Capitolo Uno

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Un urlo agghiacciante, come un tuono prima della tempesta, anticipava la pioggia di sangue che sarebbe precipitata sulla contea di Carrick quel giorno. C'era già odore di morte per le strade, eppure la guerra non era ancora cominciata. Non si combatteva solo per la vittoria: era in gioco il destino del mondo e del genere umano. Dreia osservò a lungo la fodera della sua spada d'argento. Aveva già vinto molte volte nel corso dei secoli, battaglie che avevano determinato la sconfitta di una fazione e la vincita di un'altra, ma quella guerra avrebbe potuto distruggere per sempre la vita sulla terra.
- Sono pronta - disse Emily, lo sguardo rivolto alla sua maestra. Sembrava non avesse alcuna paura.
- Dici così perché è la prima volta - disse Dreia, sforzando un sorriso - Questa è la tua prima guerra. Mi auguro che sia anche l'ultima -.
Trasse la spada e invitò Emily a fare lo stesso con la sua. Il cielo si fece improvvisamente cupo e nuvoloso. Un clima migliore, in ogni caso, non avrebbe tolto agli abitanti della contea il terrore dai loro cuori, né l'angoscia e la disperazione che sarebbero arrivati in seguito.
- Coraggio, andiamo - disse Dreia. Si incamminarono verso il castello. Era un freddo mattino d'inverno.

***


Circa 40 anni prima, a Carrick, nel nord dell'Irlanda...
Il gran consiglio dei saggi aveva formato un cerchio perfetto intorno alla Pietra Nera. Sulla cima del monte Arderin, quella notte, erano presenti tutti i gran consiglieri dell'Ordine del mondo. In attesa dell'arrivo dell'Alta sacerdotessa, stavano discutendo sulla profezia. Erano pieni di dubbi e di paura.
- Silenzio! - tuonò una voce dal centro del cerchio. Nessuno si era accorto che Dreia era già lì, talmente erano presi a confabulare. Piombò il silenzio.
- In quanto Alta sacerdotessa del Sacro Ordine delle Aquile ho il dovere di annunciarvi che il bambino è già sulla Terra -. 
Sebbene alcuni tra i saggi non fossero completamente d'accordo con lei, non ebbero il coraggio di interromperla né tantomeno di contraddirla.
- So che alcuni di voi - proseguì Dreia - non credono alla profezia. Vi dico, con certezza, che questi tra voi che non credono si basano sul nulla e preferiscono le congetture e le teorie più assurde, delle quali si fidano ciecamente senza interrogarsi. La profezia, invece, si fonda sulla conoscenza più antica e sulla saggezza della Grande Aquila Bianca, a cui dovremmo essere tutti riconoscenti per il dono dell'immortalità. Ora, sappiamo tutti cosa è scritto nei fogli antichi, sacro testamento dell'Aquila -.
- Il bambino va eliminato - disse lo stregone Ilohar, preoccupato di trarre in fretta le conclusioni. Quella frase scatenò un'accesa discussione all'interno del gran consiglio dei saggi. Streghe e stregoni cominciarono a consultarsi a vicenda e arrivarono anche al litigio.
- Silenzio! Per favore... - intervenne Dreia, cercando di riportare l'ordine. Si tolse il copricapo bianco piumato e i lunghi capelli scuri le ricaddero sulle spalle. Era un segno, significava che era molto preoccupata.
- Sì - riprese, rivolgendosi prima a Ilohar e poi a tutti gli altri - Il bambino va trovato e va eliminato.
- Sono al tuo servizio, come sempre, Dreia... - disse Ilohar. Lo stregone non eseguiva molto volentieri gli ordini della sacerdotessa, ma quando si trattava di uccidere era sempre pronto a ubbidire.
- No - rispose lei, solenne - Sei un ottimo guerriero, Ilohar, ma ti voglio sul campo di battaglia, non per uccidere una creatura debole e indifesa. Penserò io al bambino.
- Come vuoi tu... - rispose lo stregone, cercando di non mostrarsi amareggiato.
Dreia si avvicinò alla Pietra Nera, con passo deciso. Si guardò le mani, avvolte in guanti di seta candida. Avevano cominciato a tremare. Le teneva nascoste perché per lei erano orribili: grosse e piene di cicatrici. Nessuno avrebbe dovuto vederle. Poggiò entrambe le mani sulla Pietra e pronunciò ad alta voce ciò che era inciso su di essa: sa lahar do rahis, che nella lingua degli Esseri significava Noi vegliamo sugli uomini. Questo era il Sacro Ordine delle Aquile: un'antica società segreta di esseri immortali – i non-nati, o Esseri – che manteneva il potere occulto e aveva in mano il destino di ogni mortale presente sulla Terra. L'Ordine agiva nell'ombra per lasciare l'uomo nell'illusione di essere libero. Se egli avesse scoperto la verità, sarebbe sicuramente impazzito o avrebbe vissuto da infelice per il resto dei suoi giorni. L'uomo è una creatura debole e non autosufficiente: egli non può badare a sé stesso, deve essere guidato dall'alto. Questo uno dei principii fondamentali dell'Ordine. L'aquila era il simbolo di colei che veglia dall'alto e rappresentava una precisa funzione nel mondo. L'Ordine, infatti, non era una divinità, non desiderava essere adorato o venerato. L'Ordine era al servizio dell'uomo. 


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⏰ Last updated: Jan 11, 2021 ⏰

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