Ero appena uscita di casa per fumarmi una sigaretta, poiché non volevo litigare. La mia ragazza negli ultimi tempi era sotto stress a causa di un esame per cui stava studiando e se l'era presa con me per una cazzata. Invece di arrabbiarmi e creare ulteriori problemi, preferivo scappare. È sempre stato così, fin da quando ero piccola.
Presi l'accendino dalla tasca del giubbotto nero in pelle che stavo indossando, mentre da quella dei pantaloni presi il pacchetto di sigarette. Ne sfilai una e la misi tra le mie labbra. Riposi il pacchetto in tasca, accesi un piccolo fuoco con un "click" e anche l'accendino tornò al proprio posto. Presi la sigaretta tra le dita ed espirai il fumo, guardandomi attorno. Non avevo la più pallida idea di dove mi trovassi, ma non per questo mi fermai. Continuai a camminare verso chissà dove.
Cercai in tasca il telefono, ma trovai solo gli auricolari. Imprecai mentalmente, ricordando di averlo lasciato a casa. Fantastico. Mi era capitato diverse volte di dimenticare il telefono in giro. Per me non era qualcosa di importante, come lo era per alcune persone che conoscevo. Voglio dire che anche se non ce l'avessi avuto, sarei sopravvissuta ugualmente, ecco.
Buttai la sigaretta a terra e la spensi sotto la suola della scarpa destra. Indossavo delle converse. Sorrisi, pensando al giorno in cui le avevo comprate. Avevo conosciuto Cherry , la mia ragazza, in un negozio di scarpe.
Quelle che indossavo si erano rovinate mentre andavo in giro con lo skate, perciò me ne serviva un nuovo paio. Avevo appena preso una scatola e stavo andando a sedermi per provare il prodotto, quando, alzando lo sguardo verso la panchina nel negozio, vidi una ragazza che ne aiutava un'altra nella scelta. Le due ridevano. Fissai per qualche secondo l'aiutante, poi andai a sedermi vicino a loro. Mentre tiravo le scarpe fuori dalla scatola, pensai di aver visto un angelo.
La ragazza seduta accanto a me si alzò e chiese all'angelo di aspettarla, mentre andava a prendere un altro paio di scarpe.
A quel punto, mi girai a guardarla.
-Voi due state insieme?- le chiesi, sperando in una risposta negativa con tutta me stessa.
-Cosa? Dici a me? Oh, no. È mia sorella minore.- rispose lei. Aveva una voce bellissima, pensai.
Mi disse che si chiamava Cherry e che quelle scarpe mi stavano molto bene. Io le sorrisi.
Così iniziammo ad uscire insieme, prima come amiche, poi come fidanzate.
Erano passati quasi due anni da quel giorno.
Tornai alla realtà, guardandomi attorno. Vidi un cartello con su scritto il nome di una via e capii di trovarmi non troppo lontano dall'università. Da lì sapevo come tornare a casa, perciò mi diressi nel luogo in cui studiavo.
Frequentavo il corso di laurea di comunicazione linguistica e interculturale. Mi appassionava molto. Conoscevo solo una persona della mia classe, una ragazza. Era sempre molto gentile e carina con me.
Ad un tratto mi sentii chiamare dall'altro lato della strada. Alzai lo sguardo e vidi che si trattava proprio di lei. Le sorrisi, salutandola con la mano.
-Che ci fai qui? Non è distante casa tua?- mi chiese, dopo il nostro abbraccio.
-Stavo camminando e mi sono...persa. Più o meno. Stavo andando verso l'uni, così posso tornare senza perdermi.- risposi.
Mi chiese se poteva accompagnarmi e io acconsentii. Notai che aveva due borse della spesa tra le mani, perciò ne presi una per aiutarla e imboccammo la strada verso l'università, per poi prendere quella per tornare nella mia dimora.
Si dice che il tempo vola quando ci si diverte. Pensai che era vero, perché nonostante ci volesse più di un'ora, sembravano passati dieci minuti scarsi.
Arrivammo sotto casa mia, le restituii la borsa e ci abbracciammo di nuovo. Aprii la porta del condominio, presi la posta ed iniziai a salire le scale. Tirai fuori la chiave dell'appartamento dalla tasca, la misi nella serratura, ed entrai in casa.
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Beh, questo era il primo capitolo.
Spero che vi piaccia, perché è una cosa tirata fuori dal nulla.
Il secondo capitolo lo scriverà un'altra persona.
-S.