Un Porto Sicuro.

By arenyctophilia

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"Perdere te, dopotutto, è stato perdere me" La morte prematura del fratello maggiore ha sconvolto totalmente... More

Prologo.
Capitolo 1.
Capitolo 2.
Capitolo 3.
Capitolo 4.
Capitolo 5.
Capitolo 6.
Capitolo 7.
Capitolo 9.
Capitolo 10.
Capitolo 11.
Capitolo 12.
Capitolo 13.
Capitolo 14.
Capitolo 15.
Capitolo 16
Capitolo 17.
Capitolo 18.
Capitolo 19.
Capitolo 20.
Capitolo 21.
Capitolo 22.
Capitolo 23.
Capitolo 24.
Capitolo 25.
Capitolo 26.
Capitolo 27.
Capitolo 28.
Capitolo 29.
Capitolo 30.
Capitolo 31.
Capitolo 32.
Capitolo 33.
Capitolo 34.
Capitolo 35.
Capitolo 36.
Capitolo 37.
Capitolo 38.
Capitolo 39.
Capitolo 40.
Capitolo 41.
Capitolo 42.
Capitolo 43.
Capitolo 44.
Capitolo 45.
Capitolo 46.
Capitolo 47.
Capitolo 48.
Capitolo 49.
Capitolo 50.
Capitolo 51.
Capitolo 52 - Parte 1.
Capitolo 52 - Parte 2.
Capitolo 53 - Parte 1.
Capitolo 53 - Parte 2.
Capitolo 54.
Ultimo Capitolo.
Epilogo.
Ringraziamenti.
Capitolo Bonus. Buon Natale!
Capitolo bonus. Buon 2021 e un Grazie Infinito.
Interviste.
Risposte pt. 1. ❤️
Nuova Trama.
Capitolo 1 Nuova Edizione.
Spiegazioni.
Con voi.

Capitolo 8.

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By arenyctophilia

Scendo incazzata nera le scalza, con l'intenzione di mandare a fanculo chiunque mi abbia svegliato con il fottuto campanello alle sette e mezza del mattino di sabato, interrompendo il mio bellissimo sogno in cui ero in un mondo completamente fatto di cibo. 
-CHE DIAMINE VOLETE?!- sbraito isterica, aprendo la porta, rimango scioccata quando vedo Damian e Jacob in piedi sul mio ingresso, il primo sembra incazzato nero e l'altro sembra allegro, quest'ultimo fa per parlare e io gli chiudo la porta in faccia, tornando a salire strisciando le scale, senza la minima voglia di vivere. Sicuramente non hanno capito che non sono i benvenuti, sopratutto a quest'ora, perchè tornano a suonare a ripetizione, irritandomi. Torno a scendere le scale a passo di marcia e apro la porta, infuriata -Tornatevene a casa vostra!-ringhio furente, poi faccio per chiuderli nuovamente la porta in faccia ma Jacob mette il piede per evitare che lo faccia. 
-Sei davvero, davvero, davvero maleducata, principessa- esclama come se fosse deluso, mettendosi una mano sul cuore -Ci fai entrare?- chiede annoiato, osservandomi con un sorrisetto, io spalanco gli occhi e mi rendo conto che l'unica cosa che indosso, oltre l'intimo, è la gigantesca maglietta da football di mio fratello. 
-Sei davvero, davvero, davvero un idiota, Jacob- faccio un sorrisetto falso -Perchè siete qui!?- ringhio irritata, osservandoli. 
-C'è notro fratello lì dentro, quindi facci entrare, Thompson- ringhia di rimando Damian, facendo un passo avanti, Jacob gli lancia un'occhiata gelida, poi mi mostra un ghigno divertito. 
-Siamo appena tornati da una festa e io ho avuto la geniale idea di passare a salutarti- Jacob fa spallucce -Ora ci fai entrare, principessa?- 
-No- rispondo ovvia, alzando gli occhi al cielo -Non mi interessa se siete appena tornati da una festa, non potete svegliarmi a quest'ora- sbotto, e nonostante le mie parole spalanco la porta, lasciandoli entrare. 
-Sei contraddittoria- cantilena Jacob, diverito, dietro di me mentre vado in cucina. 
-Sei noioso- rispondo allo stesso modo, mettendo l'acqua a bollire per farmi un the. -Alle sette e mezza- borbotto irritata -Mi avete svegliata alle sette e mezza del mattino, vi dovrei uccidere- 
-Però ci hai fatti entrare- risponde Jacob.
-Certo, ho già provato a lasciare chiusi fuori due ragazzi, e le conseguenze non sono state piacevoli per me- ribatto fingendomi annoiata e indifferente -In più voi mi fate pena, sono una donna di buon cuore- 
-Hai lasciato fuori di casa tuo fratello e Jhonson?- chiede divertito il ragazzo dietro di me -Che grandissima stronza- 
-Lo prendo come un complimento- ribatto sorridendo leggermente, prendendo gli ingredienti per fare i pancake -Vostro fratello sta dormendo, cosa ovvia vista l'ora- specifico pungente, il campanello suona e io lancio un'occhiataccia ai fratelli Scott, seduti negli sgabelli davanti al bancone della cucina. 
-Abbiamo invitato anche gli altri, non te lo avevo detto?- ghigna Jacob, io lo fulmino con lo sguardo e lo ignoro, andando ad aprire. Stranamente non sono infastidita dal suo comportamento, anche se credo di essere influenzata dalla scioccante rivelazione di Tyler. 
-Abbiamo portato caffè- esclama sorridente Scarlett appena apro la porta -Per scusarci della enorme maleducazione dei nostri migliori amici- fa un sorriso di scuse. Rimango per un attimo imbambolata, poi mi riprendo e rivolgo a tutti e tre un sorriso imbarazzato.
-Non preoccupatevi, entrate- gli occhi di Scarlett si illuminano e mi da un bacio sulla guancia, entrando in casa come se lo avesse fatto altre mille volte. Amalia mi abbraccia divertita, mi da un bacio anche lei e segue l'amica. 
-Carino il pigiama- dice divertito Ethan, squadrandomi dalla testa ai piedi, io sorrido, non mi infastidisce per niente il suo commento, a differenza di tutti quelli che dicono Jacob e Damian; Ethan sembra un tipo apposto. 
-Vero? È il mio preferito- rispondo ironica -Dai entra- mi faccio da parte, indicando con un cenno del mento l'interno della casa. Lui mi sorride e mi sorpassa, io chiudo la porta e lo guido in cucina, dove tutti stanno parlando. 
-Questa casa è a dir poco bellissima, Charlene- si complimenta Amalia, osservandosi attorno -È tipo grande il quadruplo della mia- osserva, corrugando le sopracciglia, io faccio una smorfia e vado a spegnere il bollitore.
-Mio padre riempie i vuoti con lo sfarzo, ha sempre fatto così e sempre così farà- rispondo fingendomi indifferente -Com'è andata la festa?- chiedo, cambiando totalmente discorso. 
-Il solito- borbotta Amalia, sbadigliando. 
-Non proprio il solito- rimbecca Scarlett, voltandosi verso di me -Era una festa di uno della South, e indovina chi c'era?- ghigna divertita -La vostra capo cheerleader- canticchia osservandomi 
-Non stava dicendo proprio belle cose su di te- continua Amalia facendo una smorfia, io faccio spallucce, sinceramente non me ne fotte nulla di quello che dice quella stronza. 
-Era ubriaca marcia- riprende divertita Scarlett -Beh, le ho fatto presente quanto posso essere stronza quando si dicono cazzate alle persone a cui voglio bene- sorride malefica, poi torna allegra e pimpante, mi sorride raggiante -Caffé?- mi porge il bicchiere di Starbucks, io sorrido, accettandolo di buon grado. 
A cui voglio bene. 
Ripreno a fare l'impasto per i pancake, stando attenta alle dosi e a non fare grummi. 
-Com'è che non siete ubriachi anche voi?- chiedo stranita, alzando leggermente gli occhi verso di loro. 
-La settimana prossima c'è la partita contro la tua scuola, il cach è stato chiarissimo: niente sbronze- risponde Ethan annoiato, osservandomi.
-E voi due? Come mai non siete ubriache?- chiedo a Scarlett e Amalia. 
-Non è divertente dover fare da babysitter, e noi abbiamo un cuore, non potremmo mai lasciarle chiuse fuori casa- mi giro verso Jacob e incarno un sopracciglio. Mi ha appena lanciato una frecciatina?
-Chris e Luke lo meritavano, mi avevano fatta incazzare e di certo una notte al fresco poteva schiarire loro le idee- mi giustifico, guardandolo male. 
-Io ti faccio incazzare..- finge di pensarci e sembra avere un'illuminazione -Praticamente sempre?- ghigna divertito -Eppure mi hai fatto entrare- alzo gli occhi al cielo, infastidita.
-Te l'ho detto, mi avete fatto pena- rispondo. 
-Tuo fratello non ti ha fatto pena?- 
-Lui era mio fratello- dico mentre metto a scaldare la padella -Se si comportava da idiota con me io ero totalmente autorizzata a fare l'idiota con lui, è ovvio
-Quindi..-
-Quindi non rompere le palle, perchè ti potrei sbattere fuori immediatamente- lo interrompo con un ghigno -L'ho fatto con mio fratello e non ho provato nemmeno un minimo di rimorso, con te potrei addirittura divertirmi- Scarlett e Amalia scoppiano a ridere, io sorrido divertita e incomincio a fare i pancake. 
-Vedi Damian, per questo è nostra amica- dice Amalia verso il maggiore degli Scott, che le riserva un'occhiata agghiacciante. 
-Perchè riesce a sfottere Jake?- chiede scettico Ethan, Jacob gli fa il ghigno.
-Perchè non si fa mettere i piedi in testa da Jake- lo corregge Scarlett con l'aria di una che la sa lunga, Jacob alza gli occhi al cielo e si alza, si mette accanto a me e prende con tutta la tranquillità del mondo un uovo. 
-Che stai facendo?- chiedo sospettosa, girando il pancake. 
-Fratellone, secondo te riesco a lanciare quest'uovo nel tuo bicchiere senza che si rompa?- chiede alzando e abbassando le sopracciglia velocemente con un ghigno divertito in volto. 
-No- Damian lo guarda come se avesse qualche ritardo mentale. 
-Indovina un po'- Jacob alza la mano e lancia l'uovo verso Scarlett, il rosso si sparpaglia su tutti i suoi capelli e scivola successivamente sul suo vestito -Avevi ragione!- esclama divertito, io spalanco la bocca e scoppio a ridere seguita da Amalia, Scarlett è bloccata dallo shock, alza il viso lentamente verso il migliore amico, poi inaspettatamente sorride, togliendosi dal viso quella merda. 
-Te la farò pagare, Jacob Scott, fosse l'ultima cosa che faccio ma io te la farò pagare- lo minaccia con un sorriso angelico, assottigliando gli occhi. 
-Tieni, Scar, pulisciti- le porgo uno straccio bagnato, con un sorriso divertito sul volto -Sali su, ti presto dei vestiti, puoi anche farti un bagno se vuoi, i capelli sono un vero disastro- la informo ridacchiando. 
-Ti abbraccerei, ma non credo sia il caso- sorride radiosa -Però sì, grazie mille, ti adoro- 
-Secondo piano, l'ultima camera, il bagno è in una porta e quella accanto a destra è la cabina armadio, prendi i vestiti che vuoi- sorrido, poi osservo anche Amalia e di sicuro non è tanto comoda con quei vestiti -Puoi cambiarti anche tu, sicuramente quel vestito non è molto comodo- 
-No, tranquilla, non voglio disturbare- risponde subito, io la guardo leggermente male. 
-Non disturbi assolutamente, vai, non c'è alcun problema- lei annuisce e prende i tacchi che aveva ai piedi in mano, poi insieme a Scarlett, che si sta lamentando del suo vestito sporco, spariscono dalla mia visuale. Mi dedico ai pancake, visto che sto morendo di fame. 
-A noi non offri dei vestiti comodi, principessa?- chiede divertito Jacob, accanto a me, mentre mi osserva. 
-Mio padre usa solo completi eleganti e non ho per niente idea di cosa o dove siano i suoi pigiami, non ho abiti di mio fratello e in ogni caso, anche se gli avessi, non vi offrirei il cambio- sorrido falsamente, versando un altro po' di impasto nella padella. 
-Che cattiveria, ci odi proprio eh?- lo dice con divertimento, eppure sento che è una domanda seria. 
-Voi siete degli stronzi, io mi comporto di conseguenza- faccio spallucce, girando il pancake -Se volete c'è torta al cioccolato in frigo, l'ho fatta ieri notte- borbotto senza guardarli. 
-Io la voglio- esclama contento il ragazzo al mio fianco, aprendo il frigo e estraendo il piatto con l'enorme torta al cioccolato senza nemmeno chiedermi nulla.
-Sei un maleducato, Jake- commenta Ethan, osservandolo. 
-Jhon, la prima volta che ci ha invitato qui, ha detto esattamente queste parole: "Fate come se foste a casa vostra". L'ho preso letteralmente in parola- prende anche i piatti e la taglia esattamente come non dovrebbe essere tagliata una torta, però evito di commentare e sgridarlo -Comunque a pranzo usciamo, principessa- lo guardo malissimo e reprimo la tentazione di spiaccicargli un pancake in faccia. 
-E questo chi l'avrebbe deciso?- chiedo alzando un sopracciglio, irritata. 
-Io- dice come se fosse ovvio. 
-Bene, allora tu e la tua uscita a pranzo potete tranquillamente andarvene a fanculo- ringhio fulminandolo con lo sguardo. 
-Buongiorno..-  mi volto di scatto verso Tyler, che si sta stropicciando gli occhi sull'uscio della porta, poi mi sorride teneramente e corre ad abbracciarmi -Ciao Charl- 
-Buongiorno piccolino- gli scompiglio i capelli -Dormito bene?- lui annuisce a sbadiglia, puntando poi lo sguardo sui fratelli maggiori e fa una smorfia, però non dice nulla -Vuoi il latte? Sto facendo anche i pancake- gli sorrido, lui sbadiglia nuovamente e si siede i mezzo a Damian e Jacob. Metto i primi due pancake su un piatto e lo metto davanti al bimbo, poi metto in tavola la marmellata e la nutella. Metto a scaldare il lette, e finisco di fare i pancake. 
Dopo un paio di minuti ci troviamo tutti in tavola a fare colazione, in silenzio. 
-La tua cabina armadio é più grande della mia camera, Charlene!- strilla eccitata Scarlett, entrando in cucina, ha uno dei miei tanti pigiami e i capelli bagnati, a seguito entra anche Amalia. 
-Ci sono più vestiti lì che in un negozio di abbigliamento, ragazza- borbotta ques'utlima, sedendosi accanto a me. 
Rispondo con un sorriso imbarazzato, mettendomi poi in bocca un pezzo di pancake -Che vuoi fare oggi, Tyler?- chiedo osservando il più piccolo dei fratelli Scott che mangia indisturbato. 
-Possiamo andare in piscina, dopo?- chiede facendo il labbruccio, io annuisco scettica e continuo a mangiare. Non sono ancora andata nella piscina interna che abbiamo, come non sono ancora andata nella sala giochi o nella sauna che abbiamo, cose del tutto inutili ma per mio padre non fa differenza. 
-Dove sarebbe la piscina?- chiede stranito Jacob, osservandomi. 
-Al piano inferiore- mormoro con una smorfia, tutti i presenti mi guardano a dir poco scioccati, certo, a eccezione di Damian, al quale a quanto pare ho dato un motivo in più per odiarmi. 
-C'è una piscina interna- credo che Ethan volesse fare una domanda, appure sembra una constatazione.
-Sì, c'é anche una sala giochi, una sala cinema, un bar, una sala dei vini, una palestra, una sauna e l'impianto per la musica in tutte le stanze- vorrei sotterrarmi ora. 
Grazie Tyler, per aver spiattellato in faccia ai tuoi fratelli e ai loro amici quanto sono schifosamente ricca. 
-Scherza vero?- chiede piano Scarlett, scioccata, io faccio una smorfia prima di rispondere.
-Ve l'ho detto: mio padre riempie i vuoti con lo sfarzo- dico imbarazzata e tesa, sorridendo forzatamente. 
-Wow, sono leggermente scioccato- commenta Ethan -Com'è che tuo fratello non si è mai vantato di avere tutto questo?- mi blocco per un secondo, diventando fredda come il ghiaccio.
-Dopo la morte di Christopher abbiamo cambiato casa- dico apatica, portando la mano sulla catenella che porto al collo, Scarlett scruta la mia reazione poi lancia una prugna secca a Ethan. 
-Sei un'insensibile!- esclama fulminandolo con lo sguardo -Shar, ignoralo- borbotta tristemente, io sforzo un sorriso, rassicurandola. 
-Anche mio fratello lo era, e lui si sarebbe vantato eccome di avere una casa come questa, avrebbe fatto pesare a tutti che questa era l'ennesima dimostrazione della nostra agiata situazione economica- dico pacata, cercando di sotterrare tutti i sentimenti. 
-E tu? Tu che avresti fatto!?- ringhia Damian, guardandomi con odio,e lo sapevo, io lo sapevo che avrebbe detto qualcosa. Lo guardo con la più totale indifferenza. 
-Avrei fatto lo stesso- rispondo sincera, inclinando la testa -Dalla sua parte nel bene e nel male, io non l'ho mai negato- ed è la verità, sarei stata al suo fianco sempre.

《•》

-Quindi va tutto bene? Sicura? Non ti sta facendo dannare, no?- ridacchio divertita mentre finisco di fare gli ultimi esercizi di greco. 
-Va tutto bene, Cristine, Tyler è un bravissimo coinquilino, mi ascolta ed è un amore- rispondo con un sorriso, traducendo una frase -Voi state bene? Com'è Los Angeles?- chiedo curiosa, cercando di distrarla. 
-Noi stiamo bene, Los Angeles è bellissima- risponde tranquilla -Tuo padre è nervoso, però- corrugo le sopracciglia, lanciando un occhiata a Tyler, che guarda un film stravaccato sul divano mentre si ingozza di patatine. Non è una cosa molto sana, a dire il vero. 
-Come mai è nervoso?- chiedo subito -L'affare sta andando male?- 
-L'imprenditore vuole avere più quote rispetto a quelle offerte da tuo padre, che sono già tante, a parer mio addirittura troppe, ma sta tranquilla, Jhon non vuole mollare, riuscirà ad avere l'accordo- annuisco anche se non può vedermi, se c'è una cosa di cui sono certa è la bravura di mio padre nel lavoro. Lui avrà quell'accordo, ne sono certa.
-Bene, ci sentiamo domani quando tornate, Cristine, buona notte- la saluto, lei ricambia e io chiudo la chiamata, continuo a fare la traduzione di greco con più calma, poi quando il campanello suona mi alzo, prendo il portafoglio e vado a prendere le pizze che abbiamo ordinato un po' di tempo fa', poi mi siedo accanto a Tyler e guardiamo insieme il film. 
Dopo aver finito la colazione Damian, Jacob e Ethan si sono dileguati, Scarlett e Amalia invece sono rimaste tutto il giorno, sono state davvero carine e più le conosco più mi accorgo che Amalia è più dolce di quello che vuole far credere e che Scarlett non è la stronza che mostra costantemente a tutti. 
Mojito salta con noi sul divano e si accoccola sulla mia pancia, sorrido dolcemente e lo coccolo, oggi è venuto in cucina, quando stavamo ancora mangiando, e ha azzannato Jacob, dev'essere che non gli sta proprio simpatico, sono davvero orgogliosa di lui, dimostra costantemente la sua intelligenza.
Domani siamo a pranzo in un ristorante e devono venire anche gli adorabili fratelli di Tyler. 
Col passare dei minuti Tyler si addormenta nel divano, sorrido dolcemente e lo prendo in braccio, riesco a spegnere con difficoltà la televisione, poi prendo il mio cellulare e salgo lentamente le scale, pregando silenziosamente di non fare disastri. lo poso piano nel letto in cui ha dormito ieri, gli rimbocco le coperte e faccio per andarmene ma lui mi ferma. 
-Resta qui- farfuglia assonnato, si sposta un po' e scosta il lenzuolo, facendo uno sbadiglio. Prendo un grosso respiro e decido di coricarmi un po' con lui, anche se mi trovo leggermente in difficoltà: non ho mai dovuto assecondare nessuno, sono sempre stata io la figlia minore, e non so comportarmi da... sorella maggiore.
Tyler si accoccola vicino a me, lo avvolgo con un braccio e gli do un bacio sulla fronte. 
-Mi manca- sussurra dopo un po' -Non l'ho mai detto ad alta voce, però Evelyne mi manca- mormora, mi si stringe il cuore -A te manca Chris?- 
-Da morire- rispondo osservando il soffitto -Vuoi raccontarmi qualcosa di lei?- chiedo in un sussurro, passando piano la mano fra i suoi capelli -Oppure.. non so, vuoi sentire qualcosa su Chris?- aspetto la sua risposta, si prende un po' di tempo per ragionare poi incominci a giocare con le dita della mia mano. 
-Evelyne era sempre sorridente- incomincia a bassa voce, come se mi stesse raccontando un segreto -Era la mia migliore amica, mi aiutava in ogni momento e si prendeva cura di me, mamma lavorava davvero tanto e Evelyne si era fatta carico in tutto e per tutto del suo fratellino. Era fantastica- le vuole davvero tanto bene, lo sento dal tono di voce, la ama tanto quanto io amo mio fratello, e ne sono certa: deve essere stata una persona fantastica per meritarsi l'amore di Tyler, e anche quello di mio fratello -Mi manca davvero tanto- si lascia sfuggire un singhiozzo, poi incomincia a piangere davvero, piange disperato, affranto, e io posso solo abbracciarlo, stringerlo a me fortissimo, per cercare di dargli un po' della tranquillitá che merita.
-Va tutto bene, Tyler, va tutto bene- sussurro fra i suoi capelli, dandogli un bacio -Andrà meglio, fidati di me, il dolore prima o poi passa, tesoro- lui continua a piangere singhiozzando -Va tutto bene Tyler, ci sono io- mormoro, accarezzandogli i capelli -Va tutto bene, è giusto piangere, è giusto farlo, piccolino- 
È giusto piangere la morte di un fratello, ma io non ci riesco, non ci riesco proprio. 
Si addormenta fra i singhiozzi, abbracciato a me, e non ho il coraggio di lasciarlo solo, infatti mi addoormento assieme a lui, accomunati dallo stesso dolore, dalla stessa perdita.

《•》

 -Mamma! Mamma!- Tyler corre felice fra le braccia di Cristine, io invece sorrido leggermente e vado ad abbracciare mio padre, che, ad essere onesti, sembra davvero stanco. 
-Ehi papà- lo saluto con un sorriso, abbracciandolo. 
-Ciao tesoro- mi da un bacio sulla fronte, poi si abbassa per darne uno anche a Tyler, nel mentre io abbraccio Cristine.
-Ciao bellissima, è andato tutto bene?- chiede sorridendomi, io annuisco e mi faccio da parte -Ragazzi- 
-Ciao mamma- risponde Jacob, sorridendole -Mamma- dice svogliatamente Damin, a mo' di saluto. 
Andiamo a mangiare qualcosa viste le lamentele mie e di Tyler, durante il pranzo Cristine e mio padre ci raccontano com'è andato il loro viaggio, papà mi informa delle complicazioni che ha avuto durante il dibattito del contratto e delle pretese avanzate da quell'imprenditore. 
-Però alla fine hai chiuso l'accordo, no?- chiedo, osservandolo. 
-Si, alla fine ho chiuso l'accordo, ovviamente- risponde mio padre, sorseggiando del vino -Le sue richieste erano totalmente inaccettabili. La nostra azienda era la più forte, per ragion di logica lui era obbligato a cedere-
-Certo, poi il fatto che tu incuti timore non ha aiutato per niente- ribatto ironica, mio padre mi lancia un'occhiataccia e io gli sorrido divertita -Oh, andiamo papà, quando sei a lavoro entri nella modalità dittatore terrificante, è impossibile opporsi- 
-Esageri, come sempre- sorrido divertita, lui nemmeno se ne accorge ma diventa un freddo calcolatore quando è a lavoro. 
-Io non esagero mai- cantileno, riportando l'attenzione sul gigantesco dolce nel mio piatto. 
-Quest'affermazione è davvero discutibile, visti certi tuoi atteggiamenti- ribatte con leggerezza, io alzo gli occhi al cielo e non rispondo, anche perchè per una volta su un milione ha ragione.
Si riferisce a quando mi comporto da ragazzina ricca, viziata e figlia di papà con l'atteggiamento da eterna snob altezzosa, che gode del disagio altrui. 
Beh, nessuno nasce perfetto.
Ricominciano a parlare tutti assieme, e quando Jacob dice con tutta la tranquillità del mondo che ieri eravamo assieme a colazione mi strozzo con la Coca-cola che stavo bevendo. Mio padre mi lancia un'occhiata annoiata e incomincia a battermi con una forza praticamente inesistente la mano sulle spalle. Cristine, invece, inizia a sclerare. 
-Oh mio Dio, vi state frequentando anche da soli- strilla, io incomincio a tossire come una matta ancora con più forza, nella fronte di mio padre nasce un cipiglio dubbioso mentre mi osserva soffocare. 
-Mi sta anche simpatica- dice Jacob allegro, osservandomi divertito
Adesso gli lancio qualcosa in faccia. 
Lo guardo malissimo, bevendo a piccoli sorsi l'acqua nel bicchiere per riprendere a pensare lucidamente. 
-Oh mio Dio!- strilla ancora Cristine, eccitata. Le rivolgo un sorriso imbarazzato e apro bocca per dire qualcosa ma Jason mi precede e dice, come al solito, qualcosa di tremendamente stupido. 
-In pratica siamo diventati super amici- il mio piede scatta da solo e gli lancio un calcio da sotto al tavolo, ma ovviamente ho la stessa fortuna di un cavallo da macello, perchè chi colpisco non è Jacob, ma Damian. 
-Azzardati a rifarlo e te ne pentirai, Thompson- ringhia rabbioso con gli occhi intrisi di odio. 
-Volevi davvero darmi un calcio da sotto al tavolo?- chiede Jacob fingendosi incredulo, con un ghigno divertito nel volto. 
-Esattamente- sorrido cattiva e sferro un'altro calcio, questa volta non sbaglio visto che strabuzza gli occhi e fa un gemito di dolore, portando la mano nella sua gamba. 
-Sei una stronza- il mio sorriso non vacilla e faccio una faccia soddisfatta. 
-Ti sto ancora simpatica, Jacob?- chiedo ironica, poi rivolgo la mia attenzione su Cristine, e il suo volto è talmente speranzoso che non me la sento di dirle che in realtà i suoi figli sono venuti a casa mia solo perchè c'era Tyler -Beh, diciamo che cerchiamo di non ucciderci quando siamo nella stessa stanza- dico con una smorfia. 
Non è una bugia, almeno non ho mentito. 
Cristine mi fa un sorriso colmo di gratitudine, io le rivolgo un sorriso teso e inizio a giocare con la catenina al mio collo. 

Da: Lukelukey♡
Mi manchi. 

Sorrido leggermente, sento gli sguardi di Damian e Jacob su di me, il che mi innervosisce, però cerco di non dar loro peso. 

A: Lukelukey♡
Anche tu Lukey. 
Com'è andata la partita di ieri, capitano?

Da: Lukelukey♡
Abbiamo vinto, principessa, ovviamente. 

-Charlene- alzo il viso dal telefono e guardo mio padre -Hai il vestito per la serata di beneficienza?- mi blocco per un secondo, poi gli faccio un sorriso smagliante. 
-Certo!- esclamo contenta, sperando silenziosamente che non faccia nemmeno una domanda sul mio abito, la quale implicherebbe dirgli la scollatura di davanti e i dietro del vestito. Mio padre mi osserva attentamente, e ovviamente la mia felicità riguardo a questa cavolo di serata di beneficienza, della quale sinceramente non me ne frega niente, lo insospettisce. 
-È un vestito sobrio?-  chiede lentamente, mi sforzo di rimanere sorridente e tranquilla, anche se dentro di me sto pregando che mi risparmi una volta che soprirà com'è fatto il mio vestito. 
-Pff, a momenti sembro una suora- dico con nonchalance, facendo spallucce. Con la coda dell'occhio vedo Jacob ghignare. 
Brutto idiota, lui sa che ero preoccupata per la scollatura. 
-Quindi non ti dispiacerà descrivermelo- continua mio padre, studiando il mio atteggiamento. 
Sono fottuta. 
Gli scocco un'occhiataccia -Si papà, mi da fastidio- ringhio sempre sorridendo -Non vorrei mai rovinarti la sorpresa- 
-Quest'anno devi comportarti bene- mi guarda severamente -Non ti devi ubriacare, devi essere educata e niente commenti o atteggiamenti da stronza con nessuno- bla, bla, bla. 
-Non mi ubriacherò- concedo con un sorriso falsissimo, però non faccio altre promesse.
-E non ti comporterai da stronza- annuisco e sorrido nuovamente come se fossi entusiasta di questo. 
-Non mi ubriacherò- ripeto inclinando la testa verso di lui -Promesso- continuo divertita, lui alza gli occhi al cielo. 
-Sai cosa dicono dei miei figli? Che sono maleducati, insensibili, egoisti, odiosi, viziati e si credono superiori a tutto e tutti- sbuffo disinteressata e annoiata. Quell che pensano di me non è ne una novità ne tantomeno un problema. 
-Infatti è così- ripondo con un'alzata di spalle -Lasciali parlare, a me non interessa- 
-Beh, a me sì- alzo lo sguardo verso di lui, gelida. 
Non mi piace il suo tono, non mi piacciono le sue pretese e non mi piace la piega che sta prendendo il discorso. 
-Forse te ne dovevi accorgere prima del comportamento dei tuoi figli, papà- sibilo rabbiosa -Sai, quando Christopher non era ancora morto. Ecco quando dovevi farci la predica su come comportarci, e non parlo di un anno fa', questo discorso ce lo dovevi fare anni e anni addietro- ringhio, prendendo con rabbia il mio cellulare, mi alzo e sorrido malefica, sapendo esattamente cosa dire -Ma che dico, ti sei ricordato di avere dei figli solo quando uno è morto- 
Mi volto e me ne vado, cammino infuriata lungo le strade di Miami, con la voglia di spaccare la faccia a qualcuno. 
Come, come diavolo si permette di dirmi ora come comportarmi, eh!? E tutti gli anni addietro!? Quando rientrava a casa una volta al mese!? Che faceva in passato, perchè non mi diceva nulla, non ci diceva nulla? Lavoro, lavoro, lavoro. Solo il lavoro esisteva per lui, e io e Chris siamo dovuti crescere da soli! Soli! Non esistevano i suoi figli, solo gli affari e quella sua stupida e schifosa azienda! 
Mi siedo di scatto in una panchina, prendendomi la testa fra le mani, e quasi urlo frustrata perchè per l'ennesima fottuta volta non riesco a piangere. 
Respira, Charlene, e combatti. Combatti sempre, per lui. 

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