«Malik cosa ci facciamo qui?».
Abbassai lo sguardo pensando di aver sbagliato qualcosa «Volevo sorprenderti...» Mormorai tristemente.
Mi arrivò una leggera spallata «E' un posto bellissimo, ma non posso farti spendere così tanti soldi.» Dichiarò imbarazzata. La guardai con la coda dell'occhio e vidi un grande sorriso sul suo viso.
Mi mordicchiai il labbro «Una mini crociera sul Tamigi con cena, non è una cosa romantica?» Risi e scesi dalla macchina, aspettando la ragazza. Guardai il battello, di nome Ferry, e sorrisi.
L'aiutai a salire e parlò «Sei un pazzo.» Strinse il suo braccio al mio andando nella zona ristorante, dove ci aspettava un tavolo prenotato.
Mi staccai da Maya e andai incontro al Maître «Salve, sono Malik. Ho un tavolo...».
Annuì «La stavamo aspettando.» Guardò la lista e mi fece segno di seguirlo. Presi per mano la ragazza e raggiungemmo il tavolo, apparecchiato non troppo eccessivamente, ma con un tocco di romanticismo.
Aiutai Maya a sedersi e lei mi guardò «Non capisco una cosa...» Batté le unghie sul tavolo, annuì aspettando che parlasse «Perché tutto questo se il tuo intento è solo portarmi a letto?» Non fui sorpreso della domanda, in parte me l'aspettavo. Come se mi avesse letto dentro e stesse aspettando il momento più indicato per chiedermelo.
«Questo è il vero me.» Ammisi, distogliendo lo sguardo dal suo. Mi imbarazzava parlare di certi argomenti, uno di essi era proprio questo.
Iniziai a comportarmi in modo scorretto con le ragazze, quando quattro anni fa ebbi una forte delusione d'amore. Rimasi così scottato da non volermi più innamorare. Preferivo usare le ragazze e divertirmi, senza mettere in gioco i sentimenti. Credevo che così facendo, io, non soffrivo più e avrei vissuto più serenamente, ma da quando conobbi Maya tutto cambiò.
Sorseggiò la sua bevanda, senza distogliere lo sguardo dal mio viso «Perché allora ti comporti da coglione?» Perché ho paura, pensai.
«Ho paura di innamorarmi e di rimanerne deluso.» Sentì che con lei potevo fidarmi e Maya non parlò, lasciandomi l'occasione di aprirmi «Da ragazzino ebbi una grossa delusione d'amore. Rimasi così male che... Non volevo più innamorarmi ed eccoci qua. Patetico, vero?».
«Non patetico, ma...» Rimase in silenzio «Se il giorno in cui feci la tua conoscenza, tu ti fosti comportato in modo decente, beh mi avresti colpita.».
Un sorriso si dipinse sulle mie labbra «Questa sera ti ho colpita?» Alzò le spalle, evitando di rispondere «E' un no?» Mi allungai verso di lei.
«E' un forse.».
Annuì e le lasciai un bacio a stampo «Mi accontento anche di un forse.».
Pov. Harry
Mi svegliai sentendo delle voci provenire dal piano di sotto, riconobbi ciecamente mia madre e Robin. Senza far rumore mi alzai, coprendo il corpo nudo della mia fidanzata, lasciandole un bacio sulla testa. Raccolsi i miei boxer e indossai una tuta, passandomi una mano tra i capelli scesi lentamente le scale, raggiungendo le voci.
«Quindi sono tornati insieme?» Robin chiese, ridacchiando appena. Senza farmi sentire mi posizionai dietro la porta della cucina, ascoltando il discorso.
«Si, dormivano come angioletti. Niky gli ha messo la testa a posto.» Sorrisi sentendo quelle parole. Ero felice che anche i miei genitori videro il cambiamento che riuscì a farmi avere Niky. «Comunque, caro, i ragazzi fanno sesso.» Sgranai gli occhi.
Robin scoppiò a ridere «Cosa ti immaginavi? Che si coccolassero e basta?» Per uno strano motivo mi sentivo imbarazzato a sentirli parlare di sesso, per giunta se io e la mia ragazza eravamo i soggetti dell'argomento. «Basta sapere che Harry usa le precauzioni.».
«Se non dovesse usarl...».
Interruppi quel discorso, entrando in cucina «Ma cosa diavolo dite?» Sbottai, guardando entrambi. Sentivo le guance accaldate, segno di arrossimento. «Uso le precazioni e certe volte no. Penso di essere abbastanza grande da saper non fare cazzate, no?» Li lasciai abiliti «Non ho in programma un figlio, tranquilli.» Tirarono un sospiro di sollievo e mi guardarono.
«Non voglio sorprese.» Disse Robin, guardandomi e annuì. Mi girai e uscì dalla stanza, ma Robin continuò a parlare «Non fartela scappare, una ragazza come lei non la troverai più. Ti ha cambiato in meglio, sei un uomo migliore.» Sorrisi, sapendo quanto avesse ragione.
Pov. Zayn
Finita la cena ci spostammo sulla prua del battello, aspettando lo sbarco al porto di London Eye. Maya abitando da poco in questa città, non ebbe ancora l'occasione per poterla girare in modo decente e guardarne il suo fascino. Io ne ero innamorato completamente, città più bella non c'era.
Da Louis: Come mi hai detto ho parcheggiato la tua auto dietro il 'London film Museum', grazie alle seconde chiavi che mi hai dato. Buon divertimento!
Lessi il messaggio che mi inviò Louis e sorrisi, grazie al suo aiuto mi facilitò il ritorno a casa.
«Perché sorridi?».
Presi per mano la ragazza e iniziammo a camminare «Nulla di che, Louis mi ha fatto solo un favore.» Spiegai e guardai la ruota panoramica «Vuoi salirci? E' un pilastro di Londra e se vuoi goderti a meglio la città, devi salirci!» Maya la guardò, ma scosse la testa «Che succede?».
Si morse il labbro «Se te lo dico non mi prenderai in giro, vero?» Scossi la testa, portando una mano sul cuore, cosa che la fece ridere «Stupido! Comunque soffro di vertigini...».
«Tranquilla.» Capì la sua paura e non insistetti «Non sei obbligata a salirci, ti va un gelato?» Lei annuì consentendomi di portarla nella mia gelateria preferita.
Entrammo in un parco non troppo lontano e ci sedemmo su una panchina vicino all'entrata. Leccai il mio gelato e presi parola per rompere quel silenzio imbarazzante «Ti è piaciuta la serata?» Avevo un po' timore della risposta.
Maya finì la sua coppetta e buttò la carta nel cestino «Mi hai sorpreso, il vero te è fantastico.» Ammise, arrossento.
Deglutì e mi feci coraggio «Usciresti ancora con me?» Mi guardò aprendo la bocca, ma non rispose. Abbassando lo sguardo capì che la risposta non sarebbe stata positiva, del resto potevo aspettarmelo. Probabilmente non si fidava ciecamente di me e non le davo torto. La mia 'fama' era ben conosciuta a scuola e le ragazze 'per bene' mi stavano lontane.
Buttai la carta del cono, dopo essermi pulito la bocca e sospirai «Uscirei ancora con te»
Si avvicinò a me, sorridendomi. Mi lasciai sfuggire un sorriso e ammisi a me stesso di essere sorpreso della sua risposta. Non me lo aspettavo. La presi per i fianchi e la feci sedere sulle mie gambe, sentendo che quella risposta riuscì a darmi quella fiducia che mancava in me stesso. «Mi ai sorpreso soprattutto il bacio che mi hai dato...» Mi fissò negli occhi «Tutto mi sarei aspettata eccetto quello.».
Senza pensarci presi a baciarla, togliendole il fiato. Le sue labbra cercarono le mie, quasi fossero impazienti di quel contatto. Socchiusi gli occhi per poterla guardare e mi sembrava perfetta, lì con gli occhi chiusi a pomiciare seduta sulle mie gambe. Il mio paradiso terrestre. E fu quando giocai con la sua lingua che sentì lo stomaco contorcessi, che mi sentissi male? Feci pressione sui suoi fianchi facendo scontrare il suo petto contro il mio, le sue mani andarono dietro il mio collo, spingendomi il più possibile contro le sue labbra. Continuammo a baciarci con trasporto, quando sentì il mio organo riproduttivo svegliarsi. Non ora, pensai.
Scoppiò a ridere sulle mia labbra «Qualcuno si è svegliato!».
«Colpa tua.» Le feci l'occhiolino, facendola arrossire violentemente. Maya mi sembrava una ragazza sicura di sé, invece sul suo corpo no. La trovavo sexy, ma la vedevo spesso, a scuola, specchiarsi e tastare i fianchi pensando di essere troppo grassa, quando alla fine era perfetta.
«Uscirei ancora con te.» Appoggiò la sua fronte contro la mia «Questa uscita, per me, è stata come un primo appuntamento.» Disse timidamente.
Non potei far altro che sorridere «Era quello che volevo sentirmi dire...» La baciai appena «Sembrerà affrettato, ma vuoi essere la mia ragazza?» Prese il mio viso tra le mani, baciandomi passionalmente «Lo prendo come un si.» Mormorai, facendola ridere e ripresi a baciarla.
Pov. Harry
«Ho la leucemia, me ne sono fatta una ragione e poi sei arrivato tu e non avevo bisogno di un altro motivo per essere arrabbiata con Dio.».
Come riusciva a vedere un film del genere? «Come puoi vedere questo film depresso?» Niky si girò a guardarmi con i lacrimoni agli occhi e due fazzoletti tra le mani. Le ragazze erano fin troppo sentimentali. Nonché il film fosse brutto, aveva anche un gran bel significato, ma non era la prima volta che mi obbligò a guardarlo e ogni volta era uguale.
Quando finì il film continuò a ripetere le stesse frasi composte da un 'lei non lo meritava'.
«Almeno è finito.» Borbottai, beccandomi un'occhiataccia da parte della mia ragazza. Sospirai e tolsi il dvd, risedendomi accanto a lei «Ma è solo un film.».
«Solo un film?» Squittì «Non meritava di morire!» Singhiozzò, portandosi le mani sul viso. Preso dal senso di colpa la strinsi tra le braccia, accarezzandole la schiena «Sei il mio Landon!».
Aggrottai la fronte «Ma se sono Harry?» Mi schiaffeggiò il petto, grugnendo.
«Dovevi dire 'Sei la mia Jamie' invece rovini sempre tutto!» Borbottò, stringendosi le braccia al petto, ma smettendo di piangere.
Mi offesi fingendo «Stai dicendo che non sono romantico?» Girai il suo viso verso il mio. Annuì e si sdraiò sul divano, fissandomi «Invece posso esserlo...» Mormorai, sdraiandomi sul suo corpo, sorridendo.
«Sai che pes...» Non le diedi tempo di continuare che la baciai, posizionandomi tra le sue gambe. La sentì ridacchiare e mordermi il labbro, tirandolo appena. Senza aspettare altro presi a baciarla più passionalmente. «Sai che ti amo?» Mormorò sulle sue labbra.
«Si, ma mai quanto io amo te.» E senza aggiungere altro mi beai dei suoi baci e dell'emozioni che solo lei era in grado di darmi.
Continua...