laila nower.
una ragazza 16enne dai ricci biondi, spruzzi di lentiggini sparsi sul viso, occhi azzurri mare, come se li avessero ripescati dalle profondità dell'oceano altantico.
era una ragazza con speranza e sogni negli occhi, ancora una bambina.
in effetti la definivano molto infantile per questa sua caratteristica, ma infondo che ne sanno gli adulti? sono solo invidiosi no?
vorrebbero ancora sentirti come si sentiva laila, volevano sentirti ancora liberi e continuare a sperare che tutto si aggiustasse, continuare a credere nel fato, nel destino, nel proprio finale felice, come faceva lei.
nonostante la famiglia disastrata, la morte di suo padre, che era l'unico che la supportava e le riusciva a far tornare il sorriso, e gli abusi psicologici da parte della madre e della nonna lei continuava imperterrita a sperare che le cose si sarebbero aggiustate.
una combattente, una che non molla mai.
così la definiva la sua migliore amica, sam.
erano molto simili, entrambe solari e timide, amavano suonare, in particolare la chitarra classica e il pianoforte.
erano solo loro, contavano l'una sull'altra.
erano definite delle perdenti a piena regola a scuola, ed in effetti lo erano.
erano quel tipo di ragazze che amavano leggere e isolarsi dal resto del mondo, non come il resto dei ragazzini popolari che pensavano solo al sesso o all'alcol.
a loro piaceva guardare le stelle nel giardino di sam.
le avevano anche spesso definite lesbiche per quanto fossero legate. a loro non importava, non finché erano insieme.
però, tutto questo cambiò.
con la morta della nonna di laila, che era l'unica cosa che le teneva legate alla triste cittadina di hawkins, la madre decide di trasferirsi per ricominciare tutto da capo.
«dobbiamo dimenticare le cose brutte che sono successe qui,laila.» queste erano state le parole della madre, prima di annunciare il trasferimento a derry, nel maine.
così la vita di laila sarebbe stata di nuovo in subbuglio dopo un breve periodo di calma.
avrebbe avuto la possibilità di ricominciare tutto da capo, nonostante sapeva che in un modo o nell'altro sarebbe comunque stata etichettata come una perdente.
era quello che era, no?
ma infondo, questi sono i pregi di essere una perdente.
