Cana dovette intervenire, altrimenti Lisanna non sarebbe riuscita ad imporsi su quel ragazzo, Kasai.
<<Me ne vado solo perché non ho trovato quello che cercavo>> avevo detto il ragazzo prima di attraversare le porte della gilda e scomparire dalla vista di tutti <<Ma tornerò>>
Gregory avrebbe preferito tornare a casa con Miele, per assicurarsi che non succedesse nulla alla cugina, ma la ragazza non voleva.
<<Voglio restare>> disse con decisione.
Gregory la guardò un po' perplesso, ma decise di accontentarla.
<<Non fare tardi>> le raccomandò prima di tornare a casa.
Lisanna rimase per un lungo istante a guardare l'ingresso della gilda con in braccio il suo bambino, Shisen, fin quando Cana non le mise una mano sulla spalla.
A quel punto la ragazza dai capelli bianchi si riscosse e tornò dietro il bancone, sistemando il bimbo nella culla di fianco a lei.
<<Perché sei rimasta?>> chiese improvvisamente Alex a Miele.
<<É da giorni che mi dici che vuoi aiutarmi. Non so ancora quali siano le tue intenzioni, ma mi piace stare qui>>
Alex sorrise.
Era già un passo avanti sulla strada che lui stesso voleva far intraprendere all'amica.
Il giorno precedente la ragazza gli aveva urlato contro di essere appiccicoso, stressante, snervante e antipatico con tutte quelle storielle che le raccontava della gilda in cui c'era anche lei.
Ma poi si era pentita e gli aveva chiesto scusa, continuando a sentire quelle storie che, in fondo, sperava fossero vere.
I due si sedettero ad un tavolo continuando a parlare, mentre Cana si avvicinò al bancone.
<<Non riesco a credere che abbia avuto la faccia tosta di tornare->>
disse a Lisanna sedendosi su uno sgabello <<Dopo tutto quello che ha fatto alla gilda, a sua sorella! Il master avrebbe dovuto essere molto più severo con lui>>
<<Makarov ha fatto quello che riteneva giusto>> intervenne Lisanna con voce gentile <<Kasai ha scelto di intraprendere una strada diversa da quella che gli aveva offerto Natsu...é stata una sua scelta>>
<<Ho capito, ma non->>
Cana si interruppe.
In quel preciso istante il portone si aprì per l'ennesima volta, per poi richiudersi dietro due figure malconce che camminarono con fatica verso di loro, prima di crollare a terra.
________
Il treno sfrecciava sulle rotaie luccicanti, diretto, finalmente, verso Magnolia.
Frost e Nida avevano passato ben cinque giorni su di esso, passando un viaggio da cani.
Non si erano nemmeno accorti di essersi allontanati così tanto dalla loro casa, arrivando addirittura a oltrepassare di un bel po' il confine del regno di Fiore.
Nida non era affatto contenta di aver preso quella decisione: erano tre mesi che cercavano Lucy, tre mesi di fatica buttati all'aria per colpa dell'attacco di un gruppo di stupidi sbidollati senza cervello. Per di più provenienti da Black Flower!
Mentre la ragazza cercava di reprimere l'ennesima conata di vomito e di riposarsi un po', Frost guardava fuori dal finestrino, pensando a come l'avrebbero accolto i suoi genitori una volta tornati alla gilda. Era dalla morte di Yuki che il loro legame si era fatto...difficile.
Non aveva più ricevuto un abbraccio, un bacio di consolazione, una carezza sulla guancia, un complimento degno di essere chiamato tale, se non da parte di Nida, Mirajane, Lisanna e, qualche volta, anche da Emma.
Aveva un tremendo bisogno di affetto, se lo sentiva. Desiderava con tutto il cuore sentire nuovamente le braccia di sua madre, il profumo dei capelli di suo padre, il loro sostegno e il loro amore. Ma forse era meglio non sperarci troppo, altrimenti poi ci sarebbe rimasto seriamente male.
Guardò per un istante Nida, che finalmente si era addormentata, alzò il braccio sinistro dove la ragazza era appoggiata e le cinse le spalle attirandola a sé.
Anche lei aveva bisogno di affetto.
Solo che, a differenza del mago del ghiaccio, la ragazza non vedeva i genitori da anni ma sapeva perfettamente che l'amavano più di ogni altra cosa al mondo.
Il treno rallentò, ma non per fermarsi a Magnolia. Per quella tappa ci sarebbe voluto ancora un po' di tempo. Molto persone scesero dal mezzo, mentre altrettante ci salirono.
Dopo qualche minuto, il treno ripartì.
Frost si sentiva estremamente stanco, avrebbe voluto anche lui riposare come Nida, ma non riusciva a chiudere gli occhi. Continuava a guardare il paesaggio che correva davanti a lui senza pensare a qualcosa in particolare.
All'improvviso si avvicinò ai due maghi una ragazza.
<<É libero il posto?>> chiese indicando con il dito il sedile che Frost aveva occupato con il suo borsone.
<<Certo>> rispose il mago frettolosamente, raccattando la borsa, cercando di non scombussolare troppo Nida.
La ragazza si sistemò e prese anche lei a guardare fuori.
Frost, con la coda dell'occhio, la osservò meglio: aveva una carnagione molto chiara, indossava una giacchetta blu e una gonna rossa dalla quale usciva una...coda? In effetti, sulla testa quasi perse tra i capelli bianchi, aveva un paio di orecchie da felino bianche e due fessure color nocciola come occhi. Aveva un atteggiamento quasi altezzoso, senza alcuna espressione sul viso.
<<Vai a Magnolia?>> le chiese improvvisamente Frost.
Non sapeva neanche lui il perché, ma quella ragazza lo incuriosiva.
Lei lo guardò appena e poi disse <<Dipende, chi lo chiede?>>
<<Frost Fullbuster>> le rispose il ragazzo senza troppi problemi.
A sentire il suo nome, la ragazza dalle orecchie da gatto sbiancò, sgranando gli occhi e fissandolo con un'espressione tra lo stupore e lo sconvolgimento.
<<Fu-fulbuster, hai detto...?>> ripetè quasi ansiosa.
Frost la guardò perplesso annuendo appena.
<<Quindi...quindi vieni da Fairy Tail?>> continuò lei protraendosi in avanti sul sedile, con le mani che le tremavano.
<<SÍ>> rispose Frost un po' scocciato, aprendo leggermente la giacca è mostrandole il marchio della sua gilda tatuato sulla sua pelle.
La ragazza dalle orecchie da gatto abbassò lo sguardo scioccato e strinse i pugni. Sussurrò qualcosa e poi, senza preavviso, esplose.
Non letteralmente, ma...fece "poof"!
Un specie di fumo lilla la circondò e Frost, tossicchiando, riaprì gli occhi e vide, con grande stupore che, al posto della ragazza di prima, ora c'era un gattino bianco con le ali spiegate.
<<Wendy...>> il gatto <<TU CONOSCI WENDY!?>> urlò poi al ragazzo.
Un exceed, ecco cos'era!
Frost lo aveva capito solo ora.
<<S...sí>> rispose lui deglutendo.
La gattina quasi non si mise a piangere.
<<Ma scusami tu...tu chi sei?>> gli chiese confuso Frost.
Lei lo fissò intensamente negli occhi, come se quello sguardo l'avesse già visto in passato.
<<Charle>> la gatta con voce tremante <<Mi chiamo Charle>>