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Amare prima se stessi, mettere al primo posto se stessi... quello che più o meno dicono tutti e ultimamente me lo sono sentita dire molto. Dicono che serva per guardarsi e guardar il mondo in modo diverso, per poter contare sempre su sé stessi, per poter camminare con le proprie gambe, non contare su nessuno, essere forti, ma io mi chiedo come si fa? Sono una persona che sa dare, sa ascoltare, sa amare però sempre gli altri, mettere sempre al primo posto il sorriso di chi si ama, un momento buio di una persona che ti è stata vicina, ma mai sé stessa. Ed è una cosa che non concepisco poter fare il discorso di amare sé stessi a tutti ma non a me. Cos'ho io che non va? Cos'ho io per non potermi amare? Probabilmente ho talmente amato ciò che mi sta attorno senza però riservarmi un po' di questo amore. Mi sono fatta spesso queste domane e allora ho deciso di prendere forza, anche se con tanta paura, e guardarmi dentro, guardare quelle piccole parti di me che cerco di nascondere e capire davvero dove sta il punto dove le cose non si collegano. La prima cosa che ho visto è stato il mio cuore, ma non come lo voglio io, a pezzi. Diviso in tanti piccoli pezzi, da soli, che si sentono soli, che si sentono sbagliati, non apprezzati, non voluti, odiati, senza nessun collegamento, senza nessuna forza e voglia di stare legati. Con delle lacrime agli occhi, mi sono seduta e ho deciso di provarci, a fare cosa? A prendere ogni piccolo pezzettino e provare a guardarlo con quella cosa che mi spaventa tanto, l'amore. Amore, che grande parola, non solo in senso relazionale, ma in ogni senso. Amore per un amico, amore per mia mamma, amore per quel dolce che non riesco più a mangiare perché la testa mi dice di no, amore per quella serie tv che mi ha fatto capire tante cose, amore per quel film che mi ha fatto commuovere, ma che ho troppa paura di riguardare perché porta con sé troppi ricordi, amore per quella canzone che ti fa venire voglia di ballare e cantare, amore per quella persona che ora ti ha portato ad aver paura di amare. E mi chiedo Eleonora, davvero una persona può permetterti di aver così tanta paura di amare? Davvero una persona può privarti di fare la cosa che più ti piace cioè amare? Davvero una persona può permettere che tu non voglia più amare te stessa? Davvero? Beh la risposta è un grandissimo NO. Allora ho ripreso tutto, tutti i pezzi del mio cuore, tutte le paure, le paranoie, le ansie che mi logorano e le ho messi lì davanti a me. Cos'hanno fatto di sbagliato? Cos'ho fatto di sbagliato? Nulla se non voler amare. Amare non è uno sbaglio, amare non è un errore, amare è vita e se voglio vivere forse dovrei cominciare ad amare me stessa tanto quanto ho amato gli altri. Guardo quei pezzi di me, trascurati per non trascurare gli altri, e decido di ascoltarli, comprenderli, farli sentire sicuri, non farli sentire sbagliati, calmarli, consolarli e provare ad amarli. Sì, amare ogni sfaccettatura di me: la me solare, la me con l'ansia, la me amichevole ed estroversa, la me con gli attacchi di panico, la me con grandi obiettivi per il futuro, la me anoressica, la me che pensa fin troppo, la me che sa amare, la me che ha paura ma chi non ha paura? Ed è da qui che voglio cominciare, amare ogni singola parte di me, non fare dei miei problemi una colpa soffocante.

"È difficile, sarà difficile, ma devo farlo per me e per ogni piccola parte del mio cuore che ha sofferto.

"Esiste un concetto che adoro, quello della bellezza collaterale, consiste nel trovare qualcosa di accidentale, di casuale per alzarsi nei momenti bui, un giusto legame tra dolore e qualcosa di inaspettatamente positivo.

Si basa sui tre concetti astratti di tempo, amore e morte che inevitabilmente legano gli uomini alle vicende della loro vita.

Sono tre concetti che con voglia o meno accadono: il tempo passa e ci scorre davanti senza nemmeno accorgersene, l'amore arriva ci fa guardare il mondo in modo diverso, ma magari ci lascia, la morte è inaspettata, ma alla fine è d'obbligo. Credo che la vita di ognuno si basi su queste tre certezze, che ci vada bene o no, ma non devono spaventarci o disorientarci, bensì ci servono per apprezzare ogni minima cosa e riorganizzare tutto partendo dal dolore.

Quindi come posso aver paura di amare se sta alla base della mia vita, di ogni vita? Esatto, non posso e non voglio. Il dolore non deve portarmi via la voglia di guardarmi allo specchio ed essere positiva, di decidere di accettarmi e più avanti, finalmente amarmi. Quando mi chiederanno cosa voglio fare nella vita risponderò amare, ogni cosa che faccio, stavolta partendo però da me. Perché adesso lo so che non deve farmi paura una cosa così bella. Per finalmente un giorno guardarmi e dirmi "Eleonora io ti amo, esattamente come sei".

amore...Where stories live. Discover now