A causa dell'evoluzione della specie umana sono stati introdotti nuovi sistemi per consentire all'uomo di riflettere con più attenzione sulle sue azioni, e, poche occasioni di scegliere bene il cammino verso proprio il futuro. A capo di tutto vi è u...
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«Riesce a sentire chiaramente la mia voce?»
«Sì.»
La dottoressa McRae sollevò appena lo sguardo dalla cartella clinica. L'uomo sedeva immobile sulla poltrona, le mani intrecciate in grembo, la schiena dritta e gli occhi fissi davanti a sé. Respirava con regolarità, senza il minimo segno d'ansia.
«Mi permetta.» Con un abbassalingua la donna gli controllò rapidamente: bocca, pupille e riflessi. Tutto nella norma.
«Le sue condizioni fisiche sono ottime.» Notò con piacere. Richiamò con un cenno l'addetto alla sicurezza. «Theodore, vorrei proseguire da sola se non ti dispiace.» L'agente esitò per un istante, poi annuì e uscì dalla stanza, chiudendo la porta alle proprie spalle.
Il silenzio riempì la stanza in fretta, poi la dottoressa si sedette di fronte al paziente.
«Cominciamo.» Accavallò le gambe e aprì il taccuino su una pagina vuota. «Ogni quanto avverte lo stimolo della fame?»
«Tre volte a settimana.»
Annotò la risposta.
«L'ultima volta che ha bevuto?»
L'uomo rimase immobile per qualche secondo.
«Diciotto giorni fa.»
Le dita della donna si bloccarono sulla penna. Diciotto giorni. Qualunque essere umano sarebbe morto. Sospirò afferrando la calcolatrice alla sua sinistra. «Procediamo con il test cognitivo, signor Ramos.»
Lui annuì.
«Centocinquantanove per quarantacinque.»
«Settemilacentocinquantacinque.»
«Il suo codice identificativo? Non sia timido nell'esporre il suo futuro.»
Un'altra riposta rapida. «0274. Modello destinato alla No Uman Corporation. Futuro ignoto e incerto, signora McRae.»
La dottoressa abbassò lentamente il taccuino. Ogni visita terminava allo stesso modo. Numeri perfetti. Parametri perfetti. Esseri perfettamente incapaci di vivere.
Inspirò profondamente. «Per la sua salute le consiglio di non sprecare la sua ultima possibilità. Capisco che all'età di trent'anni voglia ancora divertirsi, ma lei è agli sgoccioli. Se dovesse sprecare tutto...» esitò appena. «...verrà trasferito presso un deposito della No Uman Corporation, come previsto dalla legge.»
Nessuna risposta da parte dell'uomo che aveva di fronte, e proprio mentre lei stava per congedarlo accadde qualcosa che non aveva mai visto.
L'uomo la osservò davvero. Nei suoi occhi, per un istante, brillò qualcosa.
Non paura.
Non rabbia.
Curiosità.
«È sposata?»
La domanda la colpì più di qualsiasi risposta avesse annotato quel giorno. Per la prima volta, il quasi non-umano sembrava interessato a qualcosa che non fosse un ordine.
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A Grand Rapids circolava una voce.
Dicevano che la NU assoldasse uomini e donne per sedurre gli esseri umani, convincerli a sposarsi e poi distruggere ogni loro possibilità di amare.
Ogni fallimento costava un frammento. Prima i ricordi. Poi le emozioni. Infine la volontà.
Quando anche l'ultima possibilità veniva consumata, non restava altro che un corpo vuoto, destinato a servire la società.
Nessuno si fidava più di nessuno. I matrimoni erano rari. Le culle rimanevano vuote. Il futuro faceva paura.
Poi iniziò a circolare un'altra storia. Un uomo aveva deciso di giocarsi la sua ultima possibilità affidando il proprio cuore a una donna. Contro ogni logica. Contro ogni probabilità.