MAI VISTO NIENTE DI PIÙ BELLO💙

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Pov Can

Morbide, vellutate, umide al punto giusto: queste sono le labbra che vorrei in questo momento. Sfiorarle con le mie, profanarle con la lingua e scoprire il mondo che custodiscono dentro, caldo e accogliente, capace di trasmettermi emozioni vere, di folgorarmi l'anima e farmi desiderare solo lei. Una lei che, però, ancora non ho incontrato.

Sono seduto al solito posto, al bancone del locale, mentre parlo con Melek, il barista. Intorno a noi il bar è pieno di musica, risate e bicchieri che tintinnano. Come sempre, non mancano le ragazze. Alcune mi girano attorno con poca discrezione, altre si limitano a lanciarmi sguardi invitanti da lontano. Ammiccano, sorridono, qualcuna manda persino baci con le dita. Non che mi senta il più bello del mondo, ma la popolarità, si sa, fa miracoli quando si parla di conquiste. E, a quanto pare, madre natura con me è stata piuttosto generosa. Fin troppo, a sentire certe voci.

"Can, hai visto quella come ti mangia con gli occhi?" mi chiede Melek mentre prepara un cocktail.
"Quale?"
"Quella al tavolo tre, lì a fianco. È molto sexy in quell'abito attillato. Potresti concederti e rendere felici quelle povere ragazze."

Sorrido e mi volto a guardarla. La ragazza mi sta già osservando; quando incrociamo gli sguardi mi regala un sorriso sicuro di sé. Ricambio con un cenno della mano e un mezzo sorriso. "Hai ragione, è molto bella, ma..."
"Cazzo, Can," mi interrompe Melek scuotendo la testa, "ultimamente sei diventato troppo selettivo. Dov'è finito il Can playboy di una volta?"

Rido piano e sorseggio il mio cocktail. "Non sono più un ragazzino e non ho bisogno di cambiarne una alla settimana. Vorrei finalmente incontrare la donna della mia vita."
"Potrebbe essere quella ragazza. Come fai a scoprirlo se non vai a conoscerla?"

Tamburello con le dita sul bancone, poco convinto. Per me non sarebbe affatto un problema alzarmi, presentarmi e nel giro di poco portarmela a letto, ma ormai queste cose hanno perso un po' del loro fascino. Mi giro lentamente sullo sgabello e scruto il locale: la musica vibra nell'aria, le luci soffuse avvolgono i tavoli e la gente balla, ride, beve. Un tizio un po' troppo su di giri trascina una ragazza dall'espressione afflitta, mi urta la spalla passando e si piazza al bancone. "Una birra," ordina a Melek senza nemmeno accennare una scusa. Lo fisso per qualche secondo aspettando almeno un gesto di educazione, ma ricevo solo un sogghigno.

"Can? Allora, vai o non vai?" insiste Melek.

Finisco il cocktail. "Quasi quasi ci vado... altrimenti rischio di alterarmi con qualche stronzo." Mi alzo, prendo il bicchiere e mi dirigo verso il tavolo numero tre con passo deciso ma rilassato. Arrivato accanto a loro, sorrido appena. "Disturbo?"

Le tre ragazze si guardano tra loro con aria soddisfatta; bisbigliano qualcosa ma con il casino non capisco una parola, e comunque non ci faccio caso. Sono abituato a questo tipo di reazioni. Ragazze che mi apprezzano senza nemmeno conoscermi: potrei essere il più grande stronzo sulla faccia della terra e probabilmente non cambierebbe nulla. Molte escono con me solo per apparire, per poter dire agli amici che sono state con Can. Un giorno di gloria, niente di più. Ma va bene così. Vediamo come va stasera.

"Ciao Can," dice la bionda seduta al centro. "Io sono Ayla, e loro sono le mie amiche Madla e Lale."
"Piacere." Indico la sedia. "Posso farvi compagnia?"

Ayla la sposta subito più vicino a sé. "Accomodati. Lo speravo." È una bella ragazza: bionda, occhi azzurri e curve generose. L'abito che indossa è decisamente audace; lo avevo notato già dal bancone ma da vicino lascia davvero poco spazio all'immaginazione. È il tipo di donna che attira gli sguardi, e lo sa perfettamente. Sembra anche sveglia, anche se il cervello lo usa soprattutto per ciò che le interessa davvero: i social. È una blogger, a suo dire ha migliaia e migliaia di follower e la sua vita ruota attorno a quello.

IL MIO ANGELODove le storie prendono vita. Scoprilo ora