Morgana

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Mi chiamo Morgana.

Ho un nome bellissimo, lo so. Avrebbe dovuto richiamare cavalieri e gesta eroiche, almeno questa era l'idea di mamma quando l'ha scelto, ma non avrebbe mai potuto immaginare che per me sarebbe diventato un tormento. Ebbene, a scuola mi chiamano Morgana la nana. Già... fa anche rima.

Da piccola, tutti mi dicevano che ero molto carina. Sono cresciuta, sono rimasta piccolina e nessuno mi fa più un complimento.

Chissà perché. Sarà per i miei arti corti e tozzi, o per la testa voluminosa. Forse per i miei capelli neri e crespi che devo tenere legati, altrimenti sfidano la legge di gravità e si alzano intorno alla testa come attirati da una forza elettrostatica.

Mi sono rassegnata. Non sarò mai bella come alcune mie compagne che si sparano le pose su Facebook. Fa niente. Sono come una margherita in un campo di rose. Essere diversi non significa che si ha qualcosa di meno, anzi. La diversità è ricchezza e rende l'individuo speciale. Mamma me lo dice sempre e io voglio crederci anche se non ho ancora un'amica del cuore, tranne Celeste che incontro, ogni tanto, al centro ospedaliero. Lei mi capisce perché è come me, affetta da una forma di nanismo, anche se non ha avuto la fortuna di avere due genitori meravigliosi come i miei. È una ragazza molto intelligente, ha persino imparato a leggere da sola.

Oggi inizio la prima media. Nuovi professori, nuovi compagni. Potrei anche trovarla un'amica, chissà. Lo spero tanto, come spero che non inizino a chiamarmi Morgana la nana.

- Morgana, scendi, è tardi - urla la mamma dalla cucina al pianterreno.

La mia camera si trova al primo piano come quella dei miei genitori. Mi volto, guardo la stanza piena di disegni alle pareti, con le tende di velo trasparente che si muovono al tocco del venticello che entra dalla finestra socchiusa. Mi trasmette un senso di calma che cerco di racchiudere nel cuore. Ho un po' di timore perché non so cosa mi aspetti. Forse altre prese in giro, sguardi curiosi e bisbigli alle spalle. Ce la devo fare. Per nessuno è facile iniziare un nuovo ciclo scolastico. Per me è solo più complicato.

Prendo lo zaino rosso fuoco e sorrido. L'ha scelto papà dicendomi che così all'uscita da scuola mi avrebbe subito individuato tra la folla di scolari scalmanati. Come se potessi confondermi tra gli altri! Non ho detto nulla, il rosso mi piace tanto, anche se il mio colore preferito è il rosa. Scendo di corsa.

Sul tavolo c'è una tazza di latte con il caffè e un cornetto alla crema. Non so se riuscirò a mandar giù qualcosa, ho lo stomaco chiuso.

Mi siedo e bevo un sorso di latte.

- Morgana, tutto bene? - mi chiede la mamma. Si è accorta del mio nervosismo.

Faccio cenno di sì e continuo a sorseggiare il latte.

- È ora di andare - dice dopo un po'. Anche lei è preoccupata. Mi dispiace, non vorrei che lo fosse. Che sarà mai. È solo il primo giorno di scuola.

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Consigliato nelle scuole. 

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⏰ Last updated: Mar 23, 2021 ⏰

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