Dangerous woman, Ariana Grande
Mi guardo intorno spaesata in cerca di mio fratello, che sembra sparito tra quella folla di persone vestite eleganti.
Ci troviamo alla festa di nostro zio che compie quarant'anni, e il tutto si svolge a casa sua in una villa con tanto di piscina e uno spazio verde che potrebbe contenere almeno trecento persone. Anche se non credo che il numero degli invitati sia tanto lontano da quella cifra.
Mi sistemo le pieghe del vestito azzurro che mi arriva fino alla ginocchia e mi siedo su una delle tante sedie allestite in giardino, in particolare sotto un porticato di legno per mettermi al riparo dal sole, nonostante siano le sei del pomeriggio. I tacchi che porto iniziano a farmi male e per il momento preferisco rimanere qui seduta.
È giugno. Il clima è di una temperatura perfetta, non fa né troppo caldo né troppo freddo, e il vestito scoperto sulle spalle che ho scelto cade a pennello con l'occasione.
Scruto un po' gli invitati che sono sparpagliati per il giardino e tutti i gruppi che si sono formati tra persone che si conoscono tra loro.
Finalmente individuo mio fratello con la mia famiglia, ma ormai sono troppo pigra per raggiungerlo. Dovrò rimandare il gossip a più tardi, e cioè un commento non troppo carino sul modo in cui si è vestita un'invitata, nonché un'amica dei nostri zii.
Sposto lo sguardo altrove e noto che dal cancello principale fa ingresso un uomo e contemporaneamente mio zio che gli va incontro sorridendo, seguito da un gruppetto di uomini in giacca e cravatta.
Il viso non mi è familiare. Con il tempo ho imparato a riconoscere un po' tutti gli amici dei miei zii, ma lui non sembra rientrare tra quelli. Per questo continuo a guardare la scena incuriosita non avendo di meglio da fare in quel momento.
Sento posarmi all'improvviso una mano sulla spalla e sobbalzo per lo spavento, non accorgendomi che mio fratello si era appena avvicinato.
"Mi hai fatto prendere un colpo." Gli dico dandogli una spinta innocente.
Lui ridacchia e viene affiancato dai miei genitori e dai miei nonni.
In quel momento di distrazione mi accorgo che il nuovo arrivato si è avvicinato sempre di più sotto il portico in cui ero seduta, e per riflesso decido di alzarmi in piedi, temendo che mio zio volesse presentarcelo.
Infatti, quest'ultimo ci affianca e si rivolge all'uomo al suo fianco.
"Lui è Chris, uno dei miei colleghi di lavoro."
A quelle parole incontro il suo sguardo e quasi non mi viene un colpo nell'istante in cui lo guardo per la prima volta così da vicino.
È alto ed è sicuramente ben piazzato nonostante il suo fisico sia coperto interamente da un completo blu scuro elegante, con tanto di cravatta abbinata e una camicia bianca accuratamente abbottonata fino al collo.
Il colore del completo richiama i suoi occhi azzurri, resi ancora più cristallini dalla luce del sole che inizia a farsi sempre più aranciata, che vengono incorniciati perfettamente dai capelli corti e la barba folta di un colore tra il castano e il biondo scuro.
Rimango paralizzata per qualche secondo, sentendo la gola sempre più secca dal momento in cui si è avvicinato a noi.
Peggiora le cose nel momento stesso in cui mi guarda, appena mio zio mi indica presentandomi come sua nipote, e mi squadra velocemente da capo a piedi guardandomi di sottecchi con le sue ciglia lunghe, imbarazzandomi senza un motivo apparente.
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Chris Evans || One Shot
Short StoryRaccolta di One Shot su Chris Evans, ognuna accompagnata da una specifica canzone. Buona lettura!
