Amanda

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Erano le 7 del mattino.

Non mi ero ancora alzata dal letto, nonostante avessi dovuto sbrigarmi, ma non riuscivo a far altro che sorridere.

Il sole era alto e così splendente che mi aveva messo allegria.

Chiusi per un attimo gli occhi e gli aprì per poi alzarmi lentamente, quasi come se il gesto fosse stato un sacrificio.

Presi la bacinella d'acqua che la sguattera aveva riempito il giorno prima, mi sciacquai la faccia e me l'asciugai.

Indossai la livrea, che era composta da una vestito grigio e un grembiule bianco.

Mi misi la cuffietta, sempre bianca, dopo aver sistemato i miei capelli neri in uno chignon basso.

Una volta che finii di preparami, uscii dalla mia stanza e raggiunsi quella di Madame Leroy.

Madame Leroy era una donna sulla trentina e per metà era di origine germanica. Aveva un colorito così candido quanto invidiabile e dei lunghi capelli biondi le incorniciavano la faccia ovale.

I suoi occhi verdi erano in grado di essere così freddi ma allo stesso tempo così pieni di emozione, che ci si perdeva a capire cosa provasse.

Entrai e scostai leggermente le  tende, per svegliarla senza lasciarle vivere il momento traumatico dove di primo mattino si sente una persona starnazzare.

"Buongiorno Evelyn" disse lei appena aprí gli occhi

"Buongiorno Madame Leroy" dissi

"Se non mi sbaglio non dovresti trovarti qua" rispose

"Non vi sbagliate. Ieri sera mi avete detto che prima di congedarmi dovevo ricordarvi che stamane dovevate andare a fare colazione al Café Voisin, con vostro cugino" la informai

"Grazie per l'informazione" disse mantenendo il tono neutrale

"Grazie a voi per la vostra disponibilità. È stato un piacere lavorare qui. Ma non voglio perdermi in chiacchiere, quindi vi auguro buona giornata" dissi uscendo

No, non è stato un piacere lavorare qui ma era comunque un privilegio, anzi, un dono di Dio.

Non so come mi sarei arrangiata una volta uscita di qui ma fortunatamente ho il pregio di risparmiare una somma del mio guadagno, quindi sarei riuscita a farcela per due settimane, a patto che avessi mangiato due volte al giorno.

Ma da una parte sono contenta che mi abbia licenziata.

No che lei fosse una cattiva persona, per carità. Quando non si facevano le cose che voleva e nel modo nella quale voleva, si arrabbiava, ma non aveva torto siccome pagando una persona bisogna cibsi aspetta che sia in grado di adempire ai propri lavori.

A dire il vero era per suo marito, il quale aveva diverse relazioni fuori dal matrimonio, che rendeva tutte le situazioni tese.

Inoltre aveva anche dei problemi di autocontrollo, perché non appena era arrabbiato, lanciava e rompeva ogni cosa che lo circondava. A volte ho seriamente paura che potrebbe sfogare la sua rabbia su di me o sulla sua povera moglie.

Ma siamo chiari, Madame Leroy non era una donna da compatire piuttosto era una persona da stimare per la sua tenacia.

Nonostante le brutte abitudini di suo marito camminava sempre a testa alta e non si faceva mai mettere i piedi in testa da nessuno.

Lei era un esempio per tutte.
Tutte la imitavano, tutte la rispettavano e nessuna si azzardava a parlare male di lei.

Talvolta la aiutavo ad organizzare delle feste così strepitose che mi meravigliavo come solo due menti riescano a pianificare qualcosa di così grandioso.

Non importava lo status sociale, il sesso, la razza o quant'altro, tutti volevano solo essere partecipi della festa che sarebbe stato l'argomento principale di conversazione, almeno finché Madam Leroy non ne avrebbe organizzata un'altra.

"Evelyn" mi richiamò Madame Leroy, facendomi entrare nella sua stanza.

"Io sto per morire" disse lei

"Cosa?" chiesi sconcertata

"La scorsa settimana il dottore che mi ha visitato mi ha detto che non mi restava molto tempo" disse

"Come?" domandai

"Il sangue che tu hai pulito ieri mattina dal mio letto, non era quello delle mestruazioni, ma quello che sputo fuori quando tossico.
A dire il vero è da un po' che non mi vengono le mestruazioni e di giorno in giorno il dolore e il sangue sembrano aumentare.
Non lo volevo dire a nessuno, ma dopo ho scelto di dirlo a te, perché mi sento di darti una spiegazione.
È da tempo che sei qua e anche se a volte commetti qualche errore, io mi sono affezionata a te.
Magari non siamo migliori amiche per sempre ma varie volte mi hai dimostrato di essere leale, ed è per questo che ho intenzione di lasciarti una mia proprietà" spiegò lentamente

"Madame, io sono molto provata da quello che mi ha detto e allo stesso tempo sono colpita. Io non so... " dissi sconvolta

"Ma io so che tu volevi avere una tavola calda.
Ora ascoltami per bene, il posto lo hai e per il resto hai i risparmi. E poi perché pensi che io vada al café se sono in un punto di morte? Lo faccio per te.
Mio cugino potrebbe aiutarti nella gestione e sono sicura che lo farebbe anche senza avere una somma molto proficua" disse

"Io... La ringrazio" dissi trattenendo le lacrime

"Quando io morirò tutto ciò che ho fatto resterà un ricordo astratto. La gente non parlerà più delle feste di casa Leroy ma degli scandali di casa Leroy, del tipo chi va a letto con Richard? E io desidero che almeno per te possa rimanere qualcosa di me, possibilmente qualcosa di bello.
Io ho i mezzi e tu hai i sogni e per qualche strana ragione questo duo funziona. Quindi io sarei onorata che tu prendessi la proprietà" rispose lei prendendomi la mano e sorridendo

"Ok, la parte toccante è finita. Avrai tempo di piangere al mio funerale.
Mettiti il vestito da passeggio, che ti presento mio cugino" disse

Andai nella mia stanza e tirai fuori da una valigia un vestito semplice ma carino.

Era blu cobalto, avevo il corpino di un blu leggermente più scuro e le maniche strette.

Siccome non faceva particolarmente caldo presi anche un mantellinaq corta, che era di una tonalità più scura del vestito.

Mi tolsi la cuffia per poi mettere il mio grazioso vestito.

Uscì dalla camera e aspettai Madame Leroy alla porta della sua stanza.

Nel giro di 5 minuti lei mi raggiunse.

Aveva un vestito rosa cipria che esaltava la sua carnagione candida.

E ci indirizzammo insieme al Café.

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⏰ Terakhir diperbarui: Mar 19, 2024 ⏰

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