Luce

By fanboy-99

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La guerra è scoppiata ancora, il mondo è devastato dall'odio e dalla violenza. Un ragazzo, dalla carnagione p... More

I - Ammoniaca negli occhi
II - Lamette nelle iridi
III - Vaniglia e muschio bianco
IV - Morire di tristezza
V - Bosco di insulti
VI - Completezza e insoddisfazione
VII - Sangue nero e confusione
VIII - Sangue tiepido e lacrime salate
IX - Fasciature e garze
X - Graffio nella voce
XI - Bambini frustrati
XII - Remo d'ebano
XIII - Lussuria e disinfettante
XIV - Come la risacca del mare
XV - Pompelmo e mandarino
XVI - Aeroplanini di carta
XVII - Cupola di zaffiri
XVIII - Oboe di metallo
XIX - Condannato a morte
XX - Maschera greca
XXI - Yin yang
XXII - Lampi di fotoni
XXIII - Schifo di monotonia
XXIV - Scia di vuoto
XXV - Scaglie di sirena
XXVI - Nube elettrica color lilla
XXVII - Rugiada del cuore
XXVIII - Sonno bugiardo
XXIX - Silenzioso e maniacale panico
XXX - Fiori di erica e alisso
XXXI - Lame di luce
XXXII - Serpente a sonagli di cemento
XXXIII - Manciata di spiccioli
XXXIV - Sapone di Marsiglia
XXXV - Gocce di spensieratezza
XXXVI - Brutalmente intimo
XXXVIII - Deserto di dune azzurre
XXXIX - Che gusto ha il carbonio
XL - Barbarie dell'uranio
XLI - Alla vita
XLII - Carosello di fantasmi
XLIII - Bagnato di luce morbida
Annuncio importante!
XLIV - Lago di marmo
XLV - Vita bastarda
XLVI - Semplice e irrimediabile schifo
XLVII - Fragole mature e inesperienza
XLVIII - Convivere con la tristezza
XLIX - Maglioni di lana
L - Occhi gonfi di pensieri
LI - Lampadari di cristallo
LII - Girasoli di notte
LIII - Gomitoli di lana rosa
LIV - Ombretto argentato

XXXVII - Mare di lenzuola

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By fanboy-99

Andrew si era rasato, i suoi capelli erano in ordine e indossava una divisa appena uscita dall’asciugatrice: quando si avvicinò al letto di Sasà si portò dietro una scia di gelsomino e Marsiglia che mi accarezzò il viso come mani di seta.

Sasà si tirò su di nuovo, cercando di salutare Andrew con il dovuto rispetto. Io rimasi immobile sulla sedia in metallo.

“Riposo soldato. Non ti muovere.” Disse lui rivolto a Sasà.
“Tenente Costas.” Lo salutò.

Lo sguardo di Andrew si posò su di me. Sorrise docilmente.

“Ho una lettera per te, dal generale Pichler.” Tornò serio. Gli porse una busta gialla. Il mio compagno la aprì e la lesse senza alcuna espressione sul viso.

“E’ una licenza?” chiese poi con voce asciutta.

“Non esattamente. Sarai trasferito nell’ospedale militare più vicino e più attrezzato per ricevere le cure adeguate.”

“Ma io…”

“Niente ma soldato Clark. Le tue condizioni potrebbero peggiorare. Partirai questa sera.”

“Signorsì, tenente” disse poco convinto prima di poggiare la schiena alla testata del letto e fissare il vuoto.

“Luce, ho bisogno di parlarti in privato.” Il suo tono era serio e duro come quello che aveva rivolto a Sasà.

“Vorrei stare un po’ da solo con il soldato Clark per ora.”

“Raggiungimi il prima possibile.”
Si portò una mano alla fronte salutandoci entrambi e si dileguò con il suo passo contenuto e robotico.

Rimasi in silenzio a fissare Sasà che non diceva una parola. Per la prima volta lo vidi preoccupato.

“Pensi… che sia solo il periodo di latenza? Pensi che… morirò?”

“No Sasà.” Mi avvicinai a lui. “Penso solo che hai bisogno di riposo e cure adatte. Lo fanno per il tuo bene, non puoi andare al fronte in queste condizioni.”
Non ero sicuro di quello che stavo dicendo. Sasà non mi guardava negli occhi.

“Promettimi solo una cosa…” disse con voce fioca. “So che mi hai già salvato la vita e non mi devi niente… ma ti prego, ti prego assicurati che non succeda niente ad Aaron. Ti prego… lui non può farcela da solo.”

“Non sarà solo. Quando tornerai ci verrai a salvare da quelle fottute tute bianche e potrai…”

“Ti prego, Luce.”
“Te lo prometto.”

La mia voce era spezzata, i miei occhi aridi. Il viso di Sasà era diventato grigio ed era invecchiato di altri dieci anni.
“Andrà tutto bene, okay?” gli accarezzai un braccio. “Guardami! Andrà tutto bene. Ti rimetterai. Devi farlo per me. Ho bisogno di te. Così come Aaron. Tu mi fai questa promessa?”

Lui esitò.

“Promettimi questo e io manterrò la mia parola.”

“D’accordo. Promesso.”

Ci stringemmo la mano. Un patto di sangue. Per sempre.

Mi poggiai di nuovo sulle sue gambe e chiusi gli occhi lasciandomi scappare, per sbaglio, un singola lacrima impaurita che si riversò nel mare di lenzuola su cui eravamo poggiati.

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