Anche se non mi va di bere, prendo lo stesso un bicchiere e mi verso un po' di prosecco, tanto che sarà mai un piccolo brindisi.
«Alla tua vittoria.» Dico io, vedendo un sorriso comparire sul viso di Charles.
«Alla mia vittoria.» Ripete lui, accostando il suo bicchiere al mio. Bevo tutto in un sorso, mentre lui osserva la mia macchina fotografica divertito «Mi vuoi dire perché hai quella macchina fotografica?»
Mi chiedo perché ci tenga tanto a saperlo, così mi allontano un attimo per appoggiare il mio bicchiere vuoto e intanto rifletto sulla risposta da dargli. Alla fine scelgo forse quella sbagliata, ma ormai è troppo tardi per cambiare idea «E' importante che tu lo sappia?» Domando io, dandogli le spalle.
Mi volto e lo trovo sempre nella stessa posizione rispetto a poco fa, quando abbiamo fatto il brindisi, solo che ora sta inarcando le sopracciglia con un'espressione divertita sulla faccia.
«Beh, ero soltanto curioso.» Ammette lui, rivolgendomi un altro sorriso timido.
«Immagino mio padre ti abbia detto che faccio la fotografa-»
«Già, parla sempre di te.» Mi dice lui interrompendomi. Forse però l'ha fatto soprappensiero, perché subito dopo si scusa e mi lascia proseguire.
«Questa sera ci saranno i fuochi d'artificio in paese e ho intenzione di fotografarli. E poi immagino che la serata sarà noiosa, almeno mi sono portata un passatempo.» Spiego io con calma.
«Ho capito, beh, interessante. Non ho capito perché pensi già che la serata sarà noiosa, ma non voglio farmi troppo i fatti tuoi.» Ammette, e prima che io possa aggiungere altro, dice «Grazie per il brindisi, amo davvero tanto le tue foto che pubblichi, però dovresti seguirmi anche tu su Instagram e ricambiare il mio follow.»
Sono contenta per il complimento e quasi quasi mi metto a ridere per la sua strana richiesta. Mi passo la lingua davanti ai denti per eliminare eventuali tracce di rossetto, poi rispondo divertita «E perché dovrei? Non ti conosco nemmeno, o meglio, mio padre mi racconta anche troppo di te, e questo mi basta.»
Guardo la sua faccia in attesa di vedere la sua reazione, ma resta impassibile. E io che speravo di mandarlo in crisi. Sono ben consapevole di non seguirlo su Instagram, ma la realtà è proprio questa: a me bastano i racconti di mio padre. Insomma, io e Charles ci parleremo un paio di volte all'anno, siamo poco più che conoscenti.
«Chiara, non è che, dato che sei la figlia del capo, hai il diritto di stare su un piedistallo. Potresti anche seguirmi, dato che ormai, grazie a tuo padre, so anche a che prezzo hanno venduto la tua ultima foto.»
Vorrei arrabbiarmi, ma non ci riesco; la mia bocca si incurva all'insù, perché dalle sue parole riesco a sentire tutta la sofferenza interiore che gli provoca questa cosa. Hanno ragione quelli di Sky certe volte ad attribuirgli il premio Rododendro, ma lui rode anche esteriormente, sebbene non voglia darlo a vedere.
«E sentiamo, a quanto l'avrei venduta questa foto?» Chiedo io divertita.
«Abbastanza per comprarti la nuova Ferrari Roma.» Risponde lui soddisfatto.
«Vedo che mio padre ti ha informato bene, ma no, non ti seguirò su Instagram. Prima di tutto perché non ti conosco abbastanza, e non è perché sei 'Charles Leclerc, il pilota della Ferrari'. E poi scusa, cosa ti importa di una cosa così futile? Fossi in te, mi accontenterei di parlare con me.»
Ora anche a lui è spuntato un sorriso — immagino — simile al mio.
Si iniziano a vedere delle persone andare verso i tavoli, segno che è arrivata l'ora di cena. Sto per congedare Charles, per poi andarmi a sedere nell'altra sala, quando lui dice «E comunque non ce l'hai d'oro. Ricordatelo.»
Rimango spiazzata dalla sua risposta e mi allontano subito. Dovrei essere arrabbiata, ma alla fine sono più divertita dal suo essere preso male per colpa del mio mancato follow.
Lo so, mi diverto con poco, ma alla fine è come se prendessi in giro mio fratello. Anche se a volte mi risponde male, non posso farmene una colpa, perché me la vado a cercare.
E, a quanto pare, la questione deve essere ancora risolta, perché quando vado verso i tavoli, mio padre da capotavola mi indica il mio posto «Sei qui, ti ho messo vicina a Charles, così non ti potrai lamentare di essere circondata da vecchi.»
Wow, mio padre che si dà del vecchio da solo, cosa più unica che rara.
Mi siedo, lanciando un'occhiata fugace a Charles, che mi sorride come se non mi avesse appena dato della puttana. Decido anche io di lasciare stare questa questione, dopotutto le sue parole, dette proprio da lui, sembravano comunque poco credibili.
E poi devo mandare avanti il mio piano per la serata, ma purtroppo o per fortuna — dipende dai punti di vista — ho appena deciso di coinvolgere anche Charles. Se non altro, pagherà la sua sfacciataggine rendendosi utile.
Da quando mio padre mi ha detto che dovremo andare a casa insieme, ho cercato di trovare delle alternative per non essere scoperta, ma alla fine ho concluso che potrò fare quello che mi pare. Ho 22 anni e sinceramente non correrò nessun pericolo ad andare alla festa di paese, perciò lascerò che mi scopra. Tanto a quel punto sarò già a casa.
Così non aspetto un minuto di più e inizio la mia messinscena, prima che arrivi la prima portata. Inizio a massaggiarmi la testa e a chinare il capo; il primo a notarlo è Charles che, di fianco a me, domanda «Chiara, stai bene?»
Io lo ignoro e continuo ancora un po', poi ad un certo punto dico «Non sto bene, devo andare in bagno.»
Mio padre mi lancia uno sguardo preoccupato, mentre io mi alzo e vado in bagno. Spero davvero che non creda che io sia incinta; anche se immagino sia inevitabile. Me lo immagino, mentre parla con i suoi colleghi, a pensarmi in bagno a vomitare.
Ma è proprio questo il punto; se lo conosco bene dovrebbe mandare qualcuno a chiedermi come sto e, se sarò abbastanza fortunata, quella persona sarà quella giusta.
Mentre aspetto, chiusa in bagno, accendo la macchina fotografica e guardo le foto che ho scattato oggi.
C'era davvero una bella luce e non vedo già l'ora di scaricarle sul pc che ho in studio per vederle con lo schermo grande.
Passano circa una decina di minuti, ma quello che avevo sperato succedesse, non succede. Anche se però ho previsto qualche variante per il mio piano e spero in un modo o nell'altro di attenermi ad uno di questi. Quindi apro la porta del bagno, rimanendo molto sorpresa nel vedere Charles ad aspettarmi.
«Tutto bene? Mi ha mandato tuo padre a-» Non lo lascio finire di parlare, che lo trascino per un braccio fuori dai bagni e lontano da chi potrebbe vederci.
«Ma dove?» Domanda lui confuso.
Io non dico una parola finché non arriviamo in giardino. Ora la musica non c'è più, perché sono tutti a cena. E' il momento di spiegare il piano al mio complice.
«Sto bene Charles, non ti preoccupare. In realtà tutto questo è una finzione, perché me ne voglio andare. Devo andare ad una festa in paese e tu mi devi aiutare ad uscire da qui, senza che mio padre mi scopra.»
Lui continua a guardarmi perplesso e io, nonostante il buio, noto che gli ho lasciato il segno sul braccio. Ok, penso di aver stretto un po' troppo forte, ma non era mia intenzione fargli male, tutto quello che volevo era che mi seguisse.
«Ma Chiara, io non capisco. Che cosa dovrei fare?»
Sorrido alla sua ingenuità e sospiro, poi spiego «Andrai da mio padre e gli dirai che sto bene, che ho solo bisogno di un po d'aria e che non mangerò. Poi tornerai qui fuori, gli assicurerai che starai con me così non si preoccuperà, e io me ne andrò. Mi sembra piuttosto semplice, sono sicura che tu abbia fatto di peggio nella tua vita.»
«E perché dovrei farlo? Perché dovrei rinunciare alla mia cena per te?» Domanda, guardandomi dritta negli occhi.
Avevo previsto tutto, e non faccio altro che rinfacciargli le sue parole «Forse perché mi hai dato della puttana? Forse per quello, Charles? Magari così ti potrai far perdonare.»
Lui scuote la testa e afferma «Senti Chiara, io non volevo offenderti in nessun modo-»
«Come sarebbe a dire che tu non volevi offendermi in ness-» Provo a dire io, ma lui mi interrompe.
«Lasciami parlare. Davvero, non l'ho detto con cattiveria. Ho detto solo quello che pensavo, cioè che forse ti dovresti dare meno arie. E poi cosa me ne dovrebbe importare del tuo perdono?»
Alzo gli occhi al cielo e rispondo, anche se è per spiegargli una cosa che considero più che ovvia. «Ci sono modi e modi di dire le cose, Charles. Ma fa lo stesso, ci possiamo passare sopra, ok? Però non mentirmi, ti prego. Ti interessa eccome il mio perdono, perché ad uno che mi viene a cercare per chiedermi di seguirlo su Instagram, a me pare che importi qualcosa.»
Aspetto una sua risposta, ma non arriva. C'è semplicemente silenzio, nient'altro che silenzio.
E in questo momento capisco di averlo in pugno, di avere vinto.
«Va bene, farò quello che hai detto. Ma poi considereremo la questione chiusa, ok?» Si assicura lui, cercando una conferma nei miei occhi.
Annuisco e dico «Ti aspetterò qui.»
Ma Charles, invece di andarsene, apre la bocca per parlare di nuovo «Perché vuoi andartene, Chiara?»
Evito di dirgli che non sono fatti suoi; dopotutto, essendo un mio complice, un po' deve sapere, quindi ammetto «Perché questo non è il mio posto, sento che non è il mio posto.»
Dopo la mia risposta, Charles si volta, dandomi inevitabilmente le spalle e si avvia verso la sala in cui stanno servendo la cena.
«Torno subito, tu non andartene.» E' l'unica cosa che dice.
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AAA perdonatemi, ma sono felicissima per la mia piccolina Momentum 🥺
Grazie mille, davvero. In questi giorni ho sempre aggiornato e volevo solo avvertire che continuerò a farlo regolarmente, anche se non con un piano preciso 😂
Scrivere è per me un piacere e non mi va di vederlo come una sorta di lavoro, perciò lo faccio solo ed esclusivamente quando sento di avere le ispirazioni adatte.
A presto ✨