From: Vivien Hutton
To: Tom Baker
Subject: Aggiornamenti
Date: 3rd November 2003; 09:21 p.m.
Ciao Tommy!
Qui tutto bene. Mi sono stabilita definitivamente presso la mia famiglia ospitante (I Gilmore) composta da Susan (la mamma); David (il papà) e le due figlie: Katy di 15 anni e Juliet di 18.
Vivono in una bella villetta alla periferia di Brighton. Le ragazze sono simpatiche e mi hanno accolto con calore.
Io sono in classe con Katy che mi ha subito presentato tutti i suoi amici. Fatti subito passare le strane idee: non sono niente di che e poi lo sai che io penso sempre e solo ad una persona!
A proposito: come sta andando? Il mio Benji fa il bravo o in mia assenza si è già dato alla pazza gioia?
Sai com'è: non mi fido moltissimo di lui.
Non vorrei che con lui valesse il famoso proverbio "lontano dagli occhi, lontano dal cuore".
Nel caso fosse così ti prego di dirmelo, almeno quando torno gliela faccio pagare.
Tu invece: Come stai? Conosciuto qualcuno di interessate?
E non fare il vago come tuo solito, per piacere.
Ci tengo a tenere monitorata la tua vita sentimentale!
Aspetto con ansia tue notizie.
Un bacione grandissimo,
Viv
PS: Ti allego una fotografia della famiglia Gilmore al completo più il loro cane Buddy, un simpaticissimo Bull Terrier.
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From: Tom Baker
To: Vivien Hutton
Subject: Re: Aggiornamenti
Date: 4th November 2003; 12:43 p.m.
Ma ciao!
Sono contentissimo che tu ti sia ambientata.
Carino il cane! Molto più delle due sorelle Gilmore... che probabilmente sono simpaticissime, ma fisicamente lasciano un pochino a desiderare (Bruce, Holly e Paul concordano con me.).
Nella mia vita sentimentale sempre calma piatta assoluta: non credere che per me sia facilissimo trovare la persona adatta.
Lo sai perfettamente, quindi smettila di chiedermelo.
Ti prometto che se mai troverò l'anima gemella tu sarai la prima a saperlo.
Benji per ora si comporta benissimo: gioca a calcio, gioca a calcio, gioca a calcio... e basta!
Sembra non abbia altri interessi particolari, anche se come sempre è circondato tutto il giorno da schiere di ammiratrici. Se ti può interessare mi sembra che con loro ultimamente faccia meno il cascamorto del solito.
Giusto stamattina mi ha chiesto tue notizie.
Ti dò un suggerimento: scrivigli!
Se vuoi tenere vivo il suo interesse nei tuoi confronti non puoi ignorarlo così.
Dammi retta.
Mi raccomando, fatti sentire presto!
Bacioni,
Tommy
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From: Vivien Hutton
To: Oliver Hutton
Subject: Buon anniversario!
Date: 18th November 2003; 11:54 p.m.
Ciao Cuginetto!
Stasera non riesco proprio a dormire e mentre cazzeggiavo in internet mi sono accorta che oggi è il 18 novembre! E' il tuo primo anniversario di fidanzamento con Patty!
AUGURI!
Dimmi che non te ne sei dimenticato, altrimenti ti ammazzo.
No... neanche tu puoi essere così idiota. Non puoi essertene scordato!
Quindi?
Come hai festeggiato? Sei stato almeno un pochino romantico?
L'hai portata a cena?
Le hai fatto un regalo?
E soprattutto voglio sapere il "poi".
Su dai, allieta la mia solitudine con qualche particolare piccante!
E mi raccomando, stacci attento che non voglio ritrovarmi un cuginetto di secondo grado.
E non arrossire. Anche se non ti vedo so benissimo che hai la faccia come un peperone in questo momento.
Guarda che non c'è niente di male a far l'amore con la propria fidanzata.
Attendo delucidazioni...
Dai un bacione alla zia da parte mia!
Mi mancate entrambi...
Con affetto,
Viv
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From: Oliver Hutton
To: Vivien Hutton
Subject: Re: Buon anniversario!
Date: 19th November 2003; 07:12 p.m.
Ciao ROMPIPALLE COSMICA!
Ma che domande mi fai?
Ti sembra che io ti vengo a raccontare i particolari della mia vita intima con Patty via mail?
Già faccio fatica a dirteli di persona, figurati a scriverli.
E poi: cosa te ne frega?
Sei davvero morbosa a volte.
Comunque, tanto per stare sul generico: sì, abbiamo festeggiato.
COME sono solo affari nostri.
E non ti dirò nient'altro, quindi non insistere.
Ti salutano sia Patty che la mamma.
La mamma aggiunge anche un "fai la brava, mi raccomando. E non prendere freddo.".
Perdonala: probabilmente è convinta che il clima in Inghilterra sia polare!
Per il momento ti saluto e aspetto tue notizie.
Ciao-ciao,
Holly.
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From: Vivien Hutton
To: Tom Baker
Subject: Tristezza
Date: 21st November 2003; 10:24 p.m.
Ciao Tommy,
Stasera sono veramente a pezzi.
Mi mancate tutti da morire... mi sento sola e avrei solo voglia di piangere.
Il clima poi non aiuta: qui piove quasi tutti giorni. Una roba da buttarti in depressione perenne!
Non sgridarmi, ma non ho ancora scritto a Benji: non trovo il coraggio di farlo.
E poi non saprei davvero cosa dirgli. Ho il terrore di farmi prendere la mano e spiattellargli tutti i miei sentimenti.
Ogni tanto mi sento proprio una cretina per non averlo fatto prima di partire: almeno adesso non sarei qui a rodermi il fegato con domande sul genere "Mi vorrà o non mi vorrà?".
Mi sento patetica.
Anche in questo momento sto guardando la sua fotografia, la solita tutta sgualcita che conservo da due anni.
Ma perché è così bello?
Possibile che io non riesca a provare il minimo interesse per qualsiasi altro ragazzo al di fuori di lui?
Voglio tornare a casa, Tom.
Non ce la faccio più...
Aiutami...
Viv
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From: Tom Baker
To: Vivien Hutton
Subject: Re:Tristezza
Date: 24th November 2003; 10:24 p.m.
Tesoro!
Scusa il ritardo nella risposta ma eravamo fuori città per una partita con la Flynet.
Abbiamo vinto 3-0, nel caso (ne dubito) ti interessasse.
Spero che la fase "tristezza" ti sia passata.
Vuoi un consiglio?
Divertiti, esci, sfogati!
Smettila di pensare a Benji.
Oppure in alternativa, te l'ho già detto: scrivigli!
Non fare la timida, che non ci crede nessuno.
Tra l'altro: Benji si è fatto male alla caviglia. Niente di grave, ma mi sa che salterà la prossima partita.
Se vuoi questa potrebbe essere una buona scusa per mandargli una e-mail senza esporti troppo.
Però ti giuro: se dopo tutto 'sto teatro che stai facendo quando torni non vi mettete insieme io vi disconosco entrambi come amici.
CHIARO?
Un bacione e cerca di star bene.
Quando mi mandi certe mail mi fai sempre preoccupare.
Tommy
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Vivien chiuse il PC.
E così Benji si era infortunato.
Chissà come stava...
Tom aveva ragione: avrebbe dovuto scrivergli.
Anzi, meglio: l'avrebbe chiamato.
Doveva solo cercare un telefono pubblico poiché farlo in roaming dal cellulare era economicamente proibitivo.
Che ore erano? Le 13:00.
Perfetto: in Giappone dovevano essere circa le nove di sera. A quell'ora non l'avrebbe disturbato di certo.
Uscì dall'aula informatica della scuola e andò in cortile dove c'era una cabina telefonica.
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Benji era nella sua stanza quando il cellulare squillò.
Lo prese e subito notò che sul display compariva la scritta "Numero privato".
Fu tentato di non rispondere: detestava chi chiamava nascondendo il numero.
Tuttavia non si poteva mai sapere, magari era una telefonata importante.
Svogliatamente disse: - Pronto?-
-Ciao Benji, sono Vivien-
Come sentì il suono di quella voce, immediatamente al ragazzo tornò la voglia di parlare:
-Viv? Ciao! Ma da che numero mi stai chiamando?-
-Da un telefono pubblico.-
-Ah, ecco perché compare "numero privato". Che bello sentirti! Come stai?-
-Io benone... tu piuttosto? Tom mi ha detto della tua caviglia...- il tono di lei era incredibilmente tenero: il ragazzo provò un immediato senso di gioia.
Le rispose con dolcezza: -Non preoccuparti: non è nulla di grave, solo una semplice storta.-
-Ti fa molto male?-
Benji poteva chiaramente sentire la preoccupazione nella voce della ragazza: forse poteva approfittarne e fare un po' la vittima. Ultimamente era molto raro che lei gli si rivolgesse in modo così affettuoso e lui adorava essere coccolato.
La sua caviglia in realtà stava benissimo, ma decise di mentire spudoratamente:
-Sì, parecchio. Non riesco a fare sforzi.-
-Oh. Mi dispiace... sono sicura guarirai presto. Non ti buttare giù.-
-Certo... se qui ci fosse qualcuno a consolarmi guarirei molto prima.-
Vivien colse la velata allusione: - Ah sì? E chi vorresti lì a consolarti?-
-Mmmmh... prova ad indovinare...-
La conversazione stava prendendo una piega inaspettata. Vivien era completamente sopraffatta dal tono caldo e seducente di Benji. Non c'erano storie: quel ragazzo ci sapeva proprio fare e lei ci stava cadendo come una fessa.
O forse sarebbe stato meglio dire che stava facendo di tutto per caderci. Era bellissimo sentirsi desiderate da lui, non poteva negarlo.
Ok, forse poteva essere un po' carina una volta tanto: aveva tutto da guadagnarci.
Proprio mentre stava pensando ad una frase ad effetto per ammaliare definitivamente il bel portiere dall'altro capo del telefono giunse chiara una voce femminile:
-Con chi stai parlando, tesoro?-
Il cuore di Vivien si congelò all'istante.
Di chi era quella voce?
Con chi era Benji?
Il ragazzo era ammutolito.
Vivien chiese glaciale: - Ti sto disturbando, per caso?-
Benjamin non sapeva più cosa dire. Con voce percettibilmente imbarazzata rispose: -Ma no, Viv! Cosa stai dicendo?-
Maledetta quella scema che proprio in quel momento aveva deciso di tornare dalla doccia!
E adesso? Come avrebbe potuto giustificare la presenza di una ragazza in casa sua?
Vivien proseguì con distacco: - Bene. Come vedo no hai bisogno di me, in questo momento. Ti sei già procurato da solo qualcuno che ti curi la caviglia. Scusa se ti ho interrotto.-
-Vivien, aspetta! Non è come pensi!-
"Cioè, in realtà è proprio come pensi... ma non IN QUEL SENSO. Non riattaccare per favore!" pensò lui nel frattempo.
-AH NO?!? Ma non ti rendi conto di quanto sei ridicolo! Prova almeno ad essere onesto, per una volta!- lei aveva alzato la voce e stava quasi urlando.
-No dai aspetta... hai frainteso!- cercò di giustificarsi inutilmente lui.
Frainteso?
Ma la prendeva per deficiente?
La rabbia la invase e sibilò al telefono l'unica risposta che le venne in mente: - Ma vaffanculo! Stronzo ipocrita!- e con violenza riattaccò il telefono.
A Benji mancò quasi il fiato.
Guardò la ragazza che si rivestiva di fronte a lui dopo la doccia e la odiò.
Poi si rese conto che Vivien aveva ragione: era ridicolo.
Che senso aveva odiare quella poveretta?
Lei non centrava nulla... era stato lui a portarsela a casa.
Era una sua vecchia conoscenza, che non aveva assolutamente nessun significato per lui: e la cosa era reciproca, tra l'altro.
Si trovavano ogni tanto, per divertirsi un po', ma fra loro non esisteva nessun tipo di sentimento.
Quella sera aveva voglia di compagnia e l'aveva chiamata, avevano fatto sesso e tutto era finito lì, come al solito.
Una scopata: né più né meno.
Ed ora, per colpa di un paio d'ore di divertimento, stava rischiando di perdere l'unica persona di cui gli importasse davvero.
Si sentiva un perfetto coglione.
Ma ormai era fatta.
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STRONZO.
STRONZO.
STRONZO.
E pensare che per un momento lei ci stava quasi cascando.
Bastardo ipocrita.
Schifoso arrogante.
E osava anche fare il carino al telefono!
Le aveva promesso di aspettarla: scema lei che ci aveva creduto.
Non riusciva nemmeno a sentirsi triste: era solo terribilmente incazzata.
Con ironia pensò che, dopotutto, era stata lei l'ingenua!
Era ovvio che se chiedeva a Benjamin Price di aspettarla, avrebbe dovuto aggiungere la postilla:
"Nel frattempo, cortesemente, evita di portarti a letto mezzo mondo".
Sorrise cinicamente.
Pazienza: era stato carino illudersi per un po'.
Ora era arrivato il momento di voltare pagina.