UNO DI MENO

485 3 4
                                        

Oh, avrei dovuto immaginarlo. Viene e bussa alla mia porta, lei, come uno dei tanti prima e uguali a lei. Bussa alla porta di un vecchio che si è ritirato in campagna per stare lontano dalla gente e che come risultato ha ottenuto l'opposto. Lei, gli altri giornalisti, come zanzare durante un'estate umida, piombate qui e mi pungete con le vostre domande, come se non avessi risposto abbastanza.
Ma per l'uomo niente è mai abbastanza, quindi prego, entri nella mia casa piena di mobili dozzinali, si accomodi, scelga la poltrona o la sedia, per me non fa differenza. Sono un vecchio decrepito, ma poco cambia un pomeriggio su un cuscino o su uno sgabello di legno.              Posso offrirle qualcosa da bere? Magari dell'acqua? Un succo di frutta? Una birra? Vada per niente, allora, ma che non trascriva su quel suo ridicolo bloc-notes che sono un padrone di casa inospitale.

Sono nato nel duemilachiccazzosenefrega e come tutti ai miei tempi, sono cresciuto rinchiuso nell'appartamento dei miei genitori, davanti ad un televisore che ad ogni stacco pubblicitario mandava i faccioni dei capi di stato che ci avvertivano su quanto fosse crescente il tasso di criminalità. Come se servisse spiegarcelo, poi.
Mio padre, pace all'anima sua, venne rapinato qualcosa come 5 o 6 volte tra i miei 8 e 10 anni. Mio padre era un prodotto del suo tempo sgretolato. L'accettazione faceva parte di lui. E io, ch'ero ragazzino, mi infuriavo. "Quando crescerai, capirai." Diceva spesso. Ed in effetti crescendo capii. Capii e mi arrabbiai ancora di più. Forze dell'ordine incapaci di mantenerlo, fondi tagliati alle carceri, vigilanti che morivano senza giustizia nei vicoli. Era come stare a Gotham City, ma nessuno dei vigilanti aveva i soldi di Batman.                                                       
Mi ribellai al mio tempo come potevo nel fiore dei miei anni: con le cuffiette nelle orecchie e la musica sparata a tutto volume.
E mia madre, maledetta l'anima sua, sembrava godere nel sottolineare che niente sarebbe mai cambiato. Quanto si sbagliava e quanto mi avrebbe odiato, in seguito.
E nella piazza della mia rivolta personale, trovai tre persone... due persone come me e uno che lo mascherava - che ironia - molto bene. La domanda sorgeva da una vecchia canzone "Non sarebbe bellissimo guarire il mondo con solo una canzone?"

E io lo so che vuole i nomi. Lo so che il mio è noto e il loro no, ma li chiamerò come quando stavamo sul palco: Red Anger, Sad Face, Crazy Eyes. Nel mio battesimo rivoltoso, mi venne dato il nome di Smiley.

Ci ritrovavamo per suonare, anche se non sapevamo farlo, Crazy Eyes escluso. Lui apprendeva ogni cosa che gli suscitasse interesse. Suonavamo, stonavamo, ci pulivamo l'anima nel garage insonorizzato con confezioni di uova del caro Crazy Eyes.                                      
Ricordo bene la sera di ottobre, quella del debutto. Ricordo il torpore alla bocca prima di avvicinarla al microfono e ricordo la spavalderia di Red Anger nel suo stare un passo avanti a tutti per mostrarsi. Ricordo quella bettola con più pubblico di quel che mi aspettassi, ricordo un impianto scadente più del nostro materiale. Ricordo i volti della gente scavati dalle ingiustizie e ricordo le loro grida unirsi alle nostre in un inno inequivocabile "BASTA".                                        
Ma ancor più di quella sera, mi ricordo il pomeriggio che la precedette. Sad Face e la sua paura di mostrarsi in volto come se tra il pubblico di una band emergente potesse nascondersi un membro di un'organizzazione criminale con un proiettile in canna con inciso sopra il nome degli Executioners. Red Anger e il suo prendersi gioco delle paranoie immotivate di Sad Face. Crazy Eyes - santo Crazy Eyes, sante le sue stranezze e sante le sue mani - placare i timori di Sad Face portandoci delle maschere ricavate da buste della spesa e con disegnate sopra delle espressioni facciali: la mia sorrideva, quella di Red Anger era incazzata nera, quella di Sad Face piangeva e quella di Crazy Eyes aveva la lingua di fuori e due spirali al posto degli occhi, l'unica senza fori per vedere. Suonava la batteria senza bisogno di guardarla.

Has llegado al final de las partes publicadas.

⏰ Última actualización: Apr 03, 2021 ⏰

¡Añade esta historia a tu biblioteca para recibir notificaciones sobre nuevas partes!

Frammenti distopiciDonde viven las historias. Descúbrelo ahora