Quando Michela si trova catapultata in un piccolo borgo sperduto nel nulla, ha già presente il futuro di noia che l'aspetterà. Fino a quel momento, il suo unico problema è stato l'autolesionismo che marchia il suo corpo. Ma ben presto si renderà con...
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Ore 15.30
Vedo la lama che scintilla. È nuova, pulita. Un taglierino di dieci centimetri. L'impugnatura entra perfettamente nella mano.
Arrivo con la punta alla carne, la incido leggermente.
Cadono poche gocce di sangue.
Non è la prima volta che lo faccio. Sì, perché mi fa stare meglio.
Tagliarmi mi fa stare meglio...
Mi chiamo Michela, ho sedici anni e sono autolesionista. Si dice così, no?
Sono nella mia stanza in questo momento. È spoglia. Sulle pareti ci dovrebbero essere i segni dei poster.
Sai quando li stacchi e sotto il muro è più bianco? Però il muro è dello stesso colore, perché qui ci sono stata nemmeno un anno.
In un anno i muri non si ingialliscono tanto e in un anno le persone non cambiano. Come mia madre, che è sempre presa dai suoi problemi. I "suoi" problemi, che non includono sua figlia ma includono sempre un trasloco veloce ogni volta che le cambiano posto di lavoro.
Comunque... gli scatoloni sono pronti. Sono piccoli,perché non ci sono molti ricordi da portarsi dietro questa volta. È ora diandare, urla mia madre. È ora di cambiare città.