1.
Isabel aveva estratto lo stiletto che portava sempre nella cucitura dello stivale. Non era di certo un'assassina e nemmeno una guerriera, ma si sarebbe vendicata di quel bastardo che l'aveva tradita ed ingannata in quel modo.Quando era arrivata all'angelo del fiume, Beatrix l'aveva fatta salire all'ultimo piano dell'edificio dove aveva accolto altre donne e bambini. Dalla finestra del balconcino aveva visto tutto quello era accaduto alla porta del tramonto anche se in modo poco distinto. Le porte della città si stavano riaprendo tra le urla di terrore generale. Isabel, Beatrix e le amiche rimasero senza fiato ad ascoltare quello che stava accadendo in basso. Dopo pochi minuti, tra la confusione generale, sentirono un uomo che gridava per avvisare gli altri abitanti.
<<Il Necromante ha riaperto le porte. Scappate. Arrivano gli uomini del Nord>>.
Isabel morì dentro in quel momento. Pensò a Terry. Se non lo avesse recuperato dal fiume con indosso il mantello e la nera armatura non avrebbe sospettato di lui. E poi c’erano le cicatrici e l'abilità con le armi fuori dal comune. In più quando l'aveva lasciata per andare in armeria aveva sbagliato direzione. Si era diretto proprio verso la porta del tramonto. Tra le proteste delle amiche che non volevano farla uscire in mezzo quel caos, aveva lasciato il rifugio sicuro della locanda dell’angelo del fiume per vendicarsi e porre rimedio al suo errore.
"Non ci posso credere. L'ho curato, l'ho accolto a casa mia, l'ho tenuto tra le mie braccia. Bastardo" rimuginava tra se mentre si avvicinava alla porta del tramonto a passo svelto in mezzo a quella bolgia di fuggi-fuggi.Non poteva più essere una coincidenza. Terry si era diretto verso la porta del tramonto e, subito dopo, il portone era stato riaperto per far entrare l'esercito del Nord e poi richiuso in modo che nessuno potesse scappare. Isabel si chiese quando Terry avesse ritrovato la memoria. Se mai l'aveva persa veramente, rifletteva ora. Forse era un inganno che aveva ordito fin dall'inizio. Intanto i guerrieri a cavallo del Nord seminavano terrore cavalcando come forsennati all'interno della citta, uccidendo alla cieca chiunque trovassero sul loro cammino. Un manipolo di loro era rimasto a difendere la porta chiusa in modo che nessuno potesse fuggire da quel mattatoio. E li avrebbe sicuramente trovato anche Terry. Il castello sulla collina poteva esser inespugnabile senza armi d'assedio adeguate per cui gli uomini del Nord avevano preferito concentrarsi sulla popolazione e tutti quelli che erano rimasti fuori dalla fortezza. Incominciarono a bruciare le prime case. Una madre era riversa a terra a far da scudo con il proprio corpo al suo piccolo mentre veniva calpestata dai compaesani spaventati, vanamente in fuga. Una ragazza veniva violentata in un vicolo da un soldato del Nord, che era smontato apposta da cavallo per soddisfare la propria lussuria. Isabel per un attimo pensò di pugnalare il soldato alle spalle mentre era impegnato a prendere la ragazza schiacciandola a terra con il peso del proprio corpo, ma cambiò idea subito perché non voleva distrarsi dal suo obbiettivo. Ormai tanto la ragazza era stata violentata e l'esperienza le sarebbe rimasta impressa per sempre qualsiasi cosa lei avesse fatto, pensò cinicamente. Passò un'ultima casa arrivando allo spiazzo antistante la grande porta della citta. Li gli uomini combattevano appiedati, impegnati in una mischia furibonda. Isabel cercó di individuare Terry tra gli uomini che si stavano battendo. Il suono di un corno al di fuori delle mura fece fermare tutti. "Altri uomini del Negromante" pensò Isabel emettendo un lamento di frustrazione. Il corno risuonò più volte e sempre più forte. Alcuni guerrieri del Nord, che avevano l'arco in spalla, si diressero alla guardiola e sulle mura dove già c'erano altri compagni.
<<aprite agli uomini del Re Supremo>> gridarono da fuori battendo con qualcosa di pesante contro il portone. In risposta arrivarono i sibili delle frecce scagliate dagli uomini del Nord che si erano impossessati delle mura.
2.
Il Necromante arrivò in cima alla collina pronto ad entrare a fare strage anche nel castello. Ma trovò le porte chiuse. Prima che l’uomo in nero fosse riuscito ad arrivare alle porte del castello, il promesso Re dei fiumi, Alfred Vorlanden, era stato sorpreso da una delle ragazze che avrebbe voluto nei suoi bordelli; l'inquieta Jane Swanbrave, invece di ritirarsi nelle proprie stanze, aveva deciso di esplorare il maniero in cerca di un uscita secondaria per raggiungere il fratello. Invece aveva trovato la massiccia porta principale con gli orsi sulle ante delle porte che si chiudevano sulla grata ad ulteriore protezione. Le porte però erano aperte e la grata si stava alzando mentre dall'esterno provenivano urla di lotta selvaggia e disperazione. Non capì subito quello che stava succedendo ma fu rapida ad agire. Recuperò una spada da uno degli uomini in giallo e nero morto, senza che il signore di Lakedoors si accorgesse per tempo di lei, e diede un urlo fortissimo per richiamare gli armigeri nel castello. Lord Vorlanden si girò per mettere fine agli starnazzi della Lady cigno senza dare troppo peso al fatto che si fosse procurata una spada. Ma valutò male. Jane Swanbrave era un spadaccina di tutto rispetto, addestrata dall'amato fratello in persona di nascosto. Il padre, che già aveva perso la figlia maggiore scappata per diventare una guerriera, non voleva un altro cigno nero in famiglia. Il duello di spade si prolungò senza che nessuno dei due contendenti avesse la meglio sull'altro. Jane era veloce ed aggressiva, Lord Vorlanden duellava con esperienza, forte anche di anni di addestramento. Ma il lord di Lakedoors incominciava ad essere stanco e soffriva l'irruenza della giovane Lady che, sfortunatamente, inciampò e cadde su una delle guardie morte. Solo i dardi degli armigeri di casa Hammond, che intanto erano accorsi richiamati dalle urla e dal rumore delle armi, impedirono al lord del lago di finire la ragazza con un fendente. Lord Alfred Vorlanden capì subito di aver fallito e si lanciò sotto la grata, aperta solo per un terzo, per sfuggire ai soldati che stavano acorrendo. Jane ebbe la presenza di spirito da non inseguire fuori il lord fuggiasco, ma di abbassare subito la grata prima che l'ombra nera che lasciava una scia di urla e di morte arrivasse alla grande porta.
Quando il Negromante arrivó lo trovó per terra, nella polvere, che si rialzava.
<<Imbecille>> gli disse l'uomo in nero, incurante del titolo del suo interlocutore. Il Lord avrebbe dovuto spalancargli le porte del castello ed invece era fuori alla grata ora sigillata. Dei dardi sibilarono vicino a loro scagliati dall'alto dei torrioni. La magia nera li deviava ma i tiratori insistevano. Il Necromante decise di allontanarsi. Nonostante l'arcana protezione qualche dardo fortunato poteva sempre passare.
<<Vai alla porta dell'alba ed aspettami li>> ordinò il Necromante al Lord traditore come se fosse stato un qualsiasi servitore. Poi, contrariato da quel contrattempo, si diede anche lui al massacro all'interno delle mura sigillate dai suoi uomini. Doveva ancora pagare il debito delle monete della morte. Non ci volle molto perché trovasse la prima vittima. Era intenta ad affrontare, insieme ad un gruppetto di altri difensori con le stesse livree, degli uomini del Nord. Smontò da cavallo e si avviò per ripagare il debito contratto accettando le monete della morte, chiedendosi se l'avrebbe riconosciuto in questa nuova veste .
3.
Sir Steffen Nordvinden aveva guidato gli uomini del Nord vestiti di nero verso porta del tramonto mentre si stava chiudendo. Il Necromante gli aveva detto che le porte si sarebbero chiuse solo dopo che gli uomini del Nord fossero entrati. Ed era stato così. Sir Steffen era un tipico uomo del Nord. Anche il suo cognome ne denunciava l'appartenenza. Come in tanti, soprattutto i Lord delle vecchie casate, non amava i Necromanti. Ma era un uomo del Nord ed era abituato ad ubbidire al suo Re.
E lui aveva ubbidito quando il Necromante l'aveva scelto per questa missione. Egli gli aveva ordinato di viaggiare verso sud, tra le linee nemiche, e li aveva portati fin nelle terre dei fiumi senza che fossero scoperti. Non pensava fosse possibile eppure l'uomo in nero con grande perizia e forse fortuna era riuscito ad aggirare le linee nemiche.
Il Necromante aveva ordinato di uccidere Lord Robert Williams dicendogli esattamente che strada avrebbe fatto. E lui aveva eseguito. Aveva ucciso tutti gli uomini di Silverlance. Aveva catturato Lord Williams che, insieme al suo attendente, si era battuto come un leone. Ma alla fine il numero soverchiante di uomini del Nord aveva avuto la meglio. E lui aveva dovuto uccidere, decapitare e tagliare le mani al Lord dei fiumi. Senza l'ordine del Necromante non l'avrebbe mai fatto. Avrebbe preferito catturarlo e chiedere un riscatto consistente viste le ricchezze del Lord, così come da consuetudine tra i nobili. Ma da quando c'erano i Necromanti non era più cosi. Le vecchie regole di ingaggio che prevedevano di risparmiare i Lord ed i re sconfitti per chiedere un riscatto non erano più valide. Anzi il Necromante gli aveva detto di prenderlo vivo, tagliargli prima le mani e poi decapitarlo. Ma Sir Steffen in questo non aveva ubbidito. Non avrebbe torturato quell'uomo per puro gusto di farlo. Il Necromante gli aveva anche detto di mandare un piccolo gruppo di uomini a piantare una lancia sotto le mura di Rivercrown con la testa di Lord Williams sopra per poi attirare il contingente degli uomi di Lionbreed lontano dalla città. Le mani invece erano state lanciate oltre le mura da un fromboliere del gruppo. Aveva spiegato a lui come aggirare gli uomini del Re Supremo e presentarsi indisturbato alle porte di Rivercrown. Aveva avuto ragione su tutto.
Ora erano dentro le mura. Sir Nordvinden aveva distaccato un gruppo dei suoi uomini per tenere la porta chiusa mentre gli altri consumavano il massacro. Cavalcando ed uccidendo in quel caos vide un gruppo di soldati che resistevano uniti. Il loro capitano aveva le insegne blu e bianche ed un elmo con la testa di cigno e le ali ai lati e splendeva al sole del mattino. Insieme a lui c'erano anche altri armigeri dai colori diversi ed altri Lord dei fiumi. Si lanciò contro di loro. Voleva la gloria ed un bel duello. L'ordine del Necromante era di massacrare quanto più possibile, ma soprattutto i Lord dei fiumi. Si lanciò alla carica con un piccolo gruppo di uomini. Se avesse chiesto al Necromante che gli aveva sempre dato gli ordini giusti, quasi come se riuscisse a vedere il futuro, forse non sarebbe morto. Il cavaliere del cigno,Ihmaril Swanbrave, era riuscito a disarcionarlo cavallo e ad affrontarlo in duello a piedi. Ed era stato l'ultimo duello di Sir Steffen Nordvinden, battuto dal campione dei fiumi. L’ultima cosa che vide il cavaliere del Nord morente fu il giovane avversario, splendido condottiero nella sua scintillante armatura da torneo, chiamare a se le truppe rimaste degli Hammond e degli altri Lord del fiume per organizzare un fronte comune.
4.
Terry danzava con due spade e stava per sopraffare un avversario che indossava i colori di uno dei Lord dei fiumi. Era elegantissimo nei movimenti. Isabel si sentì ancora più ingannata.
L’uomo che aveva accolto e curato era un combattente nato. Isabel si scagliò contro di lui sperando di prenderlo alla schiena, proprio mentre questi affondava una delle due lame nel corpo dell'avversario, ponendo fine a quel duello. L'istinto dell'uomo gli fece percepire il pericolo alle spalle. Riuscì a menar un fendente alla cieca mentre si girava sentendo un nemico dietro di lui. Isabel vide la lama della spada dirigersi verso il proprio volto ma si lanciò lo stesso contro l'uomo che aveva amato, intenzionata a trafiggerlo con lo stiletto a costo della vita. La spada deviò di colpo sibilando sopra la sua testa e sfiorandole il capo con la guardia.
Tutto accadde in pochi attimi. Terry urlò dal dolore e si accasciò a terra. Lord Hammond che era poco distante, impegnato con altri soldati del Nord, le urlò qualcosa. Altri uomini del fiume che cercavano disperatamente di riprendere la porta del tramonto invieirono contro di lei.
Il Toro li raggiunse e la spinse malamente di lato per soccorrere Terry. Isabel non poteva saperlo, ma poco prima Terry aveva salvato la vita al Toro ed avevano combattuto schiena contro schiena disperatamente, in attesa dei rinforzi dei soldati di Rivercrown capitanti dallo stesso Lord Hammond.
Alle loro spalle lo scalpitio di un cavallo in corsa attirò l'attenzione di tutti. Il Necromante stava arrivando.
5.
Nel caos che era seguito all’ingresso dei guerrieri del Nord in città, pochi gruppi di difensori erano riusciti ad organizzarsi per non soccombere alle cariche degli attaccanti che erano a cavallo. Lady Ginevre Locksword era alla testa di uno di questi gruppi e teneva fede al suo blasone, mulinando la sua spada con grande abilità ed abbattendo i nemici che cercavano di ucciderla. Il Necromante nell'avvicinarsi a lei aveva abbattuto un armigero della Lady che si era messo di mezzo.
<<Milady>> disse, prendendola in giro con un profondo inchino.
<<Giullare?>> Lady Locksword era visibilmente sorpresa trovandosi di fronte il volto dipinto metà nero e metà bianco, con il sorriso accentuato dal colore rosso acceso delle labbra. Ora il guitto era vestito tutto di nero e portava un lungo mantello con cappuccio. Aveva un fodero legato dietro la schiena che ospitava la larga spada che stava impugnando in quel momento.
<<Necromante>> ripeté lei lentamente, correggendosi.
<<il colore della spada sul vostro stemma è sbagliato. Dovrebbe essere marrone. Tutto quel tempo in acqua dovrebbe esser arrugginita>> prese in giro il suo blasone. Il giorno prima si era astenuto perché era solo un giullare tanto loquace quanto fifone. La spada del Necromante scattò come un fulmine nero verso la Lady che parò a stento il colpo. Un altro suo armigero si era frapposto tra di loro, tentando di proteggere la sua signora, ma ebbe vita breve ed il Necromante fu di nuovo sull'orgogliosa Lady Locksword, che non ebbe il buon senso di fuggire. Attaccò invece a sua volta come una furia. Ma la lama della Lady non era la famosa spada incantata ed insanguinata del blasone di casata che, la leggenda diceva, era stata restituita al fiume alla morte del suo avo. E non difese adeguatamente la propria padrona. La larga lama nera del Necromante trapasso la pancia della rossa e lentiginosa Lady. L'uomo in nero la cinse con un braccio dietro la schiena e l'accompagnò delicatamente a terra senza estrarre la spada dal suo ventre. Pagò il suo debito in quel momento. Mentre la Lady stava morendo le diede la moneta di morte. Le monete di morte avevano il nome di chi doveva morire da un lato e dall'altro il nome di chi aveva commissionato la morte. Crearle era complesso ed implicava un rituale esoterico che legava l'anima ad esse. Si partiva dalla coniatura, quando il committente doveva incidere personalmente i lati della moneta con il proprio nome e quello di chi si desiderava la morte. Il rito esoterico prevedeva un legame di sangue con la moneta ancora calda tenendola in una mano con il palmo insanguinato. Era un complesso legame tra chi commissionava la moneta, chi accettava di eseguire la condanna e chi, infine, veniva ucciso. Le monete di morte date ad un Necromante o alla gilda degli assassini garantivano sempre una morte.
La Lady, ormai in punto di morte, lesse il proprio nome e poi il nome di chi aveva voluto la sua morte: Alwinda Locksword. La figlia che credeva ormai morta. La strega bianca dei fiumi, che aveva consultato quando tutte le ricerche delle figlia erano state vane, le aveva detto che avrebbe riletto il suo nome nel giorno più funesto. Ma Lady Locksword aveva interpretato che un giorno avrebbe trovato la tomba della figlia o le sarebbe stata annunciata la morte via lettera. Morì dal dispiacere nel sapere l’odio profondo che provava la figlia verso di lei e ripensando al male che le aveva fatto, togliendo al Necromante la soddisfazione di sventrarla viva.
L’uomo in nero avvisato da un soldato del Nord che la porta del tramonto era assediata dagli uomini di Lord Hammond, che stavano quasi per aver la meglio, chiamò a se il suo enorme destriero nero e cavalcò velocemente verso la porta che doveva rimanere chiusa.
6.
Isabel non fece in tempo a girarsi che l’ombra nera la oltrepassò abbattendo, con una freccia scoccata in corsa Oliver Strongarm, che era a poca distanza da loro, impegnato in un duello con un soldato del Nord. Vide poi il Necromante lanciargli una moneta dorata mentre l'armigero era a terra con la freccia conficcata in petto che lo stava portando tra le braccia delle morte. Vide anche il suo volto mezzo bianco e mezzo nero con le labbra dipinte di un rosso acceso.
"Il giullare araldo" riconobbe.
L'uomo in nero smontò dal cavallo nerissimo, reso orrendo dalla visiera in ferro con spuntoni che lo faceva sembrare una grottesca creatura con la testa a forma di mazza chiodata. Si scagliò contro Lord Hammond che si era liberato di un avversario e stava tentando di raggiungere il corpo di guardia per riaprire le porte. Lord Hammond parò in tempo il fendente del negromante con la sua Sbranalupi, ma veniva incalzato e spinto via dagli attacchi del Necromante che lo voleva lontano dall'argano di apertura della porta, mentre i suoi uomini seminavano il terrore, bruciavano e saccheggiavano, rendendo la città simile ad un macello. La gente urlava e veniva massacrata senza distinzioni di età, sesso o situazione sociale. Le case bruciavano. Interi quartieri erano stati dati alle fiamme. I soldati di Rivercrown lottavano in gruppi contro il nemico che però sfruttava il fatto di esser a cavallo e non si lasciava intrappolare in duelli ma si lanciava contro chi era più inerme. Il Necromante aveva dato ordine di uccidere il più possibile, soprattutto i Lord dei fiumi se ne avessero incrociati. E quel giorno molti vessilli del regno dei fiumi vennero calati per non esser più sventolati. Lord Hammond era un abile guerriero e maneggiava bene la grande spada di famiglia ma il Necromante lo stava per sopraffare. Il Toro gli venne in aiuto caricando l'uomo in nero per aiutare il proprio signore.
<<Toro, trattienilo. Bisogna aprire la grata>> gli ordinò il Lord cercando di raggiungere il corpo di guardia libero dagli attacchi del Necromante. Ma il quel punto erano inferiori di numero ed il Lord venne trattenuto da un nuovo avversario.
7.
<<Amore perdonami>> disse Isabel piangendo. Era la prima volta che lo chiamava cosi. Ed era una prima volta amara. Terry era ancora a terra e cercava di rialzarsi. Lei avrebbe voluto che non si muovesse. Ma se si fosse alzato avrebbero potuto allontanarsi e mettersi in salvo.
"Ma dove?" si chiese un attimo dopo rendendosi conto del massacro intorno a loro. <<Isabel ti ho già perdonata>> disse lui accarezzandole il viso mentre una smorfia di dolore attraversava il suo volto per la ferita che gli aveva inferto. Poche armi sono più letali di uno stiletto usato bene gli aveva insegnato il padre.
<<aiutami ad alzarmi e stracciati un lembi di stoffa per farne una fascia>> chiese lui.
<<No>> gemette lei.
<<Devo aiutarli. Bisogna riaprire la porta del tramonto altrimenti moriremo comunque tutti. Una costola deve aver fermato il tuo colpo. Mi fa male terribilmente ma non è una ferita letale>> provò a convincerla.
Isabel avrebbe voluto opporsi. Ma la determinazione dell'uomo e la situazione disperata la convinsero ad aiutarlo. Terry, con una fasciatura di emergenza tornò nella mischia. Uccise per primo un guerriero che era impegnato con Lord Hammond prendendolo alle spalle, mandando al diavolo le regole cavalleresche del duello. Il Lord gli ordinò di tenere a bada gli uomini del Nord mentre lui risollevava la grata. Il Necromante chiamò a se altri soldati del Nord e fu di nuovo caos sotto la porta del tramonto. Isabel vide Terry andare ad affrontare direttamente il Necromante che, liberato dal Toro impegnato con altri dei suoi uomini, voleva raggiungere e fermare il Lord di Rivercrown. Il sangue aveva tinto di rosso la fasciatura ed il fianco destro di Terry che affrontó ugualmente l'uomo in nero. I due duellanti incominciarono una macabra danza di morte, vorticando le spade e muovendosi tra i numerosi cadaveri attenti a non inciampare su di essi. Isabel in quella battaglia vedeva solo loro due che si scambiavano colpi veloci e furiosi. Il Necromante combatteva e rideva come un folle e cercava di sfruttare la ferita di Terry per aver ragione di lui. Ma il suo uomo resisteva stringendo i denti. Isabel capì che voleva solo bloccarlo, incurante della propria vita, in modo che Lord Hammond avesse il tempo di riaprire la porta del tramonto.
"Lo ucciderà" disse una voce nella sua testa come se fosse dietro di lei. "hai fatto il lavoro per il Necromante".
Era vero, constatò Isabel. Terry era sempre più stanco e faticava a parare i colpi nonostante la sua eccezionale abilità. Il Necromante già gli aveva procurato un taglio all'avambraccio ma lui non arretrava. Sarebbe morto per trattenerlo. Era disperata e carica di odio per se stessa. Aveva cercato di uccidere l'uomo che amava scambiandolo per il Necromante.
“Morirà se non fai qualcosa per aiutarlo" disse la voce oscura e profonda che era nella sua mente. Allora lei si guardó intorno e prese da terra la prima arma che trovò per cercare di aiutarlo.
"Non quella. Così ti farai ammazzare." la ammonì la voce. Isabel questa volta sentì come se la voce fosse alla sua destra e gli venne d'istinto voltarsi. E la vide.
8.
Terry, incurante della ferita, da cui perdeva sangue nonostante la fasciatura, e della stanchezza, reggeva ancora il confronto con l'avversario in nero dimostrando grande maestria nell'uso della spada. Ma a decretare la sua sconfitta fu peró la spada che si spezzò non reggendo gli incroci con la nera lama dell'avversario. E questi lo trafisse deridendolo. Mentre Terry cadeva a terra, Il Necromante rialzò il nero spadone sopra la propria testa, per finirlo con un fendente mortale.
Proprio in quel momento un quadrello colpì l'uomo in nero, conficcandosi nella spalla sinistra, prima che questi potesse calare la spada sull'avversario oramai sconfitto. Isabel aveva recuperato la balestra di un armigero caduto dalle mura nel momento in cui Terry veniva trafitto. La balestra era già carica e lei, libera della presenza dell'uomo, aveva tirato mirando al cuore del Necromante. La magia del Necromante avrebbe dovuto deviare del tutto il colpo ma quella volta non aveva funzionato bene. La donna, guidata dalla voce che era nella sua mente, aveva cantilenato un versetto di cui non capiva il significato, in una lingua che non conosceva.
"Hai una voce incantata" le disse la voce misteriosa. Glielo aveva detto anche Terry qualche giorno prima, rivelandole che gli piaceva starla ad ascoltare e che lo avrebbe fatto per ore ed ore.
Il Necromante rimase stupito dall’accaduto ma si ridestò presto. Alla porta del tramonto stava arrivando un nuovo gruppo di soldati, alcuni vestiti di azzurro con un bianco cigno in petto, altri avevano i colori nero e giallo di Rivercrown. A guidarli erano il giovane Swanbrave e Lord Antony Torenbranden. Sgominarono gli uomini del Nord rimasti e ripresero le mura lottando ferocemente mentre la pesante porta di ferro veniva sollevata per opera di Lord Hammond. Il contingente del Re Supremo entrò in città ribaltando la situazione prima che il Necromante, che si era attardato tropo nel duello con Terry, potesse intervenire.
L’uomo in nero fuggì ferito, ma sempre agile come un felino, senza dare il colpo di grazia all'avversario che lo aveva rallentato. Non ce n'era bisogno. Sarebbe morto lo stesso tra atroci sofferenze.
9.
Il Necromante radunò a se gli uomini del Nord sopravvisuti e si diresse verso porta dell’alba che era ancora sigillata dalle fiamme. Un gruppo dei suoi uomini aveva aperto la porta di ferro che non poteva essere comunque oltrepassata per via del fuoco. Si posizionò di fronte alla porta ed urlò un comando in lingua arcana ed all’improvviso ostacoli e fiamme vennero spazzati via verso l’esterno. Il contingente del Nord si affrettò a fuggire uscendo dalla porta dell’alba dirigendosi verso le foreste a Nord. Il Necromante invece devió verso il fiume dove lo attendevano due barche che l’avrebbero portato alla Corvo Bruciato insieme ai pirati che avevano appiccato il fuoco alla porta dell’alba.
<<Stanno scappando verso il porto>> gridò Lord Hammond vedendo che l’esercito del Nord scappava verso la porta dell’alba. <<uomini a me>> urlò con furia crescente. Ora che il contingente di Aran Lionbreed era tornato potevano inseguire e contare dare una lezione agli uomini del Nord. E forse anche il Necromante sarebbe stato battuto dal numero soverchiante di nemici. Cominciò a correre verso la porta dell’alba.
<<Lord Hammond>> lo chiamò Terry ancora a terra ferito con la testa sulle ginocchia di Isabel che cercava di accudirlo.
<<Andate all’angelo del fiume. Esiste una porta segreta che conduce oltre le mura. Se sono diretti alle sponde del fiume potete tagliargli la strada da li>>. Provò ad alzarsi per unirsi all’inseguimento ma si sentiva troppo debole. Le ferite che gli avevano inferto Isabel e ed il negromante bruciavano atrocemente.
Il Toro intanto non aveva seguito il suo signore. Non si era mosso all’inseguimento e si era offerto di prendere in braccio quello che in battaglia era diventato un suo amico. Non avevano scambiato più di qualche parola mentre vedevano gli uomini della città cadere ed, a loro volta, abbattevano gli uomini del Nord per salvare Rivercrown.
Lord Hammond dirigendosi verso la locanda venme affiancato dal gruppo di uomini capitanati dal valoroso erede di casa Swanbrave, che erano accorsi alla porta del tramonto. Si unirono all’inseguimento. Arrivarono alla locanda dell’angelo del fiume che intanto Beatrix aveva adibito ad infermeria per soccorrere i numerosi feriti. La locandiera li condusse per lo stretto passaggio è Lord Hammond constatò con soddisfazione che Terry aveva avuto ragione. Potevano tagliare la strada agli uomini del Nord ed ai pirati prima che arrivassero alle barche ormeggiate sulla sponda del fiume. Ma quell’inseguimento non portò nulla di buono sia per i Lord dei fiumi che per il Necromante ed i suoi alleati.