The spider

0 0 0
                                        

Immagina un fruscio.
Immagina il delicato fruscio delle scarpe sulla terra umida di un sentiero in mezzo alle vigne.
Immagina il delicato fruscio delle scarpe di due persone, che camminavano senza meta lungo un sentiero in mezzo a delle vigne a cui non avrebbero saputo spiegare come o perché ci fossero arrivati.

La nebbia si appoggiava come un velo sulle colline che delimitavano la scena da lontano. Era quasi l'alba ma il sole ancora non si vedeva, il cielo era di un blu profondo ma non scuro, era il buio della mattina, non della notte. Tra i rami scuri delle vigne non si poteva scorgere nulla ai lati del camminamento sterrato. Forse potevi scorgere strumenti e alcune piccole strutture agricole ma non ne sei sicuro.

Immagina il fruscio delle scarpe di lui che pestano la terra battuta, mentre i passi di lei sono eccezionalmente silenziosi, nonostante le scarpe inumidite dalla rugiada stiano accarezzando l'erba lungo il centro del sentiero.
Riesci a sentire la freschezza sul volto, l'odore dell'aria umida. Riesci a percepire dentro di te lo scuro chiarore del cielo, i rumori della campagna che riempiono il vento.
Tu sei lì, sai che sei lì, senti di essere lì, credi di essere lì.
Eppure non riesci neanche a capire se stai usando coi tuoi occhi o se stai guardando te stesso con gli occhi di qualcun altro.

Immagina due persone che parlano.
Immagina due persone che si amano e chiacchierano spensierati riguardo alla vita che hanno passato insieme, che sono certi di aver vissuto insieme, ma di cui non si ricordano neanche l'inizio.
Immagina due persone che non si conoscono che parlano dei loro anni di matrimonio.
Della loro figlia.
Lei sta cantando per lui, una canzone inventata sul momento ma che entrambi riconoscono come se fosse un ricordo di lunga data. Si finiscono i versi a vicenda ricordandosi un testo che non dovrebbero sapere, come succede nei musical.

L'atmosfera è pervasa da una tranquillità assoluta, accompagnata dalla nostalgia di una vita vissuta che ha ancora molto da dare ma che ormai non si può più cambiare. C'è una splendida tranquillità che fa stare bene tutti, loro stanno bene, tu stai bene. Voi stavate bene.

Immagina un animale.
Immagina un uomo che fa finta di essere un animale.
Immagina lui che vede una creatura pensando che fosse un uomo vestito da animale.
Non ci pensa troppo a lungo, ne rimane leggermente inquietato e in allerta per proteggere lei però non è probabilmente niente di cui preoccuparsi giusto?
In realtà non lo sai ma continui a chiacchierare con lei, che ti guarda con aria così innamorata.

Senti dentro di te un amore incredibile, un intenso amore adolescenziale ma con la consapevolezza maturata nel corso di tanti anni insieme. A lui ripensandoci viene in mente la calda luce di un tramonto, che incornicia i più bei momenti che non hanno mai realmente passato insieme.
Ricordi inesistenti a cui sei indissolubilmente legato. Fino a quando smetti di immaginare.

Immagina un carretto.
Immagina un carretto di frutta e ortaggi ribaltato sul lato della via, segnalato da scie di terra sollevata dalle ruote durante l'incidente.
E immagina che questo significhi qualcosa. Tu lo guardi dritto negli occhi e lei ti guarda dritto negli occhi. E sapete che qualcosa è andato davvero storto.

I due si mettono a correre con una paura in cuore sempre crescente, che incalza la scena a ritmo di pesanti passi che colpiscono il terreno nel tentativo di dissolvere parte della tensione riversandola sul suolo.

Sai che potrebbe essere finita, potrebbe essere troppo tardi per intervenire, che probabilmente non avresti potuto farci niente a prescindere dal tempismo. Ma hai comunque paura nonostante tu sappia che quella vita non ti appartiene. Che neanche conosci tutto ciò che senti di star per perdere. Però corri perché lei sta correndo, e perché se lui sta correndo tu vuoi essere al suo fianco.

Il cuore batte in petto tanto forte che copre il rumore del vostro ansimare, le gambe sono incredibilmente lente ma stai mettendo tutti i tuoi sforzi nell'andare avanti. Perché sai che c'è qualcosa che ti aspetta. E mentre i due corrono ciecamente verso un pericolo inarrestabile, tremando e piangendo per l'angoscia, i segni di distruzione si fanno sempre più intensi e altrettanto in crescendo è il terrore che si fa spazio in ogni angolo della tua testa. Non riesci più a pensare.

Ora devi solo immaginare.
Immagina di non dover più correre.
È davanti a te.
Ti da la schiena mentre osserva nelle proprie mani il suo prezioso nuovo bottino.
La sua pelle completamente nuda è chiara, indefinita, non sai descrivere che colore abbia.
I gomiti appuntiti sporgono verso l'esterno, le ginocchia sono allargate in una posizione accovacciata.
Eppure è molto più alto di te.
Non emette versi però i rumori attorno iniziano a distorcersi. Una sorta di rumore digitale si fa strada attorno a te, accompagnato da innumerevoli voci e suoni casuali.
Il suo braccio prima rivolto verso il suo torace lentamente ruota verso l'esterno, mostrandoti il contenuto della sua mano.

I due avevano ormai lacrime di terrore cosparse su tutto il volto, le loro anime si stavano rompendo e i loro occhi erano bloccati sui movimenti su questa alta e magra creatura, un disgusto proveniente da al di fuori di questo mondo, ma che non si comportava con l'irrazionalità di un animale. Aveva una ragione superiore, che utilizzava per soddisfare il suo incommensurabile sadismo. Voleva vedere il suo terrore, leggere la paura nei tuoi occhi e distruggere tutto ciò che ti è caro in questo mondo finto creato apposta per distruggerti.

Nella sua mano magrissima, dalle dita lunghe e sottilissime, c'era una bambina.
Una neonata.
Vostra figlia.
Che non sai se morirà nel giro di poco tempo o vivrà un'esistenza tra le torture di un mostro disgustoso. E non sai neanche se farai anche tu la stessa fine.
Non riesci a muoverti, ora è il mondo a muoversi attorno a te.
Vedi il tuo passato sgretolarsi, tra le mani di un essere immondo. Che ti conosce. E cerchi di piangere ma è tutto troppo veloce perché tu possa elaborarlo tramite le umane emozioni.

E a quel punto decide di dare il colpo di grazia alla sua preda devastata.
Avendoti mostrato ciò che ti ha tolto, ora decide di farti vedere il volto del carnefice.
La sua schiena si muove con uno scatto veloce, mentre la testa sul suo collo sottile si gira verso di te.
E vedi di fronte per neanche un secondo i disgustosi lineamenti deformi della creatura, che ti fissa coi suoi tondi e grandi occhi quasi umani, la bocca piegata in una smorfia simile ad un sorriso ma priva di qualsiasi emozione, il naso praticamente assente e la pelle biancastra del volto di cui riesci quasi a sentire la superficie. E vedi nel mentre lei che urla in preda al completo panico e un grido ti esce spontaneamente dai polmoni mente il tuo corpo inerme non riesce a muoversi e la tua mente rinuncia anche solo a cercare di trovare una soluzione. Ti abbandoni al terrore. Tutto è velocissimo e non hai tempo di realizzare la natura di ciò che ti circonda. Sta cambiando in un flash la consistenza del mondo attorno a te.

E allora al culmine della paura che ti pervade, finalmente non immagini più.

Has llegado al final de las partes publicadas.

⏰ Última actualización: Jun 11, 2021 ⏰

¡Añade esta historia a tu biblioteca para recibir notificaciones sobre nuevas partes!

Rendez vousDonde viven las historias. Descúbrelo ahora