Miami, 13 novembre 2020

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 Miami, 13 novembre 2020

Mi chiamo Madison, ho 16 anni e soffro di una forte depressione post traumatica..

Mi sono trasferita qui da poco, con mio padre ed i miei 3 fratelli, nella speranza di ricominciare una nuova vita, o almeno cosi Jeremy crede.

Oggi pomeriggio mi presenterò alla preside del nuovo liceo, cosi che lei possa analizzarmi e farsi un idea del tipo di studentessa che sta per ammettere, parliamoci chiaro, non amo studiare, andavo di merda in quasi tutte le materie fatta eccezione per la chimica nella quale me la cavavo discretamente; in realtà poco mi importa del giudizio di una zitella 50enne che basa la sua vita solo sul suo lavoro e i suoi studenti.

Entro nell'ufficio di Miss Welsh, e cazzo, non è per niente come me l'aspettavo, è una bella donna, e di sicuro non una 50enne zitella; anche mio padre sembra averlo notato infatti mi giro verso di lui e gli tiro una gomitata per risvegliarlo dalla sua trance.

-Buongiorno Madison, e lei deve essere il signor Peréz, prego accomodatevi. –

- Salve!- rispondiamo all'unisono, sedendoci sulle comode poltroncine in velluto posizionate di fronte all'imponente scrivania.

– La prego, mi chiami Jeremy- aggiunge lui, ed io non posso far altro che alzare gli occhi al cielo.

-Senza giri di parole, in questa scuola non siamo soliti ad ammettere studenti a corso iniziato, per cui devi dimostrare di meritarti un posto qui, senza cacciarti in qualche disastro e mantenendo una media dei voti pari all'8- sputa lei con tono severo, alternando lo sguardo tra me e mio padre, soffermandosi più spesso su di lui.

-Le assicuro che Madison si impegnerà e non la deluderà- "Dio sembra un bambino che lecca il culo a chiunque pur di avere la sua caramellina" penso e mi maledico mentalmente per l'immagine disgustosa che mi si è presentata.

- Già, lo farò- mi limito io con fare parecchio annoiato.

-Perfetto allora spero di non vederla più qui dentro signorina, buona giornata.- ci liquida lei molto sarcasticamente.

-Arrivederci!- la saluta mio padre ed io faccio solo un cenno con il capo, pur di uscire di qui in fretta.

Una volta entrati nella Mustang Shelby gt500 di mio padre, per tornare a casa, collego il mio telefono all'impianto stereo e faccio partire la mia canzone preferita di Migos - Pure water e comincio a cantarla a squarciagola, fino a quando papà interrompe la mia magnifica esibizione...

– Carina miss Welsh, che dici?-

-E' sicuramente il tuo tipo papà e ho notato come flirtavi con lei, non le toglievi gli occhi di dosso, un po' meno la prossima volta, non vorrei avere problemi qui, nuova vita ricordi?-

-Mmh hai ragione piccola..- il discorso finisce li ed io premo play per far ripartire la mia playlist.

Io e mio padre abbiamo sempre avuto un bel rapporto, è il mio migliore amico, come i miei fratelli del resto, essendo l'unica ragazza a casa sono sempre stata trattata da principessa; non ho mai conosciuto mia madre, l'unica cosa che mi è rimasta di lei sono le origini brasiliane e qualche foto sbiadita, non è mai stato un problema per me, amo la mia famiglia così com'è, non abbiamo bisogno di un'altra donna che si imponga su di noi.

Entrati in casa saluto il resto della banda, come piace chiamarci a noi, e ci dirigiamo sui divanetti a bordo piscina, mentre Jamie mio fratello più piccolo che ha 14 anni si butta in piscina e Jonah il più grande tira fuori dalla tasca una cima d'erba e comincia a rollare; è il nostro momento di pace, fumiamo tutti in casa, escluso Jamie ovviamente, lui è ancora troppo piccolo; a papà non da fastidio, anzi, il più delle volte è lui che ci procura la roba.

-Allora schizzata, com'è la preside? figa?- mi chiede Mason, il mio gemello.

-Devo dire che non è male un po' troppo rigida per i miei gusti- aspirando un lungo tiro dallo spinello preparato dalle mani esperte di Jonah.

-Vedremo- afferma lui.

Mason non era presente al colloquio di oggi, in quanto la preside ha ritenuto opportuno parlare solo con me dati i miei "problemi".

Dopo cena me ne vado in camera mia e dopo essermi buttata a letto, mi perdo nei miei pensieri "chissà come saranno i ragazzi della scuola, ma soprattutto chissà come saranno le ragazze" mi sono sempre piaciute le ragazze, l'ho capito all'età di 13 anni quando ad un pigiama party baciai Allison Stevens e sentii per la prima volta le famose farfalle nello stomaco, all'inizio non capivo cosa mi succedesse, poi a 14 anni persi la mia verginità con lei e li ne fui veramente convinta, siamo state insieme per 3 anni, l'amavo davvero... ma questa è un'altra storia.

Mi addormento così pensando a lei e alla nostra relazione. Mi sveglio di soprassalto tutta sudata quando uno dei ricorrenti incubi si fa spazio tra i miei sogni. Tutto ciò che riuscivo a vedere e sentire erano dei fari e il rumore di una sgommata sull' asfalto, così prendo una di quelle pasticche che mi erano state prescritte dal medico per l'insonnia, nella speranza di riaddormentarmi.

What if...Where stories live. Discover now