondiali. Ancora dovevamo realizzare.

Mio cugino, soprattutto, era quello più scosso positivamente di tutti. Gioca da due annetti a questa parte nel mondo del calcio, in nazionale marocchina, uscita purtroppo ai gironi di questo mondiale.
Sto parlando esattamente di Achraf Hakimi, in posizione di terzino destro, anche conosciuto come difensore del Real Madrid.
È ancora un calciatore poco conosciuto, ma sono sicura che con tutto l'impegno che ci mette nel suo ambito, tra pochi anni tutti i riflettori punteranno su di lui.

Io e mia cugina, Ouidad, invece siamo due comuni adolescenti. Entrambe dell'annata '02, ancora abbiamo sedici anni. Mio fratello, di nome Joao, invece tra un paio di mesi ne compie venti, proprio come Achraf.
Ma purtroppo non abitiamo tutti nello stesso stato, ci siamo solamente riuniti tutti assieme qui a Parigi per la finale dei mondiali, ma solitamente io e mio fratello viviamo a Firenze, mentre mio cugino e mia cugina vivono proprio a Madrid.

«Beh, io direi di festeggiare» arriva mio zio, che aveva sentito tutta la partita dalla camera per via del volume del televisore.
«Eccerto, forza alziamoci, siamo venuti fino a Parigi e speso 700 euro di hotel e viaggio per un motivo» dice Ouidad.
Scoppiamo tutti a ridere, in effetti siamo qui a Parigi proprio per questo.

Le urla e schiamazzi iniziano a farsi sentire per le strade.
«Pensavo che tutto sto casino lo facessero solo in Italia» dico a mia cugina.
«Beh, sono campioni del mondo, secondo te stanno segregati in casa?» risponde sarcastica, per poi ridere assieme.

Appena usciamo fuori sul viale di Champ-Elysees, mi ritrovo subito ricoperta di fumogeni blu e rossi. Era tutto pieno di carri con persone sopra, gente che suonava con il clacson, trombette, persone che applaudivano affacciate dai balconi, urla, cori, bandiere della Francia e chi più ne ha più ne metta.

Peró ho notato un cosa che qua non ho ancora visto, ma invece in Italia si: sgasare con il motorino o sgommare con le macchine.
Lo faceva sempre mio padre con me sopra nel posto dietro. L'aveva fatto anche esattamente quella sera del 9 luglio 2006, che notte indimenticabile!

«Muoviti Amira!» mi risveglia Achraf, «Vuoi disperderti in mezzo a questi tifosi maniaci?» mi urla all'orecchio ridendo. Ricambio la risata.

Che la serata stellare abbia inizio!

[...]

il mattino dopo..

A mezzanotte e venti ho l'aereo per firenze. Mi mancherà Parigi, ma soprattutto i miei cugini.
Ci saluteremo li in aeroporto. Loro prenderanno il volo per Madrid, mentre noi quello per Firenze.

.

12.10pm

«NON CI CREDO» strilla mio cugino dalla sua stanza.
«Che hai?» rispondono Ouidad e Joao in coro.
«Tra pochi minuti passa qui sotto su Champ-Elysees il pullman con la nazionale francese» dice, mostrando il telefono con le storie Instagram dei giocatori.
Mi alzo con la velocità della luce piombandomi davanti al suo cellulare. Ci guardiamo tutti con la bocca spalancata.

«Forza, tutti giù di sotto, non voglio scuse» dico, prendendo le mie cose.
«NNAMOOOO» strilla mio fratello in italiano. Io scoppio inevitabilmente a ridere, mentre Achraf e Ouidad ci guardano male non capendo.

Scendiamo tutte le scale dell'hotel con la velocità della luce e, appena varchiamo l'uscita, tutto il viale era già pieno di persone.
Cantavano tutti in coro l'inno francese, La Marseillaise. Io da buona metà italiana, ovviamente, sono stata zitta: il patriottismo prima di tutto.

«LES VOILÁ! (=eccoli! in francese)» strillano un gruppo di tifosi in coro.

Dopo pochi secondi mi passa davanti ai piedi un pullman gigante con sopra affacciati: Griezmann, Pogba, Mbappé, Umtiti, Matuidi e Kantè con la coppa del mondo tra le mani, se la passavano a vicenda cantando il loro inno.

Tutti guardano col muso in sù quel pullman gigantesco, chi strillando, chi cantando e chi incantato.

Il mio sguardo si intreccia subito con quello del mulatto numero 10, al che mi vengono subito i brividi e incurvo un sorriso a 40 denti. Lui ricambia lasciandomi un bacio volante con la coppa del mondo.

Mi giro subito verso Ouidad, mia cugina, con gli occhi sgranati e strillando, «PORCA PUTTANA OUI, COSA CAZZO È APPENA SUCCESSO» esce dalla mia bocca il peggio della mia felicità.

Ci abbracciamo stringendoci, io in lacrime dalla gioia e lei sbellicata dalle risate.
Non poteva succedermi cosa migliore di questa.

...

A Dream or a Nightmare? - Kylian Mbappé Cerita yang bikin terobses. Temukan sekarang