"Partiamo tra qualche settimana."
Partiamo? Ha detto partiamo?! Li guardo negli occhi per scorgere qualche indizio in piú ma rimango solo ghiacciata dal colore degli occhi di lui.
"Partite? Tu e chi?" Maky da voce ai miei pensieri.
"I-io e Cat..." risponde Niall balbettando. Maky li guarda confusa.
"Per Leeds?" mi fa male la pancia.
"Già." non faccio in tempo a guardarli negli occhi che mi precipito in bagno.
Arrivata lí vomito anche l'anima.
Brava Tori. Sei qui da nemmeno una settimana e hai già dato una cattiva impressione di te.
Mi ricorda la mia "adorabile" coscienza. Mi butto a terra esausta mentre sento dei passi arrivare, credo si tratti di Maky perciò non mi preoccupo dell'aspetto che potrei avere ora. Me ne pento subito accorgendomi che non é lei. É Niall...
"Tutto bene?!" esclama allarmato avvicinandosi a me. Annuisco poco convinta. Mi aiuta a tirarmi su e mi porta in braccio fino in camera sua che é piú vicina. Mi fa stendere sul letto.
"Che é successo?" Mi chiede dolcemente scanzandomi i capelli dal viso.
"Sarà stato qualcosa che ho mangiato..." svio la domanda ma so che non era quello. Mi scruta attentamente e sono costretta a distogliere lo sguardo perché non riesco a sostenerlo.
"State insieme? Tu e Catherine..." gli chiedo. Arrossisce e noto quanto il rosso gli stia bene, sembra quasi smorzare l'azzurro dei suoi occhi. Non risponde.
Passa un po' di tempo a giocare con i miei capelli senza che diciamo nulla.
"Come ti senti ora?" mi chiede rompendo il silenzio ma senza darmi modo di rispondere. "Senti basta okay?!" dice ad alta voce e va via. Lo guardo uscire stranita.
Cerco di mettermi seduta ma sono costretta a rinunciare a causa dei giramenti di testa. Sono ancora in camera sua e la cosa non mi piace molto ma visto che non riesco ad andarmene mi costringo a farmela piacere.
Noto che ha una chitarra accanto al letto, la stanza é mediamente ordinata, le pareti sono bianche e l'armadio é nero. Si vede che il secondo letto, quello dove dorme Cat, é stato improvvisato al momento, mentre quello dove sono ora sembra fatto a posta per Niall. Mi chiedo se questa stanza non fosse pensata proprio per lui.
Continuo a guardare la stanza assolta nei miei pensieri quando sento della confusione fuori dalla porta.
"Sai dovresti iniziare a chiarire un po' di cose con le persone che ami!" urla Cat.
"Non posso cazzo! Lo sai!" risponde Niall a tono.
"Non continuerò a tenerti il gioco cosí a lungo!" si sente la voce di lei urlargli queste ultime parole per poi entrare in camera sbattendo la porta. Mi nota l'attimo dopo il suo sospiro.
"S-scusami, me ne vado subito." cerco di mettermi in piedi ma mi ferma.
"Tranquilla... puoi rimanere." annuisco e resto seduta.
"Che stava succedendo prima?"
"N-niente... solo delle piccole incomprensioni."
"Okay" mi limito a rispondere.
"Tu come stai?" mi chiede lei.
"Mi gira un po' la testa ma sto abbastanza bene." annuisce e si siede accanto a me.
"Non ti manca mai casa?" inizia a parlare guardando un punto fisso davanti a sé."Siamo arrivate qui insieme, ma tu sembri cosí pronta ad iniziare una nuova vita... come fai?" mi guarda.
"Non lo so, forse é perché l'Irlanda non era casa mia. Non l'ho mai considerata casa mia. Mi sentivo..."
"Fuori posto?" termina lei per me e ridacchio piano e annuisco. C'é un breve periodo di silenzio.
"A te manca casa?" le chiedo io.
"In realtà solo i pancake che faceva nonna." ridacchia e vengo coinvolta anche io dalla sua risata cristallina.
Per ora la cosa migliore dell'Inghilterra é la risata degli inglesi.
"In Irlanda facciamo degli ottimi pancake."
"Devi assolutamente farmeli assaggiare allora." mi sorride lei, e credo che questo sarà l'inizio di una splendida amicizia. Perché le persone che dovrei, o meglio vorrei, odiare sono sempre cosí dolci e gentili? Al diavolo il biondo! É tutta colpa sua.
Lo squillo del telefono mi riporta alla realtà e leggo il nome sullo schermo, il nome di biondo, ma un altro.
"P-pronto..."