Eyes

By Not_a_toxic_user28

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Louis Γ¨ costretto ad andare ad una cena dove suo padre dovrΓ  incontrare un importante imprenditore. Quest'ult... More

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-Louis,vestiti dannazione, non puoi andare al ristorante in tuta- mi rimproverò mia madre

-E chi ha detto che io sarei venuto?-.

Lei sbuffò,portandosi indietro i capelli resi boccolosi dalla piastra, mettendo in mostra gli orecchini d'argento.
Mi lanciò addosso dei vestiti e poi uscì da camera mia,mentre io sbuffai sonoramente. Ero totalmente contrario ad andare a quella dannata cena.
Mio padre doveva incontrare un importante imprenditore, un certo Styles, del quale non me ne fregava un'emerita minchia.

Mi infilai i vestiti, che consistevano in una maglietta grigia a maniche lunghe e degli skinny neri.
Non mi interessava se sembravo uno che doveva andare ad un funerale, di quella cena non me ne poteva fregare niente.
Volevo bene a mio padre e a mia madre, ma il loro lavoro lo odiavo.
Eravamo ricchi,molto a dire la verità, ma a me non piaceva.
A scuola mi avevano sempre considerato uno superiore, ma io volevo semplicemente essere al livello degli altri.
Non mi piaceva essere visto come "il ricco sfondato che le ha tutte ai suoi piedi", volevo solo essere visto come Louis Tomlinson.

Una volta messa la maglia e gli skinny strappati sulle ginocchia, misi le mie amate vans rigorosamente nere e scesi al piano di sotto.
Mamma era bellissima, come al solito, con il viso poco truccato e un vestito per niente sfavillante.
Papà era vestito in giacca e cravatta, semplicemente.

-Lou, ci stiamo per incontrare con delle persone ricche il triplo di noi,e tu ti presenti così?- scherzò mio padre.

Io sbuffai.
Non è che se ero ricco allora dovevo vestirmi solo di marca e con robe costose.
Presi il mio giubbotto di jeans,me lo misi e uscii di casa.
Il ristorante era a cinque minuti da casa nostra, così mi accesi una sigaretta camminando nel freddo di dicembre, mentre i miei genitori chiudevano casa e si incamminavano alle mie spalle.

***

Arrivai davanti al ristorante, aspettando i miei genitori che erano pochi metri dietro di me.
Guardai il posto,già da fuori mi faceva ribrezzo: dalle enormi vetrate,si vedeva l'interno, dove il pavimento in piastrelle costose era costellato da tavoli in vetro coperti da tovaglie viola.
Ogni tavolo aveva una sorta di privé,panchine e una tenda.
Troppo lussuoso per me,e quando guardai le persone all'interno vestite super eleganti,mi sentii leggermente fuori luogo.

Mio padre mi spronò ad entrare, e subito un piacevolissimo calore mi avvolse, accompagnato dal profumo di cibo che mi fece chiudere gli occhi e brontolare lo stomaco.
I miei genitori dissero alla cameriera che avevano prenotato, così la ragazza ci accompagnò al tavolo.
Mentre camminavo per la sala, incrociai gli occhi di una ragazza che mi guardava con la bava alla bocca.
Alzai gli occhi al cielo: in molti mi dicevano che ero attraente, ma io non mi vedevo un granché.
Avevo un culo e una vita degno di quelli di una donna, i lineamenti troppo appuntiti e i capelli che non avevano un senso.
L'unica cosa di cui mi vantavo erano i miei occhi,erano azzurri, bellissimi.

Arrivammo davanti ad un tavolo in una zona abbastanza riservata del ristorante, e la cameriera si dileguò con un sorriso.
Il mio solito camminare con la testa bassa non mi fece accorgere che al tavolo c'erano già gli altri.
Così quando alzai la testa per controllare se il tavolo fosse vuoto o meno,mi dimenticai di come si respirava.

Un fottutissimo dio greco era seduto al tavolo con gli occhi sul cellulare.
Non mi avevano detto che ci sarebbe stato qualcuno della mia età, quindi non mi ero preparato!
Lui alzò gli occhi dal cellulare e li puntò nei miei.
Cazzo.
Non avevo mai visto essere più bello: i ricci bellissimi e lunghi fino alle spalle gli contornavano il viso dai lineamenti decisi, dove delle labbra a forma di cuore e rosse, erano appena dischiuse.
E poi,2 occhi verdi come il più brillante degli smeraldi,che in quel momento mi stavano scrutando da capo a piedi.
Distolse lo sguardo da me e si alzò per stringere la mano a mio padre e salutare mia madre.
Subito guardai il suo bicipite sinistro, ben in vista visto che aveva una maglia a maniche corte, che era macchiato da tanti tatuaggi.
E santa madre di dio o di chiunque ci fosse la sopra, che bicipite.
Io riuscii a distogliere lo sguardo dal riccio e salutai i genitori.

-Buonasera- mi salutò il ragazzo,che aveva una voce roca e possente,virile,che mi fece venire i brividi

-Ciao- risposi,cercando di non balbettare e di non cominciare a sbavare come un 14enne in preda agli ormoni.

Mi misi a sedere di fronte a lui, che con un sorriso tutto fossette parlava con i miei genitori.
Lo osservavo mentre parlava,ma le sue parole erano indistinte,non capivo assolutamente niente di quello che stava dicendo perché ero totalmente rapito da quelle labbra color lampone.
Per fortuna,mia madre mi fece distogliere lo sguardo con una gomitata,e quando poi la guardai in volto,notai un sorrisetto.
La guardai come per chiederle che diavolo aveva,e lei si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò

-Hai trovato qualcuno di interessante eh?-.

Io la guardai male,poi arrivò la cameriera a chiedere le nostre ordinazioni.

***

La cena fu abbastanza gradevole, i signori Styles erano molto simpatici,come il figlio,che era gentilissimo.
Però Harry,perché così si chiamava,non perdeva mai occasione per sorridermi:quando incrociava il mio sguardo,quando cominciavo a parlare...e ogni volta che faceva spuntare quelle adorabili fossette ai lati delle sue labbra,mi scioglievo come un fottuto gelato al sole caldo dell'estate.
Poi l'avevo beccato un paio di volte a fissarmi,con una scintilla in quei suoi occhi verdi.
Oppure si divertiva a provocarmi,come per esempio quando si era leccato le labbra per pulirle guardandomi negli occhi,per poi fare un ghigno che era tutto tranne che innocente.

Dopo circa un'oretta di provocazioni,sorrisetti e occhiate fameliche,decisi di andare fuori a fumare una sigaretta,con l'intenzione di calmarmi.
Mi congedai gentilmente,con tanto di sorriso falso sulle labbra,poi presi la mia giacca e uscii.
Quando mi ritrovai fuori,il freddo mi avvolse immediatamente,così accesi una sigaretta velocemente,me la misi fra le labbra e poi infilai le mani in tasca.
Mi incamminai verso un muretto lì vicino,mi sedetti a terra e lasciai ricadere la testa all'indietro.
Feci un lungo tiro dalla mia sigarettta,poi,quando il fumo mi ebbe invaso i polmoni,lo soffiai fuori,chiudendo gli occhi e rilassando le spalle.
Ad un certo punto, sentii la porta del ristorante aprirsi e chiudersi,poi dei passi cominciarono ad avvicinarsi a me.
Non ci diedi importanza,o almeno fin quando questa persona dal passo lento e rilassato non si sedette vicino a me.
Sentii sospirare,così riaprii gli occhi e ne incontrai un paio verdi.
Erano molto vicini a me,forse anche troppo,perché sentivo il suo respiro leggermente accelerato accarezzarmi la pelle

-Che ci fai qui?-gli chiesi,togliendomi la sigaretta dalle labbra

-Avevo bisogno di un po' d'aria,lì dentro si soffoca...e poi,volevo stare in tua compagnia,volevo vedere ancora i tuoi occhi blu- mi rispose,scrollando le spalle.

Io feci un altro tiro poi buttai fuori il fumo,e inevitabilmente sorrisi

-Sai non mi dispiace la tua presenza,e non penso che a te non dispiaccia la mia-continuò.

Io sospirai rumorosamente per la sua sicurezza nel dire quella frase,e come se non bastasse aveva anche detto una cosa giustissima:mi piaceva eccome la sua presenza

-E cosa te lo fa pensare?-chiesi,volendo stare al suo gioco

-Beh, guarda che non sono scemo. Ho visto come mi guardi, e la cosa non mi dispiace, Louis-.

Sospirai di nuovo e mi morsi il labbro inferiore per come il mio nome era uscito perfetto dalle sue labbra, con un bellissimo accento francese,e immaginai come sarebbe stato ancora più bello se l'avesse detto in un'altra situazione

-Diretto- ammiccai, poi gli porsi la sigaretta.

Lui la prese fra le sua dita anellate,che erano magre e lunghe.
Sulla sua mano sinistra,notai tatuata una croce, poi con lo sguardo seguii le vene delle sue mani perfette,fino ad arrivare al suo tatuaggio,che era quasi scoperto dalle maniche della sua felpa tirate leggermente su.
Sorrisi,pensando che lui aveva il tatuaggio dell'àncora,io della corda.
Lui si portò la sigaretta alle labbra, inspirò e buttò fuori,appoggiando la testa all'indietro ed esponendo il collo.
Mi trattenni dal saltargli addosso come una ragazzina.
Cazzo,avevo 24 anni non potevo eccitarmi con così poco,anche se quel pomo d'Adamo così sporgente era una tra le cose più erotiche che avessi mai visto.
Ma che stavo dicendo? Tutto di quel ragazzo era erotico,pure i suoi stivaletti marroni.
Lo stavo guardando forse da troppo tempo,così decisi di chiedere

-Quanti anni hai?-

-23-rispose,guardandomi di nuovo negli occhi.

Era pure più piccolo...

-Senti, se continui a guardarmi così faremo meglio ad andare a casa, e non solo a guardarci-disse poi ad un certo punto,notando come io mi ero perso nei suoi lineamenti ancora una volta.

-Mh, e secondo te io accetterei- dissi,ma poi mi diedi del coglione
Bravo Louis, menti a te stesso

-Ma non prendermi in giro- rispose,prendendo l'ultimo tiro dalla sigaretta e alzandosi.

Io mi alzai a mia volta,mentre lui gettava la sigaretta per terra.
Mi ritrovai costretto a guardare in alto, visto che lui era alto almeno 10 centimetri in più di me

-Mi divertirei a prenderti in giro- dissi poi,provocandolo.

Lui in risposta ghignò,poi si avvicinò al mio volto,soffiandomi il fumo sulla pelle

-Non giocare con il fuoco Louis- mi rimproverò.

Ghignai anche io,poi nel suo orecchio sussurrai

-Potrei dirti la stessa cosa, Harry-.

Il suo ghigno si trasformò in un vero e proprio sorriso,tutt'altro che dolce.
Mi stava urlando: ti vorrei prendere proprio in questo momento, e detto sinceramente io ne sarei stato più che contento.
La tensione stava crescendo esageratemente.
Ci attiravamo come 2 calamite,e il fatto che fossimo entrambi degli stronzi sfacciati non aiutava.
Ci guardavamo negli occhi,bramando l'altro come se fosse la cosa più bella sulla faccia della terra.
E mi piaceva da morire la sua confidenza che aveva nei miei confronti,mi piaceva la sua sfrontatezza,come se quello con cui stesse parlando non fosse uno sconosciuto.
Io invece stavo uscendo definitivamente dai miei limiti.
Mai nessuno mi aveva fatto fare pensieri tanto sconci,e nessuno mai mi aveva provocato tali sensazioni e tali impulsi,che esplosero quando lui mi afferrò per la cintura dei pantaloni e fece scontrare il suo bacino contro il mio.
Si abbassò,poi,senza preavviso,cominciò a lasciare umidi baci sopra al mio collo.
Mi morsi il labbro inferiore quando lambì tra i denti la mia pelle,leccandola e succhiandola

-Harry...- sussurrai,infilando le mani nei suoi ricci morbidi e profumati.

Con uno schiocco lasciò andare la mia pelle,poi a pochi centimetri dalle mie labbra domandò un

-Si Louis?-, che mi fece vibrare ogni parte del corpo.

Il mio sguardo andò a posarsi sulle sue labbra,ma poi lo guardai di nuovo negli occhi.
Vidi le sue pupille dilatate,gli occhi di un verde leggermente più scuro e tanto desiderio.
Così,fregandomene se quello che avevo davanti era un perfetto sconosciuto,incollai le mie labbra alle sue.
Lui non si attardò a ricambiare, poggiando le sue bellissime mani sulle mie guance,poi andò a stringere i miei fianchi.
Circondai il suo collo con le braccia, affondando le mie dita nei suoi ricci che presi a tirare leggermente, con l'intenzione di provocarlo,mentre le nostre labbra venivano morse,leccate e poi si separavano con dei leggeri schiocchi.
Un bacio dopo l'altro, ci ritrovammo davanti al muro di prima,e Harry fece scontrare la mia schiena contro i mattoni freddi.
Le mie labbra si dischiusero per la sorpresa, e lui riuscì ad aggiungere la lingua a quel bacio,che si faceva sempre più passionale.
Non avevo mai baciato delle labbra così perfette,così giuste per me,che si incastravano con le mie come ingranaggi.
Ed era la prima volta che sentivo il desiderio di essere di qualcuno.
Il desiderio di essere marchiato,di essere posseduto da un uomo,il desiderio di graffiare le sue spalle possenti,il desiderio di mordere la sua pelle candida.
Ne avevo bisogno, dipendevo da quello ormai.

Ci staccammo dopo minuti che mi parvero ore,con un sonoro schiocco e un filo di saliva a separare le nostre labbra

-Louis, consiglierei di andare a casa perchè potrei non rispondere delle mie azioni e farti chissà cosa su questo muro- mi disse,con un leggero fiatone.

Io annuii,in preda all'euforia,desiderando solo appartenere ad Harry

-E come facciamo con i nostri genitori?-domandai,ricordandomi che non eravamo da soli ma che i nostri genitori erano ancora dentro.

Lui si limitò a ghignare, poi mi fece cenno di seguirlo dentro al ristornate,e quando arrivammo davanti al tavolo disse

-Emh,Louis non si sente molto bene. Potrei accompagnarlo a casa? Magari gli faccio compagnia-.

I miei genitori annuirono,come i suoi, ma sua madre disse

-Harry, accompagnalo a casa tua, non occupare casa degli altri-.

I miei genitori fecero per ribattere ma feci appena in tempo a salutarli che Harry mi trascinò fuori.
Una volta tornati al freddo gli dissi

-Impaziente Hazza?-

-Primo,non chiamarmi così, secondo,si sono molto impaziente. Quel bacio mi ha sballato-.

Io sorrisi soddisfatto,anche se io non ero ridotto meglio,poi quando arrivammo nel parcheggio i fari blu di una Maserati dal manto nero illuminarono la sala.

Entrammo nella macchina, e ne rimasi meravigliato

-wow...-sussurrai

-Ti piace?- mi domandò,con un sorrisetto

-Si...ma in questo momento mi piace qualcos'altro- risposi,indicando con gli occhi il cavallo dei suoi pantaloni,che si erano fatti stretti.

Lui alzò gli occhi al cielo scuotendo la testa,poi,mentre accedeva la macchina, io domandai

-Quindi vivi da solo?-

-Si- rispose, uscendo dal parcheggio

-E perchè sei voluto venire oggi oggi?Insomma,non mi sembri il tipo per interessarti di lavoro e affari-chiesi

-Beh,perché in casa mia mi annoio,e poi direi che è stata una fortuna venire qui. Guarda chi mi ha fatto incontrare-.

Io ridacchiai,ma prima che potessi dire qualsiasi cosa lui poggiò la sua mano destra sulla mia coscia e la strinse.
A quel contatto mi irrigidii,e di riflesso mi morsi il labbro,sentendo anche i miei jeans farsi fastidiosi.

***

Dopo pochi minuti di viaggio, ci ritrovammo davanti ad una casa abbastanza grande, che intuii essere quella di Harry.
Parcheggiò l'auto nel garage,poi entrammo.
La porta dava sul salone,che era molto grande,con al centro un grosso divano di pelle sopra ad un tappeto zebrato,davanti ad una tv e ad un caminetto.
Harry mi fece togliere la giacca,che insieme alla sua buttò sul divano.
Si avvicinò a me pericolosamente,con uno sguardo che lasciava poco all'immaginazione,poi senza preavviso mi afferrò le cosce e mi fece salire in braccio a lui.
Risi,e poi cominciammo a baciarci.
Lui portò le mani sui miei glutei,stringendoli,mentre delle fitte piacevoli mi colpivano il basso ventre.
A fatica riuscimmo a salire le scale e a trovare la camera di Harry.
Mi lasciò cadere sul letto,poi stando in piedi si tolse la maglietta e rimasi a bocca aperta: un Adone,avevo davanti un fottuto Adone.
Il petto possente,i muscoli delle spalle e dell'addome ben in vista e i muscoli pelvici sporgenti.
Sopra agli addominali definiti si trovava una farfalla d'inchiostro,sul petto 2 rondini e la scritta "17black",che mi incuriosii; poi 2 foglie di felce tracciavano i muscoli del suo bacino.

In un istante me lo ritrovai in mezzo alle gambe,fece strusciare violentemente i nostri bacini e poi mi levò la maglietta.
In confronto a lui io ero magro,leggero,fragile,e quello non aiutava la mia autostima.
Lui probabilmente si accorse della mia improvvisa insicurezza,così mi prese il volto tra le mani,e guardandomi negli occhi mi disse

-Lou,sei bellissimo- io sorrisi

-Anche tu lo sei-.

Harry sorrise a sua volta,e mentre io acquistavo di nuovo la mia sicurezza,lui cominciò a baciarmi di nuovo il collo,mentre io cercavo di slacciargli il bottone dei jeans

-Dio santo- lo sentii sussurrare ad un certo punto

-Il profumo e il sapore della tua pelle mi fanno impazzire- disse,cominciando a succhiarmi la parte di pelle tra la mascella e l'orecchio...doveva aver capito che era il mio punto debole,visto i gemiti che uscivano inconsciamente dalla mia bocca.

Poi,preso dall'impazienza,ribaltai le posizioni,mettendomi a cavalcioni su di lui,togliendogli definitivamente quei jeans fastidiosi,rivelando un paio di boxer troppo stretti.
Cominciai a fare avanti e indietro con i fianchi,mentre con le labbra cominciavo a lasciare baci bagnati sul suo collo,poi sul suo petto,sugli addominali e infine sulla sua erezione,ancora intrappolata dai boxer.
Scattò in avanti con il bacino,facendomi sorridere soddisfatto

-Lou- aveva il fiato corto

-Sei troppo vestito-,mi disse,invitandomi a togliermi tutto ciò che avevo indosso.

Io mi sfilai velocemente i pantaloni,e come mio solito, sotto non avevo l'intimo.
Spalancò gli occhi che poi riportò nei miei.
Erano famelici,carichi di bramosia,mi faceva quasi paura in quel momento,mentre il suo petto si abbassava e si alzava a ritmo veloce.
Le labbra erano rosse e gonfie,a causa dei morsi e dei baci continui.
Mi afferrò i fianchi,graffiandomeli,e mi fece finire di nuovo sotto di lui.
Cominciò immediatamente a marchiarmi,a mordere il mio corpo,a dichiararmi come suo.
Faceva scorrere le sue mani sul mio petto,sul mio inguine,mentre mordeva i miei fianchi,lasciandoci lividi e morsi.

Fece scorrere la sua mano dal mio petto al mio fianco,mentre gli anelli che portava mi provocavano dei brividi,siccome erano freddi.
Poi,spostò la sua mano dal mio fianco,lentamente,fino all'interno della mia coscia. Anche con le labbra fece lo stesso percorso,mi morse l'ultima volta un fianco,fino ad arrivare alla mia coscia,e questo servì ad aumentare i miei gemiti e i miei ansiti. Morse la mia pelle,che era solleticata dalla sua leggera barba,lasciandoci un segno abbastanza evidente ma che non mi causò nessun dolore,anzi,sentii tremare tutto il mio corpo alla virilità di Harry.

-Harry- ansimai supplicante,accarezzandogli i ricci

-Dimmi cosa devo fare Lou- mi disse lui, alzando gli occhi nei miei.

Li,non resistenti più,così lo afferrai per i ricci e portai il suo viso a un centimetro dal mio membro, che ormai era dolorante dall'eccitazione.

-Muovuti cazzo- lo implorai un' ultima volta, prima che lui tirasse fuori la lingua e cominciasse a leccare la mia lunghezza,facendomi gemere come un 16enne alla sua prima volta.

Cominciò il suo percorso di baci per tutta l'asta, finché non la prese completamente in bocca

-Cazzo- gemetti, e quando i miei occhi trovarono i suoi feci lo afferrai di nuovo per i capelli e cominciai a dettare il ritmo dei suoi movimenti.

Buttai la testa all'indietro,continuando a gemere rumorosamente ai suoni osceni che emetteva la sua bocca,che mi fecero eccitare ancora di più, il mio respiro era accellerato e annaspavo nel tentativo di prendere aria.

Sentì l'orgasmo montare, spasmi di eccitazione mi stavano avvisando che stavo per avere l'orgasmo migliore della mia vita,e infatti,quando mi liberai tra le sue labbra gemendo potentemente,constatai che mai nessuno mi aveva fatto provare tali sensazioni con un solo lavoro di bocca.
Lo vidi ingoiare, e quando si rialzò aveva le labbra piene di sperma e saliva.
Sembrava la peggiore delle puttane, e la cosa mi stava mandando il sangue al cervello.
Ma purtroppo,sapevo che quella notte avrei urlato io,visto il suo sguardo.

Si ripulì le labbra con un sorrisetto,e io,distrutto e senza fiato gli dissi

-Guarda come mi hai ridotto con un solo pompino- e lui ridacchiò.

Come se pesassi quanto una piuma, lui mi afferrò per i fianchi e mi fece mettere a 4 zampe,e non mi ero ancora ripreso dall'orgasmo precedente,che quello cominciò a leccare il mio cerchietto di muscoli.
Buttai la testa indietro quando cominciò a penetrarmi con la lingua, e improvvisamente sentii le braccia voler cedere,ma ce la misi tutta per non accasciarmi sugli avambracci.
Continuavo a ripetere il suo nome come una cantilena

Harry, Harry,Harry,Harry,Harry

Poi, lui si staccò e mi penetrò con un dito.
Urlai per il leggero dolore,ma lui aggiunse immediatamente anche il secondo,e accorgendosi del dolore che stavo provando, cominciò a lasciarmi dei baci dolci sulla spina dorsale,che mi causarono la pelle d'oca. Aggiunse anche il terzo dito,cominciando ad allargare il buchino,preparandomi per l'atto che sarebbe avvenuto di lì a poco.Poi,spinto dall'impazienza di averlo tra le mie carni,tra i vari gemiti riuscii a dire

-Harry sono pronto, scopami!-.

Harry non se lo fece ripetere 2 volte,tolse e le dita e mi penetrò con una spinta forte e decisa.
Si aggrappò con le mani ai miei fianchi,aspettando che io mi abituassi a quell'enorme intrusione.
Si,perchè il suo amichetto la sotto era più grande di quello che mi immaginavo.
Faceva ancora male, ma spinto dall'impazienza andai incontro al suo bacino, e lui cominciò a spingere.
Ci andò pesante.
Le nostre pelli cozzavano ad ogni spinta, mentre lui si muoveva velocemente,facendomi gemere forte. Anche lui cominciò a gemere,e nonostante fossero più profondi e virili dei miei,i suoi versi erano la cosa più eccitante che io avessi mai udito. Tra le spinte riuscii a girarmi,per quanto possibile,e davanti avevo una visione divina: Harry aveva i ricci che gli ricadevano sul viso,il petto imperlato di sudore vhe faceva risplendere la sua pelle candida. Sollevò il capo,tenendo gli occhi chiusi e continuando a spingere,il suo viso era contratto dal piacere. A quella vista le mie braccia cedettero definitivamente, e la mia schiena si inarcò ancora di più.Non staccai nemmeno un secondo gli occhi da Harry,che quando percepì il mio cambiamento di posizione,aprì gli occhi,puntandoli nei miei. Erano scuri,molto scuri,carichi di eccitazione e desiderio. Gli sorrisi,e lui strinse i miei fianchi, ficcandoci dentro le unghie,e poi mi mise sotto di lui. Incontrai immediatamente le sue labbra,che a causa delle spinte quasi brutali non riuscivo a catturare in un bacio vero e prorio;era più un cozzare di denti,nasi che si scontravano malamente e scambi di saliva veloci. Dopo qualche spinta, lui beccò il mio fascio di nervi, che mi fece uscire dalle labbra un urlo spezzato

-C-cazzo Harry! L-lì! L-lì! Oh cristo!- gridai,e lui aumentò la forza delle spinte.

Nessuno mi aveva mai violato con così tanta passione, nessuno. Così,dopo qualche secondo di spinte potenti,piantai le unghie nella sua schiena,e con un urlo potente venni fra i nostri corpi,sporcandomi il petto. Qualche secondo dopo lo sentii fermarsi, così riaprii gli occhi e poi le sue labbra rilasciarono un grugnito potente,mentre sentivo il suo sperma riempirmi.

Quando i suoi spasmi si furono calmati,ed entrambi riuscimmo a regolarizzare il respiro, lui uscì da me e si accasciò sul mio petto,senza curarsi del mio sperma. Il problema era che lui pesava almeno 15 chili in più di me,e quindi stavo letteralmente soffocando sotto il suo peso

-Harry,non riesco a respirare,pesi troppo- cercai di dirgli.

Lo sentii ridere,poi si alzò dal mio corpo,e senza dire una parola se ne andò in bagno,tornando pochi secondi dopo con delle salviettine. Ripulì il suo petto e poi il mio busto,dolcemente.Si stava prendendo cura di me, come non succedeva da tanto tempo,e quando finì di passare la salviettina umida sul mio corpo lo ringraziai. In risposta,lui mi rivolse un sorriso tutto fossette,poi si mise sotto le coperte,invitandomi a fare lo stesso. Senza preavviso,mi afferrò tra le sue braccia possenti,stringendomi a se. Io mi accoccolai contro il suo petto,stanchissimo e con un leggero dolore in mezzo alle gambe. Poi sentii un flebile "buonanotte",prima di cadere tra le braccia del sonno.


***

Un leggero rumore mi fece svegliare di soprassalto.
Mi stropicciai gli occhi per cercare di mettere a fuoco, e mi resi conto di non trovarmi in camera mia.
I ricordi della sera prima cominciarono a formarsi nella mia mente, e sorrisi inconsapevolmente.
Così mi girai, convinto di trovare una testa riccioluta al mio fianco, ma il cuscino era vuoto.
Decisi di alzarmi per andare a cercarlo,ma quando feci per girarmi avvertii un dolore in fondo alla schiena.
Ahi,il culo.
Strizzai gli occhi cerando di ignorare il dolore,e a fatica mi misi a sedere.
Mi resi conto di essere ancora nudo,così con lo sguardo cercai qualcosa da mettere.
Individuai i miei boxer ai piedi del letto,così,gemendo per il fastidio in fondo alla schiena,mi alzai e me li misi.
Vidi anche la felpa che indossava Harry la sera prima,la raccolsi da terra e me la misi.
Mi arrivava fino a metà coscia, ma andava bene lo stesso.
Uscii dalla camera e scesi le scale, ritrovandomi in salotto.
Un rumore di padelle e posate proveniva dalla cucina, insieme ad un invitante profumo di cibo.
Scesi l'ultimo scalino, e girando la testa verso destra vidi la schiena di Harry.
Era senza maglietta, con un paio di pantaloni della tuta e girato verso i fornelli,con una padella in mano.

Andai nella sua direzione, e quando mi ritrovai dietro di lui lo afferrai per i fianchi e alzandomi sulle punte, gli lasciai un bacio sul collo.
Vidi la pelle d'oca formarsi sulla sua schiena, e lui emise un mugolio di piacere

-Buongiorno- mi salutò

-Ciao- dissi io con un sorriso.

Lui poggiò la padella sui fornelli e spense il gas,prima di girarsi verso di me e afferrarmi per i fianchi.

-Mi hai rubato la felpa?- chiese guardandomi negli occhi

-A quanto pare...- alzai le spalle, perso nei suoi smeraldi.

Lui si avvicinò,e senza esitazioni posò le sue labbra sulle mie, provocandomi una scossa che mi attraversò la schiena.
Avrei tanto voluto resistere e non approfondire il bacio, ma Harry era come una calamita,e così gli afferrai il volto con le mani, infilandogli la mia lingua in bocca

-Lou...la colazione...- disse, tra un bacio e l'altro

-Si,dopo- risposi io,ma lui era deciso a mangiare

-Lou,muoio di fame,la scopata di ieri sera mi ha distrutto- disse con un sorrisetto, staccandosi dal bacio.

Io ridacchiai per la sua tranquillità nel dirlo,poi prese la padella,contenente 2 pancake,e la appoggiò al centro del tavolo in legno,sopra ad un poggia pentola.
Ci sedemmo uno di fronte all'altro,dove erano apparecchiati 2 piatti e 2 forchette.
Mise i pancake nel mio piatto e poi nel suo,cospargendoli di ciccolato,poi mi guardò di nuovo negli occhi,con un sorriso

-Che c'è?- chiesi ridacchiando,sentendo il suo sguardo bruciare sulla pelle

-Niente,è che sei bellissimo- mi rispose semplicemente,allargando ancora di più il sorriso.

Io sorrisi a mia volta,perso come non mai in quei cristalli limpidi e sereni.
Le sue fossette non avevano intenzione di lasciare le sue guance,e così lo osservai mentre mangiava tranquillo,sporcandosi i lati della bocca di cioccolato.
Sempre ridacchiando,allungai il braccio per pulirlo,e mi intenerii allo sguardo che mi rivolse.
La durezza e la sfrontatezza della sera prima sembravano sparite,un lontano ricordo,mentre adesso era la dolcezza che ci avvolgeva,che ci accarezzava con le sue morbide ali.
Era lei che ci cullava quando i miei occhi incontravano i suoi.
E chissà,magari,l'uomo davanti a me poteva essere l'amore che mi avrebbe portato all'altare,oppure l'uomo del quale mi sarei dimenticato dopo 2 mesi.
Non lo sapevo,ma se era certa una cosa,era che in quel momento noi 2 ci connettevamo,sembravamo un tutt'uno,solo con un semplice sguardo riuscivamo a scatenare dentro l'alto mille emozioni e mille sensazioni.
Ci desideravamo,ci bramavamo, semplicemente volevamo appartenere all'altro.

Spazio autrice
Ci tengo a precisare che questa storia l'ha scritta una mia amica che però non ha Wattpad. Tutto il merito va a lei.

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