"Ti darò io una definizione esatta. L'amore è quella condizione in cui la felicità di un'altra persona è essenziale alla tua felicità." Robert Heinlein – "Straniero in terra stranier
MASSIMILIANO' S POV:
"Giovanni!!" grida Eleonora dietro di me.
Continuo a trattenerla mentre Giovanni si rialza dopo aver sparato a Nito e si sbottona la camicia.
Guardo per terra Nito con l'addome sanguinante e inerme sul pavimento.
"Porta troia" sibila Giovanni estraendo il proiettile di Nito dal giubbotto antiproiettile.
"Non ci sei riuscito figlio di puttana" sibila lui mostrando a Nito il proiettile.
Non ci capisco più nulla...
Ero convinto che Giovanni stesse per morire, invece è vivo e vegeto e ha sparato lui a Nito...non ci credo ancora.
"Dobbiamo andarcene" Grida Giovanni in fondo al corridoio col cadavere di suo padre ai piedi.
"Io...che succede?"chiede Eleonora mentre mi supera e raggiunge Giovanni.
"Nito sa di noi...il posto è invaso dai suoi uomini, dobbiamo andarcene subito" dice lui, riabbottonandosi la camicia.
"Posso coprirvi io" dico, raggiungendo Eleonora.
Non mi piace averla vicino a quello stronzo.
"Sanno anche della vostra relazione, stanno cercando anche te" dice Giovanni fulminandomi con lo sguardo.
"Ma come...non lo avevamo detto a nessuno" dice Eleonora.
"A volte i gesti valgono più delle parole...voi due nella stessa stanza non riuscite a staccarvi gli occhi di dosso"
Eleonora abbassa lo sguardo, quasi imbarazzata dalla confessione di Giovanni, e dice
"Sai dove andare?"
"Dobbiamo raggiungere le scale antincendio. Solo così potremo uscire da qui...c'è Danilo, un mio uomo fidato, che ci aspetta di sotto con la macchina"
"Come faremo ad uscire dalla terrazza però" chiede Ele preoccupata.
"Questo non lo so..."mormora Giovanni.
"Abbiamo ancora le maschere" faccio notare alzando la mia.
"Giusto!" Dice Eleonora alzando la sua.
"Potrebbe andare" dice Giovanni pensieroso.
"Dobbiamo raggiungere Yasmine" dice lei riavviandosi i capelli.
"Yasmine è già fuori di qui. Le ragazze comprate vengono portate nelle camere. È al sicuro con Sharif"
" Lo è "confermo conoscendo Dawud.
"Ok e allora come....Aahhh!!" Grida Eleonora mentre sentiamo un altro sparo.
Corro da Eleonora e superandola, mi agghiaccio nel vedere Nito con la pistola in mano e Giovanni per terra che perde sangue dalla testa.
Cazzo...
"Pizzi ri meidda!" Ringhia Nito cercando di rimettersi eretto.
Abbasso lo sguardo alle sue mani, alla pistola fra le dita e decido di fare la cosa più giusta.
Faccio ricadere per terra Nito con un calcio e con l'altro piede gli levo la pistola fra le mani.
"Ma che cazzo?" Farfuglia confuso Nito.
Prendo alla svelta la pistola e puntandola su Nito, grido
"Fermo! Sta' fermo!"
Lancio un altro sguardo su Giovanni e realizzo che non c'è più nulla da fare.
È morto e gli ha sparato il padre...eppure Nito diceva sempre che la famiglia doveva venire prima di ogni cosa.
Non hanno più senso le sue parole.
"Figliolo che credi di fare con quella?"chiede Nito ridacchiando.
"Hai ucciso sangue del tuo sangue" sibilo schifato.
Credevo fosse capace di tutto Nito ma non di questo...non avrei mai pensato che fosse capace di uccidere suo figlio.
Ne parlava come la cosa più importante al mondo, l'unico regalo lasciato dalla sua amata moglie.
Incomincio a pensare che abbia assassinato lui stesso la moglie.
"Era un traditore! Non vorrai passare dalla sua parte Edoardo"
"Io non mi chiamo Edoardo! Edoardo è morto e stai fermo!" Grido, notando lui che cerca di mettersi seduto.
"E chi saresti?" Chiede lui guardandomi dritto negli occhi, cercando di intimidirmi.
L' addome continua a sanguinare, ma lui è sereno, come se non stesse perdendo un fiume di sangue.
"Sono Massimiliano, Edoardo è morto il giorno in cui mi hai reso complice dell'incendio in fabbrica" ringhio avanzando.
"Reso complice? Ti ho puntato la pistola contro mentre firmavi le carte? Non mi pare" dice lui alzando un sopracciglio.
La sua calma mi spiazza.
"Tu mi hai solo usato come pedina per uscirne fuori pulito! È colpa tua se sono quello che sono adesso! È tua la colpa se sono diventato un criminale! Io non la volevo questa vita" Sibilo furioso.
"E che vita volevi Edo? Se non fosse stato per me, non ti saresti neanche laureato. È grazie a me se hai una casa, una bella macchina, dei vestiti di buona sartoria, belle puttane ogni sera...È solo grazie a me se sei ancora in vita" dice Nito ridendo alla fine.
Ha una pistola puntata contro e lui ride...uomini così un cuore non ce l'hanno.
"Avrei voluto morire" mormoro in un sussurro.
"Morire? E perché mai? Avevi tutto" chiede Nito sinceramente interessato a capire.
Lo guardo per bene e dico "È vero, avevo tutto ma non avevo qualcuno con cui condividerle quelle cose. Mio padre, mia madre, mia sorella...non avevo nessuno Nito"
"Sono io la tua famiglia" dice lui.
"Sono io la mia famiglia" ringhio mentre premo il grilletto.
"Ma che..." mormoro nel realizzare che non spara.
"Aveva solo un proiettile quella pistola" dice Nito mentre ne tira un'altra fuori dalla tasca.
"Oh no..."sento mormorare al mio fianco Eleonora.
Le afferro subito la mano e spingendola di nuovo dietro di me, sibilo
"Non ti muovere, non farlo."
"Ora non fai più lo spavaldo eh?"chiede Nito rialzandosi.
"Spara a me ma lascia prima andare Eleonora" dico indietreggiando per tenerla al sicuro.
"Certo, vuoi anche un cappuccino nel mentre?" Chiede lui inclinando la testa.
"Lei non c'entra nulla. Sono stato io ad ideare il piano, sono stato io a dirle dove trovare il tesoro, sono stato io a..."
"Non è vero! "Grida Eleonora dietro di me.
Mi giro e tappandole la bocca con la mano, sibilo al suo viso
"Non devi parlare, mi hai capito? "
Lei cerca di mugolare qualcosa sulla mia mano e io terrorizzato per lei, ringhio
"Hai capito cazzo? Se parli, ci ammazza entrambi"
Lei mi guarda torva e io usando un tono più gentile mormoro
"Lascia fare a me per favore, ti fidi?"
Eleonora è titubante ma abbassa lo sguardo e annuisce.
Faccio un sospiro sollevato e levo la mano dalla sua bocca.
"Sono stata io a ideare tutto! Mi sono avvicinata a te subdolamente per fregarti brutto pezzo di..."
Le ritappo la bocca.
Avrei dovuto saperlo...lei non è una che le dici a cuccia e sta a cuccia...semmai ti sbrana.
"Mmm Mmm...."mugola lei sulla mia mano agitandosi.
"La signorina ha più palle di quanto credessi" dice Nito dietro di me.
Sospiro e levando la mano dalla bocca di Eleonora, dico girandomi
"Ok, hai vinto tu. Cosa vuoi che faccia?"
"Dammi lei"
"Va bene"
"Cosa?" Chiede lui incredulo.
"Te la consegno" affermo.
"Non mi freghi. Hai detto che sarei dovuto passare sul tuo cadavere per avere lei" ricorda lui.
"L'ho detto, ma ho anche detto che Edoardo è morto"
"Ho detto che non mi freghi! Consegnamela adesso!" Grida lui, puntandomi la pistola contro.
Alzo le mani e dico " Ok ok, quanta fretta!"
Mi giro e avvicinandomi a lei, alzo la mano al suo reggiseno.
"Oh ma dai!" Esclama Nito.
Mi giro di busto e chiedo " Me la lasci l'ultima palpatina?"
"Edo non cambierai mai" borbotta lui.
Gli sorrido e rigirandomi col dito scosto di poco il reggiseno.
"Che fai?"mormora lei agitata.
"Shh calma...ce l'hai ancora?"sussurro al suo viso.
"Cosa?" Chiede lei confusa.
"Lo spray, ce l'hai?"
"Vuoi che..."
"Sì, devi fare come hai fatto con me prima. Devi solo mirare bene" sussurro, fingendo di palparle il seno mentre prendo lo spray dal suo reggiseno.
"Ti dico io quando" mormoro, portando una sua mano dietro la schiena, mentre fingo di palparle il sedere e le metto sul palmo lo spray.
"Ma io so quando..." cerca di dire lei.
"Bel faccino non ora." dico avvertendola.
"Va bene" sussurra lei.
"Andrà tutto bene, te lo prometto" dico, sfiorando i nostri nasi.
"E se ti ammazza come a Giovanni?"
"Non lo farà e non permetterò che faccia del male a te"
"Io però..."
"Ti amo" dico ammutolendola.
Lei alza le sopracciglia mentre io mormoro
"Ora vai"
Mi rigiro senza darle tempo di rispondere e dico
"Te la consegno ma tu abbassa la pistola"
Nito mi guarda male ma abbassa di poco la pistola e annuisce.
"Va' !" Dico brusco ad Eleonora.
Lei tiene una mano dietro la schiena con lo spray e avanzando, va verso Nito.
Ogni suo passo è un passo alla mia morte.. resto concentrato e aspetto che sia abbastanza vicina a lui.
"Chi l'avrebbe mai detto" se la ride Nito mentre Eleonora arriva a metà strada.
"Mi sottovaluti" dico, cercando di fargli distogliere lo sguardo da Eleonora.
"Sapevo di..." fa per dire Nito mentre io grido
"Ora!"
Eleonora alza la mano e con sicurezza preme lo spray, facendo urlare Nito.
"Cazzo cazzo!!" Urla Nito buttandosi per terra e cercando di strofinarsi gli occhi con le mani.
"Brucia cazzo! Brucia!" Grida disperato.
Io corro da lui e approfittando della sua distrazione, prendo la pistola e afferro immediatamente la mano di Eleonora.
Faccio per correre ma lei è paralizzata sul posto e sembra che stia tremando.
Vado nel panico e afferrandole il viso, dico
"Ehi ehi guardami!"
Le prendo le guance e costringendola a guardarmi, dico
"Dobbiamo correre. Più veloce che possiamo, sono stato chiaro?"
"Giovanni" mormora lei, abbassando lo sguardo.
Non le permetto di abbassare ancora lo sguardo e rialzandole il mento, dico
"È morto, non possiamo più fare nulla. Dobbiamo scappare, ok? Subito"
Lei mi guarda con gli occhi lucidi ma annuisce con la testa e inspira col naso.
"Non lasciare mai la mia mano" dico, mentre la trascino fuori dal corridoio.
"Mai, hai capito amore?" Richiedo.
Eleonora si guarda attorno, ma continua a stringere la mia mano e insieme cerchiamo di correre il più lontano possibile.
"Oh cazzo..." mormoro arrestandomi improvvisamente.
Eleonora sbatte su di me e chiede agitata
"Cosa? Cosa succede? Chi c'è?"
"Shh..."le poso un dito sulle labbra.
Lei si ammutolisce mentre sentiamo gli uomini di Nito salire su per le scale.
"Chi sono?" Sussurra Eleonora sul mio petto.
Tengo la sua testa salda sul mio petto...la proteggerò anche a costo della mia vita.
"Stanno con Nito" bisbiglio sulla sua testa.
"Aspettiamo che se ne vadano " sussurra lei.
"Così ci beccano da questo lato" dico preoccupato.
"Siamo circondati" deduce Eleonora.
"Che perspicacia avvocatessa"
Lei alza lo sguardo su di me e borbotta
"La simpatia non la perdi mai eh"
Io mi mordo il labbro e sorprendendola, le abbraccio le spalle attirandola ancora più a me per quanto sia possibile.
"Che fai?" Mugola lei sul mio petto.
"Voglio sentirti per l'ultima volta" dico fra i suoi capelli.
"L' ultima volta? "Chiede lei perplessa.
Io sospiro e afferrando la base del collo di Eleonora, dico
"Non so cosa potrà succedere"
"Nella sparatoria ce la siamo cavati" cerca di rassicurarmi lei.
"Quella volta eravamo muniti di mitragliatrici e avevamo tutto dei giubbotti antiproie..."
Alzo subito lo sguardo e mi scosto da Eleonora.
"Dove stai andando? "Chiede lei non lasciandomi andare.
"Resta qui. Vado a recuperare il giubbotto antiproiettile che aveva addosso Giovanni"
"Cosa? Perché vuoi..."
"Non posso rischiare con te, non posso proprio " dico io stoppandola.
"Ma c'è Nito lì!"
"Ecco perché non ti porto con me...dovrai aspettarmi qui. Eleonora neanche un passo, m'incazzo stavolta" la avverto.
"Non se ne parla! Io vengo con..."
"Eleonora" dico, sbattendola al muro e appoggiando la mia fronte alla sua.
Lei si ammutolisce e io dico piano
"Hai perso in partenza con me. Non puoi venire, discorso chiuso"
"Perché?" insiste lei.
Io sfrego i nostri nasi e accarezzando una sua ciocca di capelli sulla fronte, mormoro
"Perché morirei se ti perdessi ancora"
Eleonora si lecca le labbra e dice
"E a me non ci pensi? Ho già perso Giovanni, se lui ti prende..."
"Non mi prenderà, vuoi che te lo prometta?"
Lei deglutisce, ma con la testa annuisce e io dico a bassa voce
"Prometto che farò di tutto per non essere preso, di tutto."
"Anche mollare il giubbotto" aggiunge lei.
"E poi tu come farai?"chiedo.
Lei mi fulmina con lo sguardo e io dico "ok ok, anche mollare il giubbotto"
"Prometti di nuovo "Insiste lei.
"Ci tieni a me allora..." dico sorridendo.
"Prometti Massimiliano! Sono seria!" dice lei terrorizzata afferrandomi il volto.
Io non resisto e unisco le nostre labbra.
Lei non si oppone al bacio, ma io non posso mettermi a limonare con lei adesso, per quanto l'idea me lo faccia rizzare in un secondo, e staccandomi subito la guardo divertito
"Che c'è? "Chiede lei notando la mia espressione.
"È che sei bella" dico senza neanche pensarci.
Ė una cosa istintiva dirglielo...la osservo e le parole vengono da sé...hanno il bisogno di dirglielo quant'è sexy.
"A quante altre lo hai detto?" Replica lei come una serpe.
"Solo ad una stronza che non sa accettare i complimenti "dico, mentre lei fa per rimproverarmi ma la rizzittisco con un bacio.
"Immobile" mi raccomando, staccandomi a forza da quelle calamite e salendo le scale.
Lei è ancora sotto effetto del bacio e leccandosi le labbra, si appoggia al muro.
Come so che è sotto effetto?
Be' lo sono anch'io...lecco, mordo e prosciugo le mie labbra alla ricerca del suo sapore ogni volta dopo un bacio.
È come se fosse stato ideato solo per me quel sapore, come se nutrirmene, riporti me in vita.
Non so come spiegarlo...ho sempre rifiutato accettare che fosse amore, insomma aspetta...non sono ancora pronto per l'amore.
Eppure è così che l'ho chiamata poco fa...non ci ho pensato, non è stato controllato il mio "amore", mi è bastata vederla per associare le sue cose.
Amore ed Eleonora...mi sembravano la stessa persona, la stessa persona per cui darei la vita e farei l'impossibile.
Ho anche detto di amarla...stavo delirando?
Cazzo, no amico. È tutto vero...hai ufficialmente e completamente perso la testa per lei.
Io il demone e lei la mia Maddalena...peccare non è stato mai così dolce e giusto.
"Massimiliano!!" Sento gridare alle mie spalle.
Mi giro immaginandomi i peggiori dei scenari ma stavolta la ruota gira a mia favore...
"Dawud" mormoro più a me stesso per tranquillizzarmi.
"Dove cazzo eri? Ti ho cercato ovunque!" Dice lui, avvicinandosi con del sangue sulla camicia.
"Che succede di sopra?" Chiedo entrando nel corridoio.
"Merda..."borbotto fra me nel notare l'assenza di Nito.
Sarà strisciato da qualche parte?
"È una carneficina ma abbiamo la meglio noi" dice Dawud.
"Quanti sono?" Chiedo chinandomi su Giovanni.
È sempre stato un mio desiderio vedere Giovanni morto, ma in questo momento quasi mi dispiace.
Era una persona orribile, ma non si meritava di essere sparato dal proprio padre, morire per mano di chi ti ha fatto nascere.
Che cazzo di controsenso.
"Loro una cinquantina "
"Voi?" Chiedo mentre alzo il busto di Giovanni.
Tutto ciò è davvero disgustoso.
"Noi? Almeno duemila" dice Dawud quasi fiero di sė.
"Dovete trovare Nito" dico, slacciando il giubbotto.
"Dov'è la tua bella?" Chiede Dawud.
"Non al sicuro" borbotto frustrato.
"È per lei vero? Non per te" dice Dawud indicando il giubbotto.
"Ne dubitavi?" Chiedo rialzandomi col giubbotto in mano.
Per Giovanni non c'è più speranza...non ha più battito e giace inerme sul pavimento.
"Non ti facevo così smielato" mi deride lui.
"Non l'avresti fatto anche tu per Zahir?"
"Puoi scommetterci le palle" risponde lui senza tentennamenti.
"Ne ero certo. Porto Eleonora fuori da qui "dico incamminandomi.
"Eleonora...finalmente so come si chiama "dice lui.
"Non saprai mai il cognome" Grido uscendo dal corridoio.
"Che ci vorrà? Quante Eleonore ci saranno in Italia? " grida anche un dall'altra stanza.
"Addio amico mio" dico scendendo le scale.
Ho perso troppo tempo...mi sembra di aver perso tempo anche per respirare.
"Ci si vede confessore " Sento dire da Dawud.
Sorrido per un secondo...spero che Zahir possa dargli un'altra possibilità
Stringo a me il giubbotto e finendo di scendere le scale, cammino per il corridoio alla ricerca di lei.
Non si sarà mica nascosta? Penso mentre corro per tutto il perimetro.
"Eleonora" mormoro andando in panico.
Mi guardo ancora attorno ma non c'è traccia di lei.
"Eleonora! "Incomincio a gridare.
Mi sembra di vivere un incubo...il mio bel faccino nelle mani di quel mostro.
"Aaahhh" grido quando qualcuno mi sorprende da dietro e cerca di soffocarmi.
Mi aggrappo al braccio sconosciuto attorno alle mie spalle e sento dire
"Tu...figlio di puttana"
Raimondi?
"Lasciami" sibilo senza fiato.
Che diavolo ci fa qui?
"Dov'è Eleonora? "Chiede lui minaccioso senza lasciare la presa.
"Lui...è con lui" Sussurro ormai senza voce.
Sta stringendo troppo forte...non riesco neanche più a tenere gli occhi aperti.
"Lui chi? Chi!" sibila, stringendo di più la presa.
"Lasciami!" dico tossendo.
"Dimmi chi!" insiste lui.
"Nito! Cazzo nito!" grido ma esce solo un sussurro strozzato.
"Cosa?" esclama lui lasciando la presa.
Mi appoggio subito alla parete e riprendo a controllare il respiro.
Che diavolo di intenzioni aveva? Uccidermi?
"Dove l'ha portata?" chiede Raimondi.
"E' quello che stavo cercando di capire" sibilo continuando a respirare affannosamente.
"Eleonora è sparita con quello e tu stai in giro a correre per l'hotel in cerca di giubbotti antiproiettili?" chiede lui spregiante.
"Era per lei il giubbotto. Credi che sia così idiota?"
"Sinceramente?" chiede Raimondi alzando un sopracciglio.
"Ma vaffanculo" impreco staccandomi dalla parete e andando alla ricerca di Eleonora.
"Dove stai andando?" grida Raimondi mentre io faccio le scale.
"Stammi lontano!" ringhio dandogli le spalle.
Deve ringraziare la sua buona stella che adesso non gli stia addosso.
"Hai messo tu nella merda Eleonora e ora ce la tiri!"
"Senti un po' " dico spazientito raggiungendolo.
Lo alzo dal colletto della camicia e sibilo
"Dimmi ancora cosa devo fare con la mia ragazza e ti spaccio la faccia adesso, chiaro?"
Raimondi mi guarda con odio ma sta in silenzio mentre io chiedo
"Che cosa ci fai piuttosto tu qui?!"
"Ho scoperto del piano di Eleonora" dice lui mentre io lascio la presa e chiedo
"E non ti è passato dall'anticamera del cervello avvertirla del pericolo che correva?"
"Sei stato tu a metterla in pericolo" sbotta lui, socchiudendo gli occhi.
"Hai ragione..."
Mi avvicino a lui e dico "E tuo compito era quello di farla uscire...perchè non l'hai fatto? Perchè non l'hai tenuta lontana da me?"
"Tu sei un donnaiolo, chi avrebbe mai pensato che tu avessi un cuore"
Deglutisco alle sue parole e penso di aver perso fin troppo tempo con lui.
"Giovanni è morto. Vattene se non vuoi morire anche tu" lo avverto.
"Ed Eleonora?"
"Eleonora è affar mio" ringhio irrigidendomi.
"Eleonora è in pericolo e tu ti preoccupi di marcare il territorio? Davvero?"
"Per quanto mi riguarda si" dico, rigirandomi e facendo la scale.
Devo raggiungere Dawud....forse lui l'ha vista.
"Non cambierai mai"
"Non voglio farlo" dico svoltando a destra.
"Le farai solo del male standole vicino" sento gridare lui.
"Allora mi assicurerò di farle il più male possibile" metto fine a questa assurda conversazione.
Indosso il giubbotto antiproiettile ed entro nella terrazza.
Sto rischiando grosso entrando qui, ma nulla mi spaventa di più di perderla...ne sono terrorizzato.
Offusca ogni mio pensiero e vorrei solo gridare a squarciagola il suo nome e sentirla dire "Sono qui"
Mi sento come bloccato, non riesco a pensare lucidamente, è una tortura ogni secondo che passa.
Afferro la pistola che avevo risposto nei pantaloni e cauto monitoro la situazione in terrazza.
Ci sono tanti uomini per terra e sembra non esserci traccia di altri uomini...
Guardo attentamente gli uomini morti e ne riconoscono alcuni della squadra di Nito...gli Albanesi hanno fatto una strage.
Sento improvvisamente uno sparo e girandomi di scatto, sparo alla cieca.
"Ma sei coglione!" grida ancora Raimondi.
"Ti ho detto di starmi lontano!" esclamo cercando di calmarmi.
Mi sono preso quasi un infarto cazzo.
"Semmai sei tu che segui me" borbotta lui, spingendo con un piede un uomo ai suoi piedi sanguinante.
"E comunque ti ho salvato il culo...stava per spararti" dice, guardando in basso verso l'uomo.
Alzo un sopracciglio sorpreso e chiedo "Perchè l'hai fatto? Ti ho sempre mentito e ho quasi rovinato la tua carriera"
"E' vero, l'hai fatto" dice lui quasi sorridendo per poi alzare la pistola nella mia direzione e dire
"E' per questo che non ho permesso che ti uccidesse quello lì...sono io che devo mettere fine alla tua miserabile vita"
Alzo anch'io la pistola nella sua direzione e dico "Ti propongo un affare"
"Che affare?" chiede lui inclinando il viso.
"Troviamo prima Eleonora e poi potrai fare di me quello che vuoi"
"Divertente, non ci casco" borbotta lui premendo piano il grilletto.
"Non sto scherzando...vuoi che te lo dimostri?"
"E come dovresti dimostrarmelo?"
Sospiro e decido di fare una cosa folle, una scolta che mi porterà o direttamente ad Eleonora o alla morte.
Metto per terra la pistola, il giubbotto antiproiettile e li spingo col piede verso Raimondi.
"Cazzo, quella ragazza ti ha proprio fottuto il cervello " dice Raimondi chinandosi a prendere la pistola e il giubbotto.
"Mi aiuterai?" chiedo ignorando il suo commento.
"Non lo faccio per te, lo faccio per Eleonora" sibila Raimondi abbassando la pistola.
"Fa lo stesso" mormoro mentre lui mi supera ed esce dalla terrazza.
"Non saranno usciti dall'hotel" osserva lui dall'alto l'uscita dell'hotel.
"Io controllo i primi cinque piani e tu..."
"Non azzardarti a darmi ordini" borbotta Raimondi.
"Ok, facciamo come vuoi tu" dico gettando per tera l'orgoglio.
Non me ne frega niente in questo momento di far prevalere l'ego e far in modo di non dargliela mai vinta...voglio solo ritrovarla, voglio solo il suo bene in questo momento.
"Tu controlla i primi cinque piani , io gli altri" dice superandomi.
Io alzo gli occhi al cielo e annuisco con la testa.
Cazzone.
"Chiamami se la trovi" dico, mentre lui m'ignora ed esce dalla terrazza.
Se non fosse per il fatto che devo ritrovare Eleonora, gli avrei già spaccato la faccia...dio, se l'avrei fatto.
Dopo mezz'ora sono ancora al terzo piano e sono praticamente senza voce...ho gridato il nome di Eleonora come un pazzo...persino gli Albanesi mi guardavano male.
Dawud ha dato l'ordine a loro di non toccarmi...l'ho capito dal modo in cui mi guardavano ma superandomi, andavano ancora alla ricerca di italiani.
Li hanno ammazzati tutti e ora sono in allerta che ne escano altri....non penso vengano altri italiani.
Hanno capito il pericolo che corrono, avendo Dawud e i suoi uomini contro ...non si azzarderanno più a contrastarli.
"Giovanni!" grida una voce femminile davanti a me.
Alzo lo sguardo alle scale e vedo una ballerina del ventre correre sconvolta.
Aspetta...era la ragazza che parlava con Eleonora.
Le afferro il polso prima che possa scappare lontano da me e dico "Ehi ehi ferma!"
"No no! Giovanni!" grida lei cercando di liberarsi dalla mia presa.
"Perchè lo cerchi?" chiedo rafforzando la sua presa.
"Eleonora...lei è...Giovanni!" grida ancora guardandosi attorno.
Mi gelo nel sentire il nome di Eleonora e chiedo "Cosa? Cosa le hanno fatto? Dov'è Eleonora!"
"Giovanni!!" continua a gridare lei.
"Giovanni è morto!" grido, sbattendola al muro per cercarla di calmare.
"Cosa?" chiede lei spalancando gli occhi.
"E' morto, Nito l'ha ucciso. Adesso dimmi dov'è Eleonora" dico più pacato.
Non voglio spaventarla ulteriormente...sembra sia in stato di shock.
"No...Tu sei il confessore, io so chi sei!" dice lui guardandomi con odio.
"Oh cielo...dimmi dove cazzo sta Eleonora!" dico perdendo la pazienza.
"Non te lo dico! Mi prendi per stupida? Tu la vuoi morta! Hai ucciso tu Giovanni! Ammettilo!"
Do un pugno al muro perdendo definitivamente la pazienza e sibilo
"Non sono chi tu credi che io sia"
"Ah no? Eleonora ha detto che il confessore è uomo malvagio, senza pietà, subdolo e assassino! Mi ha detto che..."
"Oh dio santo! Sono il suo ragazzo, non potrei mai volere la sua morte!" sbotto.
Lei alza subito un sopracciglio e chiede scettica "Cosa? Tu non puoi..."
"Non sapeva che fossi io il confessore e io non sapevo che lei stesse per venire a Tangeri. C'è stato un enorme fraintendimento"
"Io...non so se fidarmi" dice lei deglutendo.
"Se tieni a lei, dovrai dirmelo. Non voglio farle del male ,credimi"
"Tu sei il confessore"
"Sono disperato, devo trovarla prima che sia troppo tardi. Ti prego" arrivo persino a supplicarla.
"Non la vuoi morta"
"Assolutamente no" dico negando con la testa.
"Come fate a stare insieme e non sapere nulla di voi? Non so se tu mi stia davvero dicendo la verità"
Chiudo gli occhi e dico "E' complicato ma ti spiegherò tutto...ti racconterò del nostro primo incontro, io che non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, io che sono rimasto intrappolato nella sua trappola, io che non ho amato nessun'altra oltre a lei, lei che mi ha sconvolto tutti i piani, tutte le mie giornate, tutte le emozioni che credevo fossero seppellite...ti racconterò di tutto ma ora è fondamentale che tu mi dica dov'è"
Lei mi guarda attentamente mentre io sto col fiato sospeso e aspetto una sua risposta.
"Nel ripostiglio al settimo piano"
Schizzo via e facendo le scale a due a due, corro come un razzo al settimo piano.
Quando arrivo al piano ho il fiatone, ma non do ascolto al mio corpo stanco e ritorno a correre per il corridoio.
"Di là!" dice la la ragazza che manco mi ero accorto che fosse dietro di me.
"Dove?" chiedo non capendo.
Lei fa per indicarmi la porta ma improvvisamente sentiamo uno sparo alla fine del corridoio.
"Non mi dire che è lì" mormoro col cuore che batte all'impazzata."
La ragazza annuisce mentre io impreco in mille lingue diverse e corro verso la porta.
"Eleonora!" grido correndo.
Non sento nulla...oh cielo ti prego non lei.
Corro più veloce e una volta raggiunto la porta, la butto giù con la spalla.
Entro dentro quando la porta cade e inspiro a fondo nel vedere Eleonora tremante per terra cosparsa di sangue con la testa di Nito sul grembo.
Sposto lo sguardo a Raimondi con ancora la pistola fumante e realizzo tutto.
Corro da Eleonora e chinandomi davanti a lei, alzo Nito da lei.
"Voleva che gli fermassi l'emorragia...lui voleva che...lui..." farfuglia Eleonora sconvolta con le lacrime agli occhi.
Dio santo...trema come una foglia.
"Va tutto bene...è finita" dico, trascinando Nito lontano da lei.
"Faccio io" s'intromette Raimondi.
Lascio la presa su Nito e afferrando per il colletto lui, ringhio furioso
"L'hai ammazzato davanti a lei! Che cazzo ti è passato per la testa? Eh?"
"Avresti voluto vedere lei morta?" chiede lui non intimorito da me.
"Ringrazia il cielo che non ti ammazzo adesso, perchè sennò prenderei la pistola e ti farei schizzare quella micromassa di cervello che ti ritrovi come cervello"
"Va' a l'inferno Arnaldi"
Inspiro furioso ma lascio la presa e lo lascio andare.
Ha messo in salvo Eleonora e ha sparato a Nito, ma non avrebbe dovuto farlo di fronte a lei, mentre Nito era ancora sulle sue braccia...l'ha traumatizzata cazzo.
"Ehi...andiamo" dico, levando la mia giacca e mettendola su di lei.
Eleonora continua a tremare senza fine e io mettendole un braccio sulla sulla schiena e un altro sotto le ginocchia la raccolgo da terra.
"Dove andate? Deve andare da un medico" dice la ragazza che ha assistito a tutto.
"Non serve" dico, uscendo dalla stanza.
"Non sei un medico per decidere se ha bisogno di cure o meno!" grida la ragazza seguendoci.
"State lontani da lei!" sibilo, continuando a camminare velocemente.
Eleonora inizia a singhiozzare e non smette di tremare su di me...vorrei strozzare con le mie mani Raimondi per averle fatto vivere tutto ciò.
"Stai tu lontana da lei!" grida la ragazza.
"Mai" ringhio, scendendo le scale.
"Questo non è amore! E' ossessione!" grida la ragazza da sopra sulle scale.
Ha ragione? E' un'ossessione? Mi chiedo abbassando lo sguardo a lei.
Alzo la giacca per coprirle la testa e annuisco, continuando a correre per le scale.
Sono ossessionato dal farla stare bene, va bene così.
"Dove vai? Noi...noi abbiamo lasciato..." cerca di dire Eleonora.
"Non abbiamo lasciato nulla, ora ce ne andiamo da qui" dico, uscendo dall'hotel.
Mi guardo attorno e vedo Danilo...è sempre stato un amico di Giovanni, alla villa veniva spesso a trovarlo e ho avuto modo di conoscerlo anch'io.
Corro alla sua macchina e aprendola, entro insieme ad Eleonora.
"Ma che...Edoardo?" chiede Danilo non capendo.
"Parti" dico, posizionandomi meglio Eleonora sul grembo.
"Dov'è Giovanni?" chiede lui sempre più perplesso.
"E' morto e se non vuoi che uccidano anche a te, ti consiglio di inserire le chiavi e partire alla svelta"
"Oh merda, ok ok" dice lui, entrando nel panico ma inserendo le chiavi.
"Come cazzo è stato possibile? Minchia se lo viene a scoprire Nito.." dice Danilo partendo.
"E' stato proprio lui a uccidere il figlio...portaci all'hotel più vicino" dico, aprendo il finestrino.
Si respira un'aria putrida.
"Cosa?Non ritornate a Palermo?"
"Ho detto così?" chiedo seccato.
Lui mi lancia un'occhiataccia ma sai quanto può fregarmene...
Abbasso lo sguardo su Eleonora e vedo che tiene gli occhi chiusi appoggiata con una mano sul mio petto.
Alzo le mani ai suoi capelli e glieli massaggio piano...ho bisogno di tranquillizzarla.
"Chi è lui?" sussurra lei improvvisamente.
Le accarezzo i capelli e dico "E' un amico, puoi fidarti"
"No, usciamo" dice lei, scostandosi da me.
"Ehi no piccola...stai tranquilla, non succ..."
"Voglio scendere, voglio scendere!" piagnucola, cercando di scappare dalla mia presa.
"No aspetta...noi...e va bene"
"Apri" dico, avvicinandomi alla portiera.
"Ci siamo quasi " dice lui.
"Ho detto apri." dico minaccioso.
Odio quando mi devono contraddire.
Danilo sbuffa ma accosta e sblocca la sicura.
"Grazie" bofonchio, aprendo la portiera e scendendo velocemente.
Sistemo meglio Eleonora fra le mie braccia e dico
"E va bene...troviamo un posto dove possiamo stare tranquilli"
"Non mi fidavo di lui" dice Eleonora come per scusarsi.
"Tranquilla bel faccino, neanch'io in realtà" dico, incominciando a camminare.
"Ho gridato il tuo nome" mormora lei, rifugiandosi sul mio petto.
"Non ti ho sentito piccola, non me lo perdonerò mai" dico, stringendola forte.
Voglio alleviarle questo dolore....non so come fare, vorrei solo farla calmare.
Mi guardo attorno e solo ora noto un cartellino che indica un hotel a destra...meno male perchè non c'è anima viva a quest'ora di notte nella via.
"Te l'ho detto che dovevi portarmi con te " dice lei inspirando col naso.
"Io...volevo proteggerti" mormoro incapace di dare altre spiegazioni.
"Non hai pensato a me"
"Io penso solo a te prima di fare qualsiasi cosa" la contraddico.
"Non l'hai fatto" dice lei alzando la testa dal mio petto.
"Lo sapevi cosa sarebbe successo" mi accusa, scostandosi da me.
"No no...che stai..." scende da me e allontanandosi, dice
"Voglio stare sola"
"Non puoi"
"Posso invece" dice lei, dirigendosi verso l'hotel dietro l'angolo.
"Non sai cosa stai dicendo" dico duro.
"So solo che Giovanni è morto e sono ricoperta di sangue! Mi hai vista? Mi hai vista dannazione!"
"Non sei in te" borbotto seguendola.
Lei lo nota e dice "Non seguirmi, voglio stare da sola. Devo pulirmi!"
Si sfrega le braccia ricoperte di sangue con forza e cerca di far andare il sangue.
Sta impazzendo.
"Eleonora" la chiamo.
"Vattene" dice lei entrando in hotel.
"Eleonora vieni qua" la avverto.
"Ho detto vattene!" grida lei incominciando anche a piangere.
Sapevo che non sarebbe durata a lungo.
Sospiro e sbuffando, decido di fare l'unica cosa possibile adesso.
La raggiungo e alzandola in aria, la poggio sulla mia spalla.
"Io...cosa! No! Lasciami andare!" incomincia ad urlare lei.
Raggiungo veloce la reception e noto che non c'è nessuno..ma che?
Faccio il giro del bancone e afferro delle chiavi a caso...n°619.
"Voglio scendere, Massimiliano!" esclama lei agitando le gambe.
Mi dirigo all'ascensore e digitando il sesto piano, aspetto che parta.
"Dove mi stai portando! Non puoi fare come vuoi tu...devi lasciarmi andare adesso!"
Sopporto i suoi calci sull'addome e i pugni sulla schiena finchè arrivo a destinazione ed inserendo le chiavi, entriamo.
E' tutto buio e accendendo la luce, vado alla ricerca di un bagno.
"Sono stanca di urlare, voglio andare via!" grida ancora lei sulla mia spalla.
Trovo il bagno ed entrando, mi abbasso per rimettere a terra Eleonora.
La sorprendo con le lacrime che rigano il suo dolce volto e allungando una mano, seguo una lacrima che è appena scesa.
"Non ce la faccio..." sussurra lei con voce tremante.
Abbassa lo sguardo e dice con voce più strozzata "Non ce la faccio più"
Le prendo il viso tra le mani e asciugo le lacrime con i pollici...è così severa ma anche così sensibile.
Lei continua a piangere e io abbassando lo sguardo, noto ancora il sangue di Nito su di lei.
Deglutisco e scostandomi di poco, le tolgo la mia giacca.
Faccio il giro per toglierle il reggiseno, ma lei pensa che me ne stia andando e chiede allarmata
"Dove vai?"
Mi metto alle sue spalle e levandole il reggiseno ricamato, mormoro baciandole l'orecchio.
"Sono qui"
Il reggiseno cade ai nostri piedi, lasciando spazio ad un altro reggiseno di tessuto senza bretelle.
Lascio stare quel reggiseno e abbassandomi, faccio scivolare la gonna e levo le scarpe.
Mi rialzo osservandola e incapace di staccarle gli occhi di dosso, mi spoglio anch'io.
Rimango con solo i boxer e afferrandole la mano, apro il box doccia.
Entriamo insieme dentro e azionando il getto d'acqua, mi assicuro che sia mite.
"Ho cercato di colpirlo" mormora lei mentre l'acqua incomincia a lavarla dal sangue.
"Ma lui non si reggeva neanche in piedi...mi ha trascinata in quella stanza e mi ha chiesto di fermare il sangue" rivela deglutendo.
Resto in silenzio e prendendo una spugnetta, inizio a strofinare le spalle di Eleonora.
"Io non sapevo cosa fare...non mi sono mai ritrovata in una situazione del genere e sapevo che se fossi scappata, lui mi avrebbe sparato...ero con le mani legate"
Scendo a strofinare il suo petto, mentre con l'altra mano le accarezzo la base della schiena e cerco di farla rilassare.
"Ho scelto di non correre il rischio...mi sono avvicinata a lui e ho usato lo scialle per fermare il sangue...non si fermava, moltiplicava....io non sapevo che fare" dice con dolore.
Sta soffrendo nel rivivere il tutto...ha l'espressione sconvolta, stravolta...fa male anche a me vederla così.
"Quando è entrato Raimondi?" chiedo, strofinando forte sull'addome.
"Subito dopo...avrà pensato che il sangue fosse il mio, infatti si è infuriato e ha uscito la pistola. Ho gridato di non farlo"
Si passa le mani sul viso e mormora "Ho gridato così tanto...non volevo che lo uccidesse"
"Volevi salvarlo? Anche dopo che ti ha minacciato? Ha ucciso Giovanni?" chiedo, strofinando le braccia.
"Io...non lo volevo morto"
E' così buona...non ha mai voluto la morte di quell'uomo dopo tutto...solo gli angeli possono far di tutto per salvare il demonio.
"E poi?" chiedo, abbassandomi a strofinare le coscia.
"Ha sparato e..."
Trema nel dirlo e io dopo aver strofinato le gambe, mormoro
"Ha fatto bene"
"E' morto....lui ha visto me prima di morire" dice singhiozzando.
"Sperava che lo salvassi...non volevo che morisse, la giustizia avrebbe fatto il suo lavoro con lui ma non la morte"
"Piccola mia..." mormoro rialzandomi e lasciandole un bacio sulla fronte.
Le prendo la testa e posandola sul mio petto, lascio che si sfoghi su di me.
Lei piange per un tempo indeterminato mentre io decido di farla rilassare e uscendo dal box, riempio l'acqua della vasca.
Una volta piena la faccio sedere dentro e attentamente mi sistemo dietro.
Sento che non piange più e io approfittandomene, dico
"Sai...ho mentito prima"
"Cosa?" chiede lei mentre incrocio le nostre dita e mormoro
"Quando ho detto che io sono la mia famiglia, ricordi?"
"Perchè?" chiede lei, appoggiando le nostre mani sul suo addome.
"Perchè sei tu la mia famiglia, tutto quello che ho" mormoro, lasciando dei baci umidi sulla sua spalla.
Lei alza lo sguardo a me e io prendendole il mento, le lascio un bacio delicato sulle labbra.
"Scusami per tutto il male che ti ho fatto, è colpa mia se stai male anche adesso"
"Massimiliano no..." mormora lei, alzando la mano sul mio viso.
"Non è assolutamente colpa tua, abbiamo solo fatto scelte sbagliate"
"Non mi pento di averle fatte, se poi mi hanno portato a te "dico chiudendo gli occhi per godermi la carezza sulla guancia.
"Mi sei mancato così tanto in questo periodo...ero circondata da persone ma era come se mi sentissi sola, mancavi tu nella mia vita"
"Davvero? Ti sono mancato?" chiedo baciandole il palmo.
"Ogni giorno" confessa lei.
"Amore mio" mormoro rifugiando il viso sull'incavo del suo collo.
"Io ti sono mancata?"
"Sempre...ovunque...non avevo pace" dico stringendola forte a me.
"C'era una frase di un film che mi ha fatto pensare a te...dice 'Quando ti ho trovato, il mio cuore ha trovato una casa" mormoro sul suo collo.
"Hai trovato me" dice lei sorridendo.
Io annuisco con la testa e strofinando il naso sul suo orecchio, mormoro
"Vieni a vivere con me"
"Cosa?" chiede lei sorpresa.
Un po' troppo in realtà.
"Che c'è? Non ti ho ancora chiesto di sposarmi" dico, facendole un leggero solletico.
Lei ridacchia e chiede " Ancora?"
"Ho capito tante cose in questi giorni senza di te" rivelo.
"Cosa hai capito?"
"Che amori come il nostro capitano solo una volta nella vita"
"Cos'è l'amore Massimiliano?"
" Sai che diceva il ricercatore di meraviglie? Non so spiegarti l'amore. So che dentro c'è molto perdono, tanta cura, colori vastissimi, un po' di chimica, un po' di incastro e un po' di destino, brividi, capricci e risate e la voglia di avventurarsi insieme nelle spire incantate del tempo."
"Condividi le sue parole?"chiede lei.
"Penso che quello che ci sia tra noi è qualcosa di inspiegabile...si passa dal volerti venerare, al volerti odiare, si passa dal sorriso alle lacrime, si passa dalle risate ai litigi, dal fuoco alla dolcezza, dal volerti lontana al volerti il più vicino possibile, dal volere il tuo male al tuo bene, si passa in continuazione dall'amore e odio tra noi. Non ci sono regole, non c'è un equilibrio...Puoi perdere più del dovuto e amare più di quanto avresti pensato."
"Questa è una dichiarazione d'amore?" chiede lei mordendosi il labbro.
"Prendila come ti pare" dico baciandole il collo.
"Anch'io" mormora lei.
"Anch'io cosa?" domando continuando a baciarle ogni centimetro di pelle.
"Ti amo anch'io" dice lei sganciando una bomba.
Mi paralizzo sul posto credendo di aver immaginato quelle parole, finchè lei si gira e chiede
"Tutto bene?"
"Ripetilo" sussurro col cuore che sta per schizzare fuori dal petto.
Lei mi sorride e dice chiaramente "Ti amo"
Butto tutto il respiro trattenuto e mormoro "Ho aspettato così tanto che tu..."
Lei alza il viso e unisce le nostre labbra, come per suggellare la sua confessione.
La faccio girare e inclinando il viso, approfondisco il bacio.
"Mmh..."mormora lei staccandosi di poco.
Abbassiamo entrambi lo sguardo e solo ora noto della mia eccitazione alle stelle...lei rialza lo sguardo imbarazzata, ma io voglio che se ne abitui e trascinandola sopra di me a cavalcioni, chiedo
"Quindi questo era anche un sì?"
"Sì cosa?" chiede lei corrugando la fronte.
Le scosto delle ciocche di capelli e dico "Che verrai a vivere con me"
"Sei terribile!" dice le divertita, buttando le braccia sul mio collo.
"E' un sì!!" esulto, facendole il solletico.
Lei ride muovendosi e facendo fuoriuscire dell'acqua, mentre io le rintrappolo le labbra con le mie e non le lascio fiato.
Dicono che se non c'è follia, non c'è amore ed è proprio per questo che l'amore è per i coraggiosi mentre tutto il resto è coppia...L'amore è sublime e miserabile, eroico e stupido, mai giusto.
La vita è il fiore, l'amore il miele.
(cit.Hugo, Alberti, Alberoni, de la Barca.)
SPAZIO AUTRICE:
Scusatemi per il ritardo indecente! Tra feste e studio folle non so più dove sbattere la testa! Vi avverto che ci vorrà del tempo per il prossimo capitolo, anche perchè ci sarà anche un sorpresina per voi! Non troppo tempo, promesso!
Ps. Mi mancheranno i bimbi litigiosi!! Spero che questa coppia vi abbia dato tanto, come ha dato tantissimo a me (anche se sono la scrittrice di questi pazzi, ma vabb mi hanno dato tanto filo da torcere e mi mancheranno un sacco!)
Love you all, xoxo Benilka.