Wolf Distrikt

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Wolf Distrikt

Sentì in lontananza un rumore, qualcosa che esplodeva se non sbagliava, ma con gli occhi bendati e in fin di vita non poteva essere sicuro di aver davvero sentito un rumore. Aveva i sensi congelati e con esse anche il suo corpo. Le labbra tremavano e il respiro era sempre più lento e debole.

Stava davvero morendo, ma almeno aveva salvato Hanne da un'altra tortura, anche se non ne era sicuro. Era incredibile che pensasse solo a lei prima di andarsene, era come se il suo sub conscio volesse dirgli di non arrendersi, di rimanere con lei.

Ma lei non lo voleva, probabilmente stava già trovando un modo per scappare e lasciarlo lì, da solo, a morire come un cane. Al sol pensiero sorrideva amaramente, era davvero un modo orribile per andarsene.

Chi avrebbe pensato a Hanne? Da sola avrebbe di sicuro ucciso ogni essere vivente presente nella Vecchia Berlino e non avrebbe mangiato bene. Aveva gusti strani e i cibi che comprava non erano per niente salutari. Sarebbe morta prima del dovuto con quella dieta schifosa.

Continuava a pensare a lei, a quando si erano conosciuti e quando aveva ucciso un uomo che voleva rapirli. In fin dei conti aveva paura di perderla, ci era affezionato più di quanto volesse far vedere, ma non era sicuro che la diretta interessata lo sapesse.

Era intelligente, sveglia, ma per certe cose diventava ifiota. Non era brava a percepire i sentimenti positivi degli umani, era come un computer creato solo per fare calcoli e risolvere problemi. Molto probabilmente non aveva nemmeno dei sentimenti.

Sospirò. Non poteva davvero credere che sarebbe morto senza prima rivederla. Che ingiustizia.

Dei passi, un andamento lento. Era tornato? Sentiva chiaramente qualcuno camminare, quindi voleva dire ce il vecchio era di nuovo lì. Cosa voleva? Non aveva ancora finito?

<< N-non...so...n-niente...io... >> cercò di parlare, ma tra un tremolio e l'altro le parole diventavano incomprensibili << non...Non so...nie...nte...>>

I passi si fermarono, come se quel vecchio lo stesse ascoltando per davvero. In ogni caso sentiva che era di fianco a lui.

<< Io...sono....Un Educatore...io...>> faticava a parlare, respirava affannosamente e pregava di morire il più velocemente possibile.

Una mano si appoggiò sulla sua testa e lo fece sobbalzare. Non era il tocco rude del vecchio o degli altri educatori ma uno gentile, come se quella persona volesse aiutarlo.

Eppure conosceva quella mano...

<< Hans, sei un idiota. >>

<< Ha...Hanne?! >> al solo sentire la sua voce il corpo del ragazzo riprese a muoversi nel tentativo di liberarsi << Hanne! Hanne...sei tu? >>

<< Certo che sono io! Smettila di parlare e lasciati aiutare! >>

La ragazza cominciò a concentrarsi sui lacci che tenevano legato il ragazzo, mentre quest'ultimo la lasciava fare. Non la vedeva ma gli bastava sentirla di fianco a lui, era incredibile che fosse venuta a salvarlo.

<< Hanne...sto... >>

<< lo so! Lo so! >> dopo aver tolto anche l'ultimo laccio prese Hans per la vita e, con tutta la poca forza che aveva in corpo, lo trascinò fuori dalla vasca << Insomma...ti lascio solo due minuti e finisci in fin di vita! >>

Il ragazzo ridacchiò leggermente, rannicchiandosi per sentire meno freddo. Lasciargli i vestiti bagnati addosso non era il massimo, ma non aveva altra scelta.

<< Hans...dobbiamo andare. >>

<< Lo...so... >>

cercò di alzarsi in piedi, tentando di muovere le gambe. Con la poca forza che gli era rimasta riuscì nel suo intento, ma non era in grado di muoversi e Hanne lo aveva notato subito.

<< Abbiamo poco tempo...quanto riesci a muovere le gambe? >>

<< Posso provare a camminare....ma la corsa è fuori....discussione...>>

<< Non preoccuparti. Ho trovato una via di fuga, il "moccioso" ci ha preceduti! >>

Gli fece mettere il braccio sulle sue spalle per sostenerlo mentre con l'altra mano gli cinse la vita. Era dannatamente pesante, e dire che mangiava poco e i suoi muscoli non erano poi così accentuati. Ma per quanto il peso del moro la stesse schiacciando doveva resistere.

Non voleva lasciarlo lì, gli serviva.

<< Preceduto? >>

<< Ja. A quanto pare ha fatto saltare in aria una parte dell'edificio. Non è molto grande ma una persona alla volta possono passare. >>

Hans la guardava sempre più confuso, a volte era davvero difficile capire quello che pensava.

<< Cosa stai dicendo...? In che senso...non è molto grande? >>

<< Leo aveva pensato a tutto. Dietro il muro che ha fatto esplodere ci sono le tubature che portano l'acqua sporca fuori dalla città! >>

<< Quindi...scapperemo dalle fognature? >>

Hanne sorrise. Rispondere era inutile, dopotutto lei era pronta a tutto.

La Contrada del LupoWhere stories live. Discover now